20.9.16

Essere o non essere, ecco il problema.



di Nino Ruggiero

Nella foto, tratta da Sportube, il primo gol della Paganese realizzato da Deli su suggerimento al bacio di Iunco.

Tanti elementi di novità, per la Paganese. Innanzitutto una vittoria meritata a piene mani, al di là del punteggio di zero a due che una volta veniva definito classicamente “all’inglese”. Poi, subito dopo, una prestazione da leccarsi i baffi.

Vedete, non è facile nel calcio coniugare vittorie e bel gioco; ebbene, la Paganese lo ha fatto in maniera tanto normale e tanto semplice che ancora non sembra vero ai tanti che alla gara hanno assistito grazie alla piattaforma di Sportube. Una squadra armonica e travolgente ha bucato i teleschermi, scusate l’eufemismo, ma era da tempo che non assistevamo a una gara così bene interpretata, sia tatticamente, sia grazie alle prestazione dei singoli. Si sapeva della sicurezza di Pestrin nella zona centrale del campo, della sua autorevolezza e del fatto che era già diventato un punto fermo di riferimento nell’economia del gioco. Qualche dubbio faceva capolino in merito al naturale sbocco della manovra in avanti; in poche parole qualche riserva aleggiava sull’asse Pestrin-attacco in quanto i nuovi arrivati, Iunco e Reginaldo, nomi di grande spessore, nelle ultime esibizioni non erano sembrati in grandi condizioni fisiche. Niente di più errato.

Grassadonia, che segue per un’intera settimana il gruppo e conosce a menadito ogni pedina a sua disposizione, schierava per la prima volta insieme in quest’annata sia Iunco che Reginaldo. Scintille, ragazzi, proprio scintille di bel gioco, da lezione di calcio. Mezz’ora iniziale da capogiro per il povero Catanzaro preso nella morsa degli azzurro-stellati. Un gioco armonico, coinvolgente dalla trequarti in su, con uno Iunco scatenato, all’altezza della sua fama, efficace sia nelle vesti di suggeritore, sia di attaccante puro. Aggiungeteci un Deli finalmente motivato, presente, persino aggressivo così come deve essere un giocatore dalle sue potenzialità; e aggiungeteci anche un Reginaldo che in due o tre occasioni, pur non essendo al massimo della sua condizione, ha fatto vedere numeri di ottima scuola, siglando, tra l’altro un gol di ottima fattura.

Una squadra, la Paganese, che fin dal primo momento non ha avuto alcun timore reverenziale nei confronti del Catanzaro. Una difesa super, con Marruocco sui suoi standard, un baluardo; difensori che stanno prendendo confidenza con i moduli che Grassadonia alterna a seconda delle squadre da incontrare; schierati sia a tre, sia a due centrali. E difensori d’ala che ben si adattano sia al ruolo di marcatori che a quello di appoggio in avanti.

La mentalità vincente è una dote difficile da metabolizzare, soprattutto per i più giovani. Ma ho l’impressione che sulla scorta e sull’esperienza di elementi come Marruocco, Alcibiade, Pestrin, Reginaldo e Iunco stia entrando lentamente anche nel dna di giovani come Cicerelli e Deli che contro il Catanzaro hanno disputato una gara esemplare, interpretando con la stessa intensità sia la fase difensiva, sia quella di propositiva e di attacco.

Alla luce della magnifica esibizione di Catanzaro, è lecito attendersi un futuro senza preoccupazioni di classifica. Troppo amara, però, è ancora la sconfitta rimediata ad Andria perché si possa parlare a cuor leggero di una squadra da alta classifica. Il dilemma è shakespeariano; è vera la squadra di Andria o quella di Catanzaro?

Ci vorrà tanto equilibrio nei giudizi e soprattutto ci vorrà ancora del tempo perché Grassadonia possa disporre al meglio delle sue preziose pedine. Intanto si tratta di registrare un miglioramento fisico complessivo. Mercoledì scorso ad Andria la squadra era sembrata sulle gambe, oltre ad avere subìto due gol non proprio impossibili. Domenica scorsa, invece, a Catanzaro ha fatto registrare miglioramenti evidentissimi di tenuta, riferiti soprattutto agli ultimi arrivati nel gruppo. Fra questi Maiorano. Mi sembra di poter dire che il calciatore ha fatto tutto per intero il suo dovere dando una mano sostanziosa a Pestrin nella zona centrale del campo, là dove spesso si decidono le sorti di una gara. Un elemento che di certo arricchisce le potenzialità della squadra e che consente a Grassadonia di effettuare le scelte che riterrà più opportune.

Attendiamo conferme già dalla prossima gara interna con il Monopoli; conferme necessarie per avere un’idea più chiara sulle possibilità della squadra.
Nino Ruggiero

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