Dopo la partita con il Milazzo mister Gianluca Grassadonia aveva dato le dimissioni in seguito al ridimensionamento della Paganese
per ragioni economiche, ma prima di suggellare la qualificazione ai
play-off è stato richiamato dopo l’allontanamento di Palumbo. Parlando
in esclusiva ai microfoni di Tuttolegapro.com
il tecnico salernitano ammette che c’è particolare feeling tra lui e la
maggior parte dei calciatori che allena, fin dai tempi della Salernitana
Calcio, ma dal momento che ci sono giocatori diversi in organico
rispetto a quelli con i quali aveva iniziato, ciò ha comportato per il
mister un lavoro supplementare, per questo ha optato per un ritiro
“conoscitivo” svolto la scorsa settimana in vista dei play-off.
“La squadra l’ho vista bene – commenta Grassadonia – Abbiamo
deciso per questo ritiro la scorsa settimana per stare più insieme.
Secondo me abbiamo svolto un ottimo lavoro, la squadra ha manifestato
grande disponibilità, e fin qui ci stiamo preparando nel modo giusto,
sappiamo che affronteremo una Vigor Lamezia che ha fatto benissimo.
Dobbiamo confrontarci con loro a testa alta”.
La Vigor ha concluso con un divario molto ampio sulla sesta e
ha collezionato 80 punti, è d’accordo se diciamo che poteva essere anche
già promossa direttamente?
“Sicuramente la Vigor è un’ottima squadra: la classifica dà merito a
questa compagine, ma ai play-off tutto ciò potrebbe venire azzerato. Mi
auguro che la mia Paganese faccia la partita che sta preparando, e che
metterà in campo tutto ciò che conosce e che sa”.
La sua Paganese giocava in maniera molto spregiudicata, in
gennaio lei diede le dimissioni e poi la società l’ha richiamata poche
settimane fa. Con che spirito rientra alla base?
“Questa è una squadra che ho costruito io insieme a D’Eboli, poi in
gennaio la società ha dovuto, per una questione di bilancio, rivedere
le strategie iniziali. E io per coerenza verso un gruppo di giocatori
che mi aveva dato tantissimo preferii farmi da parte. Sono tornato con
grande entusiasmo, è chiaro che ho una squadra diversa da quella
iniziale che aveva fatto quaranta punti nel girone di andata, e ora ci
sono alcuni giocatori importanti fuori come Pepe, Scarpa e Tricarico.
Però, sono molto fiducioso perché sto vedendo nei ragazzi grande spirito
di abnegazione”.
La Paganese ha avuto una situazione gol sfavorevole con
l’Aprilia, per questo ha concluso al sesto posto. Avete ora un unico
risultato a disposizione, la vittoria, questo cosa comporta nella psiche
dei calciatori?
“Nulla di particolare. I play-off sono un campionato a parte, ma
loro partono con un grande vantaggio derivante dalla migliore
classifica. Può bastare loro il pareggio, e dovremo fare la partita sia
dentro che fuori. Alle mie squadre chiedo sempre di giocarsela sia in
casa che fuori, poi vedremo chi sarà più bravo”.
Nella sua gestione precedente giocavate con un modulo molto offensivo: lo riproporrete anche domenica?
“La mentalità mia è quella di giocare a calcio, ma prima era
un’altra squadra rispetto a quella che ho adesso. Dobbiamo tenere conto
che ci troveremo di fronte una formazione che ha fatto ottanta punti”.
Ma in cosa ritiene che la Paganese attuale sia diversa da prima, solo negli uomini o anche nell’atteggiamento?
“Negli uomini: non ci sono più Petrocco, Acoglanis e Rinaldi, e in
più abbiamo delle assenze per infortunio. Non so se è l’atteggiamento:
in questi quattro mesi ho seguito solo i risultati e non le partite dal
viso, se la società mi ha richiamato dopo quel periodo ha ritenuto
opportuno che ad allenare la Paganese fossi io, e ho accettato di buon
grado. Sono convinto che la squadra può arrivare fino alla fine, e
dobbiamo lavorare”.
Nella Vigor ha giocato benissimo Mancosu, autore di 20 gol che
sono tanti per un centrocampista, bene anche i vari De Luca e Lattanzio,
e l’impianto di gioco funziona bene.
“Senza dubbio è un avversario difficile la Vigor: ha un allenatore
preparato come Costantino, in squadra hanno un centrocampo molto valido e
una difesa solida. Fino all’ultimo hanno lottato con il Catanzaro per
il secondo posto, ed è una squadra che ha i numeri dalla sua parte.
Comunque io ho una signora squadra e cercheremo di dare il massimo”.
L’obiettivo della Paganese è tornare in Prima Divisione dopo un
anno, ma a prescindere da come finiranno questi play-off cosa le
piacerebbe fare la prossima stagione?
“Allenare. Mi piacerebbe con un progetto. Pensavo che in gennaio
fosse venuto meno quel progetto con cui avevamo iniziato, sono sicuro
che ho un gruppo importante, una società che si è ricompattata, e mi
auguro di trovare lo stadio Marcello Torre pieno. A me non piace fare
contratti pluriennali: mi piace lavorare anno per anno. Penso a questi
play-off e poi insieme alla società tireremo le somme”.
