Premesso che il punto conquistato contro l'ostica L'Aquila è un ottimo risultato, bisogna ammettere che Grassadonia ha sorpreso, ancora una volta, tutti. Sei calciatori cambiati rispetto alla vittoriosa gara contro l'Aprilia, quattro under in campo dal 1', un'autentica rivoluzione e fors'anche un po' di discutibile spavalderia nelle valutazioni e nelle reali potenzialità tecniche e tattiche dei singoli.
La Paganese è stata costruita, intelligentemente ed abilmente, per interpretare ed esaltare un modulo tattico che prevedeva e prevede un reparto difensivo quadrato, ermetico ed a tratti insuperabile, due incontristi-interditori esperti, affidabili e carismatici, due esterni offensivi in grado di creare superiorità numerica, dare fantasia, imprevedibilità e concretezza alla fase offensiva. Se sugli esterni quest'apporto necessario ed indispensabile di inventiva e creatività viene a mancare è inevitabile che la manovra appaia sterile, piatta ed inconcludente.
Il pari va benissimo, l'aver perso la vetta potrebbe essere provvisorio ed anche ininfluente, visto che ci sarà posto per due ma per chi si aspettava un torneo travolgente e senza rivali non è presto per affermare che non sarà così, non potrà essere così se in campo non scenderanno sempre gli 11 migliori, non badando alla carta d'identità. Gli under? Chi merita gioca (vedi Balzano, Errico) perchè ha qualità per partecipare incidere e completare una squadra ricca di esperienza di valori tecnici e tattici, di mezzi illimitati e non confrontabili con altre compagini. L'utilizzo di due esterni offensivi giovani, rapidi, svelti, interessanti sì, in alcune circostanze potrebbero rappresentare una valida alternativa ma per dare sostanza e concretezza alla manovra sono indispensabili la voracità di Galizia, la verve, la fantasia, l'imprevedibilità di Scarpa che solo giocando potrà recuperare la condizione per essere il decisivo valore aggiunto. Un tecnico capace, intelligente ed intuitivo come Grassadonia saprà cogliere dalla trasferta abruzzese quei segnali importanti che possano permettergli di centrare l'attesissimo obiettivo.
Domenica prossima l'opportuna riprova contro un Giulianova (4-3-1-2) rilanciato da due vittorie consecutive. Una squadra che non conosce mezze misure vince o perde e, cosa abbastanza insolita, la metà dei punti che ha in classifica li ha conquistati in trasferta grazie a 3 vittorie....
Avversario temibile? Per il momento positivo che sta attraversando si può dire di sì ma dando uno sguardo attento ai valori individuali che lo compongono si può tranquillamente affermare che una Paganese "normale" ma cattiva e determinata al punto giusto non dovrebbe assolutamente avere problemi a domarlo. I giuliesi hanno come, quasi tutte le compagini del girone, programmato un'annata senza grossi investimenti con l'obiettivo di una tranquilla salvezza e la valorizzazione di giovani del loro fertilissimo vivaio. Sono lontani i tempi del grande Giulianova di patron Quartiglia, di Califano, Cozzolino, i fratelli Del Grosso, di mister D'Adderio e di una curva fantastica che ribolliva di passione. Ora, pur tra la scetticismo generale stanno cercando di ricominciare e senza farsi troppe illusioni, si stanno godendo questo terzo posto clamoroso.
Una posizione ottenuta grazie ad un giusto mix di calciatori carismatici, di giovanissimi molto promettenti aiutati nella loro crescita da elementi di categoria. A sorpresa sta dimostrando sicurezza e personalità il portiere Merletti che dà la giusta tranquillità ad un reparto difensivo che ha in Zoppetti (ex Perugia in C1) il leader incontrastato e rassicurante, un reparto che si giova dell'importante apporto di Testoni e di Terrenzio, confermato dopo una brillante scorsa annata. L'esterno difensivo destro il giovanissimo ('91) Cavasinni è un po' il loro punto debole visto che è il primo anno che parte titolare dopo le poche presenze nell'Aquila nello scorso campionato. A centrocampo un autentico regista dai piedi buoni, dalla limitata mobilità ma sorretto da un'incredibile velocità di pensiero: il napoletano D'Aniello. Intelligenza tattica, capacità tecniche da categorie superiori dove è stato per tanti anni protagonista (Ancona, Salernitana, Benevento). L'uomo più importante, elemento da limitare e da contrastare. Ai suoi lati Della Penna e Giustini ('91) o Bontà ('93) assicurano corsa, quantità ed interdizione, il fantasista D'Alessando (ex Isola Liri) fra le linee assicura inventiva e fantasia. Tatticamente potrebbe creare problemi ma senza dubbio Grassadonia avrà già pensato alle contromisure. In attacco Morga, un promettente talento che dall'eccellenza laziale (Tor di Quinto) fu acquistato dal Genoa, ha trovato a Giulianova motivazioni ed ambiente giusti, è senz'altro uno dei protagonisti di questo brillante momento. Suo partner l'under Valori o Picone ('91) o addirittura il '93 Addazii. E' un reparto Morga-dipendente, ci penserà il duo Rinaldi-Fusco a renderlo inoffensivo.
Domenica è necessario ritornare a vincere, la Paganese ed i suoi tifosi vogliono continuare a gioire e ad esultare, hanno tanta fretta di dimenticare e cancellare i momenti bui.
Carlo Vitiello per paganese.it