Una sconfitta, imprevedibile, inaspettata, incredibile, può avere come attenuante la grande incognita della lunga sosta e l'intorpidimento derivante dalle feste trascorse al caldo? La debacle di Celano può essere la conseguenza del clima di incertezza gestionale che ha aleggiato a lungo in casa azzurrostellata? Può un gruppo altamente competitivo ridursi ad un insieme di singoli con nessuna voglia di continuare a crederci, con l'atteggiamento mentale di rassegnazione, di inerme e fatale abulia? Arduo, molto difficile dare risposte certe e convincenti a questi interrogativi ma perdere contro l'ultima in classifica, priva di ben sette "titolari", potrebbe essere anche la conferma di antichi ed irrisolti problemi di natura tattica, tecnica, mentale ed anche di inadeguatezza di uomini.
La Paganese raramente, molto raramente, ha espresso un calcio, fluido, equilibrato, armonico. Un inizio di campionato felicissimo, sul piano dei risultati ma non su quello del gioco, aveva illuso un pò tutti, l'elevatissima qualità dei singoli aveva mascherato i limiti di una manovra troppo prevedibile, troppo istintiva e poco razionale. Spesso ha sofferto le iniziative avversarie evidenziando disequilibrio tattico e difficoltà di adeguamento dei singoli ad un modulo per alcuni penalizzante; l'apporto degli "under", troppo spesso alternati, è stato quasi irrilevante acuendo ancora di più le difficoltà di reali e consistenti alternative.
La sconfitta in terra abruzzese potrebbe, sotto certi aspetti, fare chiarezza, determinare scelte, ribadire la voglia di continuare ad inseguire un sogno, migliorare ed arricchire l'organico con innesti mirati e determinanti. La negativissima trasferta di Celano dovrà aiutare ad effettuare scelte definitive su chi dovrà continuare ad esserci e su chi dovrà partire, su come utilizzare al meglio vecchie e nuove risorse sul piano tattico, su come riguadagnare il terreno perduto. Non è troppo tardi ma bisogna perseguire un identità tattica utile e consona alle caratteristiche dei singoli che ci sono e di quelli che arriveranno.
Domenica si ritornerà al "Torre" e dovrà essere l'inizio di un nuovo corso, ci vorrà cuore, grinta, determinazione, e, speriamo, anche tanto ordine ed equilibrio tattico contro un Milazzo che è lontano parente della balbettante formazione battuta agevolmente all'andata.
Domenica scorsa hanno vinto, in rimonta contro l'ambizioso Chieti, sono imbattuti dal 20 novembre (0-2, a Celano.....) hanno realizzato 10 punti nella ultime 4 gare, stanno vivendo momenti di grande euforia, ed avranno tutta l'intenzione di alimentarla rincorrendo un risultato di grande prestigio.
I mamertini praticano un calcio semplice, essenziale, ordinato che esalta la grande voglia di imporsi dei più giovani supportata dall'esperienza di calciatori di categoria e di indubbia esperienza. Davanti all'incerto ed insicuro Croce ('91) schierano gli ex Di Pasquale ed Imparato affiancati dal validissimo Benci al centro e dal jolly Quintoni a sinistra, molto bravo a proporsi e temibilissimo sui calci piazzati. Il loro tallone di Achille è il portiere che anche domenica scorsa ha sfarfalleggiato. A centrocampo, il leader, capitan Bucolo, metronomo indiscutibile e carismatico, viene assistito in fase interditiva dal giovane Cuomo ('91) ed, in veste di incursore, dal navigato Fiore o dall'ex primavera Napoli Simonetti, altro under, decisivo domenica scorsa con un gran gol.
Il 4-3-3 dei siciliani viene completato dagli esterni offensivi Mangiacasale e Proietti dalla discreta pericolosità e dotati di eccellente senso tattico. I loro puntuali e costanti rientri nella fase di non possesso determinano un assetto a cinque centrocampisti molto fitto, solido e compatto: sarà molto arduo per gli azzurrostellati superarlo e contenerlo senza il supporto, più volte invocato, dei suoi esterni. Terminale offensivo dei rosso-blu sarà il rientrante Malafronte altro '91, altro scugnizzo napoletano, attaccante veloce, vivace, rapido, incisivo, concreto e molto temibile sul breve. Avversario scorbutico e da non sottovalutare assolutamente, questo Milazzo col morale a mille e con la voglia di voler continuare a stupire. Per la Paganese non è un buon momento ma nel calcio i momenti bui si possono cancellare con una corroborante vittoria condita da una prestazione convincente, capace di far mettere da parte mugugni, incertezze e paure. Ci vorrà convinzione, forza, carattere, cattiveria agonistica accoppiata a velocità di gambe e di pensiero, bisognerà inviare rassicuranti segnali ad una società che ci crede ancora ed ai tifosi che, nonostante tutto, continuano a sognare un futuro radioso per la loro magica Stella.
Carlo Vitiello per paganese.it