25.10.16

Il moviolone di PaganeseMania: il delirio di onnipotenza e la presunzione di Perotti oscurano il derby



Delirio di onnipotenza. Non ci sono altre parole per descrivere lo spettacolo a cui il pubblico del "Torre" è stato costretto ad assistere ieri. Ahinoi uno show che non ha visto protagoniste Paganese e Juve Stabia - che a dire il vero regalano una partita senza grandi emozioni - ma il direttore di gara Pierantonio Perotti di Legnano, al quarto anno in Can Pro. Per una volta non parlerò di episodi che a mio giudizio devono necessariamente passare in secondo piano. Non è mai facile digerire una sconfitta, specie in un derby, ragion per cui spesso si cade nel campanilismo e si finisce per incolpare il singolo, le scelte tattiche dell'allenatore, le zolle del terreno, il meteo ma soprattutto l'arbitro. Ho perso il conto delle volte in cui, in queste prime giornate, ho sostenuto a gran voce che la terna arbitrale non deve mai essere l'alibi di sconfitte (e continuerò sempre a dirlo) perchè al termine di una stagione gli episodi finiscono quasi sempre per compensarsi. Ma questa volta il problema è un altro: non è il rigore non concesso, la punizione non fischiata, il trattamento riservato a Capodaglio graziato per ben tre volte, l'intera panchina aggiuntiva allontanata. Il problema è l'atteggiamento di arroganza, presunzione e consapevolezza dell'impunità che Perotti ha assunto per tutti i 90'. Una condotta indispettosa ed irrispettosa che ha scaldato gli animi dei presenti, come non accadeva ormai da tempo. Il chiaro segno di come Perotti si sia sentito in dovere di innalzarsi a protagonista di giornata lo si è avuto all'82' quando, sebbene a 30 metri dall'azione, accorda un calcio d'angolo alla Paganese senza che il pallone fosse uscito, con l'assistente numero due, Viola di Bari, che inutilmente si sbracciava per farglielo notare. A memoria, sebbene la mia giovane età, non ricordo una partita di calcio in cui sia stato allontanato l'intero staff di una società, dal vice allenatore sino al segretario. Ad un certo punto temevo allontanasse anche il custode. Provvedimenti notificati con una presunzione allarmante, con il tipico gesto che nel linguaggio comune si utilizza per mandare qualcuno a quel paese. Un atteggiamento nocivo, non solo per la societàPaganese e per le sorti del match, ma per il sistema calcio che esce sicuramente sconfitto quando un servitore del gioco del calcio, quale è l'arbitro, si erge a protagonista in questi termini. Dinanzi a certi episodi il calcio perde di credibilità agli occhi dei tifosi e degli addetti ai lavori. Ed è per questo che condivido quanto detto dal tecnico delle vespe Fontana: "Non possiamo parlare di qualcosa che non possiamo aggiustare in settimana [..] Sugli arbitri non possiamo intervenire". L'auspicio è che intervengano quelli che sono deputati a farlo ma, mio malgrado, devo ammettere che negli ultimi anni i peggiori fischietti passati dal "Torre" (su tutti Illuzzi di Molfetta in quel famosoPaganese-Benevento) sono stati premiati con la promozione in Serie B. Chissà...forse sentiremo ancora parlare diPerotti. Purtroppo per noi.

Daniele Ferrara - © Paganesemania

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