19.9.12

Paganese, superato l'esame di maturità.

Esame di maturità superato. La Paganese, alla viglia del secondo derby stagionale in campionato, era chiamata a dimostrare e confermare i progressi evidenziati contro il Sorrent. Le risposte sono state più che positive. Tre gare e quattro punti, con quello conquistato al “Partenio”. Che, però, ha il sapore della beffa, per come è stata impostata e interpretata la partita, ma soprattutto per il gioco espresso e le occasioni fallite. A recriminare è l’undici di Grassadonia che sino alla fine ha messo i brividi a Fumagalli e ai 4500 tifosi irpini facendo invece spellare le mani ai 250 sostenitori paganesi, elettrizzati dalla prova del direttore d’orchestra Romondini e dei suoi compagni, che hanno dominato in lungo e largo. Esame di maturità superato, non solo per le occasioni prodotte, ma per l’atteggiamento propositivo che aveva chiesto il tecnico azzurrostellato ai suoi ragazzi, che alla fine hanno messo alle strette un Avellino, che si deve tenere ben stretto il pareggio conquistato. E’ una Paganese che ha visto crescere «l’autostima nel gruppo anche se l’1-1 del Partenio è solo un punto di partenza», come l’ha valutato il suo allenatore. Esame di maturità superato, anche in chiave tattica: è stata una Paganese camaleontica che ha saputo virare sul 3-5-2 e modellarsi sul suo avversario. Rastelli dal confronto con Grassadonia, ai punti, ne è uscito sconfitto e se la girata di testa di Orlando al 95’ fosse finita in fondo al sacco, nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Progressi che emergono anche dalle parole di un raggiante direttore generale D’Eboli: «Ora sta venendo fuori il concetto di squadra, da Viareggio ad Avellino abbiamo migliorato sotto vari aspetti, in Toscana abbiamo subito il gioco degli avversari, al Partenio abbiamo imbrigliato una grande protagonista del campionato, imponendo la nostra manovra. Peccato solo per l’espulsione di Girardi». Questa, è stata l’unica nota stonata della giornata: in sette minuti giocati, l’ex ariete del Taranto è passato dalla gioia del gol del pareggio alla rabbia per il giusto cartellino rosso.

Peppe Nocera - La Città di Salerno