9.8.14

Il fascino dei numeri "10".

Così è, anche se non vi pare di Nino Ruggiero

ninoLa curiosità di vedere all’opera la nuova Paganese è troppa. Ferie o non ferie, devo dare un’occhiata alla squadra. Mi organizzo. Preferirei il solito posto in alto a destra sulla tribuna del “Marcello Torre”, la compagnia degli inossidabili fratelli Saturno, di Sandrino Contaldo, di Vittorio Torre, di Pasquale Ultimo e di tanti altri fedelissimi, ma non riesco a tornare a Pagani ed allora spazio alla nuova tecnologia informativa e battesimo di fuoco per il canale che la Legapro ha dedicato al calcio.

Postazione al mare, in prima fila, davanti ad un computer amico che fa le bizze solo quando sul finale di gara – a causa di una espulsione malandrina che costringe la Paganese sulla difensiva – viene messo in discussione il risultato.

Non vi faccio cronaca, come al solito anche perché chi doveva e voleva vedere la squadra ha ancora negli occhi le azioni salienti della gara. Desidero però esprimere le mie prime impressioni. Il calcio d’agosto, si sa, spesso è fuorviante per quello che riguarda le impressioni, ma sento di potermi sbilanciare.

La gioventù di quest’anno – in attesa di opportuni inserimenti in fatto soprattutto di esperienza, che non è mai troppa in un duro torneo di terza serie – mi sembra bene assortita. La squadra – rispetto a quella dello scorso anno – appare più compatta, più omogenea, anche se di tanto in tanto qualcosa scricchiola quando è costretta sulla difensiva. Ma nel complesso c’è equilibrio e – soprattutto – ci sono almeno due-tre giocatori in grado di fare la differenza.

C’è un numero nel calcio che ha fatto sempre sbizzarrire la fantasia del tifoso: il numero dieci. Ebbene questo numero “dieci”, affidato al talentuoso Caccavallo, ha illuminato per larghi tratti della partita il gioco della Paganese. Buoni numeri, sinistro magico, tanta voglia di definitiva consacrazione hanno deliziato la numerosa platea. Credo di poter dire che Caccavallo abbia tutti i numeri per diventare il trascinatore della squadra: ha classe, stile, determinazione (dote che non sempre accompagna gli elementi talentuosi) ed una calamita malandrina situata sul suo magico sinistro; Pagani potrebbe essere per un elemento come lui la piazza ideale per la definitiva consacrazione in un calcio che ha bisogno di estro e di fantasia per non scadere in spettacoli di solo agonismo sfrenato.

L’altro elemento di valore indiscusso, Deli, era già lo scorso anno a Pagani. Anche per lui note più che positive; il Parma ha avuto fiuto e si assicurato un ragazzo veramente in gamba che migliora di giorno in giorno. Deli, lasciato in prestito a Pagani, deve solo continuare a migliorare; poi per lui ci sono pronti altri palcoscenici.

Ma l’impressione generale, come dicevo all’inizio, è di avere a che fare con una squadra abbastanza compatta ed equilibrata. Ben presidiate le due fasce laterali. Sulla destra Vinci e Deli hanno avuto il loro da fare nel contenere le sfuriate dell’ex Scarpa, ma una volta in possesso di palla hanno saputo spingersi in avanti. Non è un caso che il primo gol sia partito dal piedino fatato di Deli che ha pescato la testa di Herrera smarcatosi sulla sinistra a due passi dalla porta. Bene anche la fascia sinistra con Djibo ottimo in fase difensiva e con Armenise bravo sia a difendere che a contrattaccare. Poco lavoro per la difesa, specie nel primo tempo, ma le prossime gare ci diranno se il duo centrale Moracci-Tartaglia ha tutti i numeri per bloccare gli attacchi avversari che si annunciano agguerritissimi. Preoccupa, intanto, l’infortunio di Marruocco; mi auguro che non sia una ricaduta sull’arto che lo ha tenuto negli ultimi tempi in allarme.

Devo dire ancora qualcosa sul centrocampo e sul reparto offensivo. Di Gai, schierato nella zona centrale, ho ricavato una buona impressione. Il ragazzo ha una buona visione di gioco e distribuisce palloni con l’autorità di un veterano; ha però poca assistenza nella sua zona dove si trovano ad operare tutti elementi che centrocampisti veri non sono. In particolare credo che alla squadra manchi un rubapalloni, di quelli che si fanno sentire nei momenti clou della gara quando si è costretti a difendersi. Herrera e Deli fanno molto in questi compiti, ma sono calciatori bravi soprattutto nella fase offensiva. In attacco, come già detto, Caccavallo si è già presentato con un biglietto da visita che non ammette repliche. Da applausi il suo gol, una pennellata di sinistro diretta all’incrocio dei pali; ma ottimi anche i suoi inserimenti conditi da un’autorevolezza da giocatore di categoria superiore. Il mio pensiero, al riguardo, va a Carlo Vitiello, grande competente di calcio, scomparso lo scorso anno, che nel tempo mi aveva sempre magnificato le lodi di questo calciatore.

Da rivedere all’opera il giovane Cuoghi, così come anche Bussi.

Intanto sono solo prime impressioni. Ma meglio averle avute buone. Non so se mi spiego.

Nino Ruggiero

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