26.10.15

Come il principio dei vasi comunicanti.


Nella foto, tratta da Sportube, la parata del portiere Pisseri di piede su tiro ravvicinato di Caccavallo

di Nino Ruggiero

Che bello commentare una vittoria in trasferta! Quando si vince, la prosa scorre spontanea, più facile. Scrivi di getto sull’onda di un successo forse anche sperabile alla vigilia, ma per niente facile da conquistare.

Adesso, a mente fredda, lontano dalle emozioni che una partita di calcio suscita, rivedo il film della gara e confermo quanto già detto a caldo: vittoria più che meritata con il rammarico che doveva però essere schiacciante, o quantomeno più corposa; non per mero sadismo, quanto per ribadire anche in termini numerici i valori espressi sul campo, soprattutto per la tranquillità che un vantaggio più marcato assicura sia agli stessi interpreti, sia ai suoi palpitanti tifosi.

Per un solo momento ho pensato – e forse lo avete fatto anche voi che leggete queste note – a quanto accaduto all’ultimo minuto di recupero concesso dal permissivo arbitro della gara; ho rivisto quel pallone ciccato da due calciatori del Monopoli a due passi dalla porta. Immaginate per un solo istante se il Monopoli nell’occasione descritta avesse fatto gol e quindi pareggiato. Cosa diremmo adesso?
Vedete, il calcio è un gioco bello ma crudele e non basta dare l’impressione di essere più forti per vincere le partite; i palloni, quando si creano occasioni da gol a ripetizione, bisogna metterli dentro; bisogna essere cinici. Le grandi squadre lo sono.

La Paganese, che proprio grande non è, deve cercare di migliorare i suoi standard mentali e di rendimento. Sì, è vero che il traguardo da raggiungere è dichiaratamente la salvezza; ma volete mettere la soddisfazione che si prova quando si ha una squadra che gioca un buon calcio, che ha giocatori di assoluto valore tecnico, e la delusione che si prova quando se ne ha un’altra che invece balbetta e stenta, composta da mediocri artigiani del pallone?

La Paganese è come se avesse due serbatoi. Il primo, composto da giocatori di buona fattura tecnica; il secondo da atleti giovani, e per questo dal rendimento altalenante. I due serbatoi però sono comunicanti tra loro; per cui se nel primo, grazie a qualche prodezza individuale, entra molta acqua, proprio per il principio fisico dei vasi comunicanti, il livello dei serbatoi si adegua. Cosa voglio dire? semplice: che il rendimento della squadra, pur avvalendosi di calciatori di tecnica superiore, per un principio basilare della fisica, va a livellarsi e non raggiunge mai l’orlo superiore, quello che fa scattare il salto di qualità. Forse questa è la spiegazione del rendimento ballerino che sta caratterizzando questa prima fase di campionato.

La Paganese è squadra complessivamente più che discreta, diciamo da sufficienza. Ha calciatori di buon livello tecnico e di esperienza, come Marruocco, Bocchetti, Carcione, Guerri, Cunzi e Caccavallo; ma ha anche calciatori che devono ancora confermare le loro qualità, perché sono altalenanti nel rendimento, forse perché ancora giovani e quindi non ancora rodati per un difficile campionato di terza serie.

Fino a questo momento, però, bisogna riconoscere – con tutta una serie di “ma”, di “se” e “però” che formano la catena dei lamenti e dei rimpianti – che la squadra ha mantenuto fede alle aspettative; della società sicuramente; forse meno della tifoseria, che vorrebbe sempre qualcosa in più della semplice salvezza. Ha mantenuto standard di buon livello in quasi tutte le gare; in qualche occasione è stata un tantino sfortunata, in qualche altra invece lo è stata di meno. Ma – sempre tenendo presente il dichiarato obiettivo principale che deve essere costituito dalla salvezza – bisogna dire che sta mantenendo una media di assoluta tranquillità.

Questo è un campionato difficile, e lo si sapeva già, con squadre come Catania, Benevento, Casertana, Lecce, Juve Stabia, Foggia che non hanno badato a spese pur di allestire formazioni di alta classifica.

La Paganese, dal canto suo, ha personalità, ha un gioco, ha una precisa identità. Può e deve crescere in rendimento che fino a questo momento è stato altalenante e bizzarro.

Grassadonia – soprattutto quando potrà utilizzare Palmiero e Fortunato, tuttora infortunati – avrà anche la possibilità di variare il tema tattico nelle prossime gare, così come potrà dare spazio in attacco – anche in corso d’opera, ragionevolmente – a Gurma e Martiniello.
Appuntamento a sabato pomeriggio, ore 17 e 30 al “Marcello Torre” per il confronto con il Cosenza di Giorgio Roselli.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com