2.2.12

Contro il Perugia una prestazione convincente.

Rubrica Sotto la lente del direttore di Carlo Vitiello per paganese.it

Vittoria mancata, forse negata, ma prestazione convincente che conferma la nuova identità di una Paganese finalmente equilibrata, tonica attenta, propositiva. Dopo un primo tempo comprensibilmente contratto, la squadra ha prima limitato poi insidiato con continuità, ordine e determinazione un Perugia che, pur confermando la sua indiscussa quadratura tecnico-tattica, ha sofferto tantissimo le iniziative e la grande, illimitata, voglia di vincere degli azzurro-stellati. Certo la classifica non è quella sperata, le altre sono abbastanza lontane, i due pareggi consecutivi, al di là di qualche rammarico, fanno ritenere arduo ma non impossibile la promozione diretta. Per raggiungerla non bisognerà guardarsi solo dalla regolarità dell'Aquila ma anche dall'ambiziosissimo Catanzaro e dalla sorprendente ma quadratissima Vigor Lamezia. Serve un impresa, serve continuità, serve ripristinare la spietata legge del "Torre". Bisogna, assolutamente, vincere i tre confronti diretti e non sottovalutare gli impegni sulla carta considerati più abbordabili ma non certamente meno insidiosi. Solo migliorando prestazioni, rendimento e convinzione si potrà moltiplicare la consapevolezza della indiscutibile competitività del gruppo. Contro il Perugia c'era ancora qualche assenza di rilevante importanza: avere in campo anche Fusco e Scarpa avrebbe consentito variabilità di ruoli, possibilità di alternative tattiche ma soprattutto imprevedibilità, creatività e fantasia. Un indispensabile supporto agli attaccanti che non stanno attraversando un momento molto felice. La Paganese deve al più presto recuperare la brillantezza fisica e mentale di Fava ed Orlando, due calciatori, fondamentali, decisivi che hanno a lungo mascherato con le loro prodezze limiti e sterilità di un calcio disomogeneo e prevedibilissimo. La conferma della duttilità del classicheggiante Nigro e la prova convincente di Robertiello sono due graditissime "scoperte", due valori aggiunti che Palumbo saprà utilizzare al meglio nel suo progetto tattico. Un assetto che prevede compattezza fra reparti, equilibrio, grande applicazione, e costante ricerca di un calcio semplice, efficace, vario e produttivo. E quando certi meccanismi verranno migliorati e metabolizzati da tutti si vedrà una squadra pronta ad ricominciare un percorso vincente non facendo affidamento solo sulle superiori qualità dei singoli ma su una coralità di gioco che ne esalti le potenzialità. Ma rimarranno tutti? Arriverà qualche rinforzo qualitativo? Sarebbe augurabile, ma necessario, importante, indispensabile sarà ritrovare tranquillità e soprattutto consapevolezza, motivazioni, certezze e convinzione. Domenica si va a Vibo, una trasferta insidiosa contro un avversario modesto ma da affrontare con la determinazione ed il piglio della grande squadra. I calabresi che hanno realizzato un misero punto nelle ultime quattro partite, conquistato a Melfi, dopo tre sconfitte consecutive, imposteranno una gara accorta e produttiva come è già riuscito loro contro Perugia e Lamezia in casa e Catanzaro in trasferta. Tre pari (0-0) ottenuti grazie alla solidità del reparto difensivo imperniato sul poco mobile ma efficace ed affidabile Caridi e sul granitico ed esuberante Salvatori. Fra i pali l'under De Filippis ('91) sta acquistando sicurezza dopo le incertezze iniziali. Completano il reparto il nuovo arrivato Alletto (ex Trapani) e l'esterno sinistro D'Agostino ('91) o il più navigato Cosentino. A centrocampo la squalifica di Benincasa sarà compensata dal rientro di Corapi, autentico leader, un vero ed instancabile trascinatore che guiderà un reparto completato dalla generosità di Mazzetto, dalla sagacia, dalla costante applicazione tattica dei due giovani Vitale e Mercuri ('91) o dal più esperto Cosenza. Un reparto forse qualitativamente non eccelso ma robusto, generoso, intraprendente ed indomabile che cercherà, con grande applicazione e slancio agonistico, di limitare gli spazi di manovra degli azzurri. Saranno attenti e compatti, punteranno su rapidi ripartenze affidate all'interessantissimo, sorprendente ed emergente Doukara (9 gol), seguito e richiesto da tante squadre di A e B. Un temibilissimo incursore che svaria moltissimo, dotato di notevole potenza esplosiva che lo aiuta tantissimo ad attaccare illimitati spazi offensivi ma non ne limita, certo, la concretezza sottorete. Un brutto cliente che avrà come partner l'argentino Caraccio o il nuovo arrivato Visconti (ex Bari), entrambi abbastanza prevedibili ma bravi a creare varchi all'arrembante senegalese. Sarà una battaglia, lo sono e lo saranno tutte in questo girone di ritorno, non ci sarà più tempo e speranza per recuperare, non sono più ammessi passi falsi. La Paganese dovrà farsi trovare prontissima e decisa, bisognerà ritornare a vincere, bisogna assolutamente far ritrovare sorriso, fiducia e certezze ad una tifoseria in ansia che vuole continuare a credere e sognare.

Carlo Vitiello per paganese.it