1.3.16

Mancato rosso a Salandria: l'errore arbitrale sarà sufficiente per la ripetizione del match?

Minuto 42 di Akragas-Paganese. Cicerelli s'invola sulla fascia sinistra, Salandria, già ammonito, lo ferma fallosamente. L'arbitro non ha dubbi: fischia ed estrae il cartellino giallo. Sembra diretto al giovane terzino di casa, invece la sanzione disciplinare il direttore di gara, Davide Curti di Milano, al primo anno in Lega Pro, la commina al bulgaro Dyulgerov, che era ad un passo dall'azione ma non aveva partecipato. 

Una topica clamorosa da parte del fischietto meneghino che, nonostante le proteste della Paganese e l'incredulità degli stessi giocatori dell'Akragas, non torna sui suoi passi e lascia tutto invariato. Sarebbe stato il secondo giallo per Salandria e gli azzurrostellati avrebbero potuto beneficiare, per tutto il secondo tempo, della superiorità numerica. Un errore tecnico da parte dell'arbitro. Ma potrebbe bastare per chiedere la ripetizione della gara? 
Proviamo a fare chiarezza.

La giurisprudenza è piena di casi simili. L'ultimo, in ordine cronologico, è accaduto proprio in Serie A, duranteNapoli-Carpi. Al 57', l'arbitro Doveri espulse Bianco, che era già stato ammonito, per un netto fallo su Insigne, decretando il rigore. A commettere il fallo, però, era stato Zaccardo, che fino a quel momento era "incensurato". Gli emiliani, dunque, rimasero in dieci uomini col risultato ancora di 0-0, poi Higuain realizzò il penalty e la gara finì 1-0. Grandi polemiche, ma nessun ricorso da parte del Carpi. Non ci fu alcun ricorso neppure in Sampdoria-Roma del marzo 2009. Accade un fatto analogo a quello di ieri. Minuto 70 con i blucerchiati in vantaggio per 2-1: Tonettoentra in area, Padalino lo aggancia ed è rigore. Non si sfugge: Rosetti indica il dischetto e indica anche Padalino. Nel frattempo, Lucchini passa davanti al raggio visivo di Rosetti che si confonde e ammonisce lui e non l'autore del fallo, Padalino. L'errore non è di poco conto, perché Padalino era già stato ammonito e quindi andava espulso. LaRoma pareggia e la gara si chiude sul 2-2. Rosetti, all'epoca uno dei migliori fischietti al mondo, ammise l'errore nel referto arbitrale e così ci fu lo scambio di cartellini da parte del giudice sportivo (con Padalino che fu squalificato). Un errore che avrebbe potuto portare alla ripetizione della partita, se la Roma avesse fatto ricorso. Cosa che non avvenne.

Ma c'è da fare i conti con altri due questioni. Il Giudice sportivo, nel valutare l'eventuale ripetizione della partita per errore tecnico decide anche alla luce del cosiddetto principio di effettività, per il quale "non sempre l’errore tecnico dell’arbitro - si legge sul sito della Lnd Abruzzo - pur ammesso esplicitamente od implicitamente nel referto, porta alla ripetizione dell’incontro: l’Organo giudicante dovrà valutarne l’effettiva influenza sul regolare svolgimento della gara". E' complicato stabilire se la mancata espulsione di Salandria abbia inciso sulla partita, perchè non c'è alcuna certezza che con l'uomo in più la Paganese avrebbe potuto pareggiare o vincere la gara. E poi c'è da tener conto del referto arbitrale. Un'eventuale ripetizione della gara dovrebbe nascere da un'ammissione dell'errore da parte dell'arbitro nel referto arbitrale, cosa alquanto improbabile. La Paganese, che già ha annunciato in maniera informale che non farà ricorso, avrebbe tempo fino alla mezzanotte di oggi per presentare reclamo e comunque lo farebbe al buio, senza conoscere il referto dell'arbitro. Che non ammetterà mai di aver preso una svista colossale o, peggio ancora, di non essersela sentita di lasciare l'Akragas in dieci.

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