20.11.14

Destini incrociati: da Venturini a Cuoghi.


Ogni derby ha le sue storie i suoi aneddoti che lo rendono speciale e quello tra Salernitana e Paganese si differenzia dagli altri per una caratteristica ben precisa. Nel corso della storia di queste due società molteplici sono stati i trasferimenti di allenatori sulle due panchine. Il capostipite di questa tribù di doppi ex fu Carlo Venturini, mantovano di nascita ma campano d’adozione. Venturini era un difensore e fu capitano ed allenatore della Salernitana (all’epoca erano molto in uso quelle doppie figure tecniche) nella stagione 1927-’28 in Seconda Divisione, vincendo il campionato e l’anno successivo arrivò a Pagani. Per la storia della Paganese, fondata appena tre anni prima, nell'agosto del 1926, Carlo Venturinirappresenta un simbolo, essendo stato il primo allenatore della società azzurra. Anche a Pagani, presso il “Campo del Pino”, Venturini rivestì la doppia veste di calciatore ed allenatore, nelle stagioni ’28-’29 e ’30-’31, come esclusivamente calciatore anche nelle stagioni dal ’29-’30 al ’32-‘33.

Altro grande interprete di questa categoria fu Antonio Valese, detto “Totonno” (nella foto, sulla panchina del San Paolo in occasione delle finali, è il secondo da sinistra con ai lati Carmando, Cascone eMancuso) uno dei più prolifici attaccanti della storia granata che li guidò nelle stagioni ’40-’41-’44-’45 e ’55-’56. Inizialmente giocò nella Paganese, dove fu girato in prestito dalla Salernitana, ed allenò gli azzurrostellati per sette stagioni tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni settanta, ultima stagione in D ’71-’72, sostituito poi da Vergazzola. Nel suo palmares anche la promozione con la Paganese in serie D, ’66-’67, affiancando in panchina il giovane Mancuso. Doppia panchina per pochi mesi sia Salerno, ’69-‘70 che a Pagani, ’70-’71, per Guido Gratton.

Altro salernitano a vestire le doppie vesti fu Antonio Punzi, recordman sulla panchina azzurra, ben otto stagioni: Punzi nacque il 5 gennaio del 1919, nell’anno della fondazione della Salernitana e vi giocò per quasi sette stagioni a cavallo degli anni ’30 e ’40 ma non la mai allenò. Divenne invece figura di riferimento, per oltre un decennio a cavallo degli anni ’50 e ’60, per la Paganese dell’epoca ricoprendo il doppio ruolo di arcigno difensore ed allenatore sino alla stagione ’63-’64. La stagione precedente fu un altro salernitano che si sedette sulla panchina azzurra, Carmine Milite che nel campionato ’44-’45 aveva allenato la squadra della sua città.

Nell’era moderna i doppi ex allenatori portano il nome di Lamberto Leonardi, che portò la Paganese in C, ’75-’76 ed allenò i granata in due stagioni ’80-’81 ed ’88-’89, Rinaldo Settembrini che nella stagione ’77-’78 subentro a Pagani a Rivellino avendo allenato dal ’67 al ’69 la Salernitana oltre che nel ’75-’76. Senza dimenticare Lucio Mujesan a Salerno nel campionato di C ’77-’78 e nella città di Sant'Alfonsonell’81-‘82 o Tony Giammarinaro nella doppia esperienza a Salerno ’79-’80 e ’81-‘82 e alla Paganesequando subentrò a Nenè nel 1982-’83 non evitando la retrocessione in C2. Grassadonia e Cuoghi in ordine cronologico, e con alterne fortune, sono gli ultimi esempi di doppi inquilini di una panchina sempre ambita ma bollente.

da www.paganesemania.it

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