Ascoli Piceno, 15 settembre 2013 - Ci voleva una lunga trasferta campana per sfatare il primo tabù stagionale. Ma l’Ascoli al Torre di Pagani ha risposto presente:
col solito Tripoli ha preso e (stavolta) portato pure a casa,
imponendosi di misura al cospetto degli azzurro-stellati e ribadendo una
volta di più che le sensazioni sono molto più buone di quanto da fuori
si voglia far credere. Un successo di carattere che legittima una prova ordinata e senza fronzoli, con i campani alle corde nella prima parte di gara e poi incapaci di rispondere come il copione avrebbe suggerito di fare.
La partita, peraltro, in avvio è di quelle che fanno stropicciare gli occhi,
specie di questi tempi. I primi minuti sono un inno al bel gioco e
all’imprevedibilità, quella che porta Deli alla conclusione da distanza
ravvicinata contrata però dal ritorno di Bianchi. L’Ascoli sembra averne
di più e dopo un tentativo velleitario di Malatesta ecco che al 12’ si
presenta con Falzerano solo davanti a Volturo: il più sembra fatto, ma
il balzo felino del portiere campano evita la capitolazione. Bontà sua,
il popolo paganese non sa quel che l’attende appena 60 secondi più
tardi. E stavolta c’è Tripoli dall’altra parte a fare da guastafeste: elude ancora una volta sul filo del fuorigioco la marcatura di Perrotta, addomestica
la palla quel tanto che basta per portarsela sul piede preferito e
infilare, stavolta si, l’incolpevole portiere avversario. La
panchina bianconera esulta, la Paganese di colpo s’inceppa. E con essa
la partita che diventa decisamente più noiosa e meno accattivante di
quanto non lo fosse stata nei primi 15’. I marchigiani badano a
contenere, gli azzurro-stellati non incidono e provano a farsi vedere
dalle parti di Russo solo a tempo scaduto, con Pepe che da posizione
defilata cerca la porta ma senza inquadrare il bersaglio.
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