8.11.17

La Paganese vista da...Nocera! - Prestazione da valorizzare, al di là del risultato.

Ancora una volta si rimanda la vittoria al Torre. Il Catania, invece, sfata il tabù della trasferta di Pagani, dato che non aveva mai vinto nei cinque precedenti, dove aveva raccolto tre sconfitte e due pareggi. E' stata una vittoria con gli interessi degli etnei, scrolllandosi finalmente un incubo, dato che in ben due trasferte in campania, quella dell' 8 dicembre 1929 e dell' 11 febbraio 1979 subirono altrettante cinquine: 5-0 nel primo storico incontro al Del Pino e 5-1 sul neutro di Caserta. Chiariamo subito una cosa, per chi  non avesse visto la partita sbagliando, in tanti purtroppo, facendo rimpiangere i 4000 circa presenti a Caserta quarant'anni fa con una Paganese, anch'essa relegata in quel campionato di C1 in fondo alla classifica, ma questo è un altro tasto dolente. E' stata una squadra che ha tenuto testa ai siciliani sino al crollo nel finale. 

Una discreta Paganese come si sta ammirando dalla gara con il Monopoli, persa immeritatamente, e se avesse dovuto soccombere sarebbe stato giusto farlo con una sconfitta di misura e non di più, come invece mostra il tabellino. Gli azzurri di Scarpa, anche contro il Catania il migliore in campo peccato per un paio d'occasioni fallite clamorosamente quelle del 2-2 e del 2-3 mitigata dal rigore trasformato poco dopo, hanno avuto il pregio di volersela giocare a viso aperto. Hanno affrontato la corazzata rossoblù, che annovera nella sua rosa calciatori con passato di serie A e B, con spavalderia mettendola alle corde nel primo tempo e portandosi meriatatamente in vantaggio con Regolanti

Nella ripresa però il Catania ha abbandonato la leziosità di manovra inserendo le marcie alte, oltre a gente come Mazzarani, Marchese e Ripa che fanno la differenza tra le panchine e poi sul campo. Ad influire su due reti degli uomini di Lucarelli anche due decisioni discutibili del direttore di gara che ha assegnato un gol al Catania quando il segnalinee aveva invece segnalato il fuorigioco oltre ad un rigore molto generoso. Da sottolineare però i soliti limiti difensivi di calciatori, questa volta Della Corte, che mandano alle ortiche possibili rimonte e risultato finale. 

La Paganese esce a testa alta dalla sfida infrasettimanale ma con zero punti in tasca, lasciando ancora agli ospiti il sorriso quando scendono la scaletta degli spogliatoi, come accade dall'inizio del campionato. Ora però è giusto dire e ribadire che la squadra ha un' identità. E' più organizzata, c'è una manovra più corale, figlia anche di una condizione fisica migliore, ripeto dalla gara con il Monopoli, cosa che fa ben sperare per il prosieguo del campionato. Forse il confronto con le altre squadre ci penalizza nei ricambi che non sono all'altezza della situazione e alcune sostituzioni lasciano perplesse non tanto per l'idea che il tecnico ha nell'attuarle ma in chi entra che non è in grado di soddisfare le sue richieste.

Questa sconfitta, seppur pesante nel risultato ma non nella sostanza, non deve abbattere la squadra anzi la deve rendere ancora più consapevole delle capacità che stanno emergendo, però bisogna migliorare inevitabilmente la fase difensiva, la peggiore del campionato da ieri sera, con 20 gol al passivo. E' cresciuto l'attacco invece con Scarpa, tre centri nelle ultime due gare, e con Regolanti e Cesaretti che son tornati al gol. Ora con spirito ugualmente garibaldino e con la rabbia in corpo, per lo scippo subito, bisogna affrontare il derby con la Casertana dove bisogna ritornare a far punti e quest' ultima Paganese ha la capacità di sbancare il Pinto a patto che l'ì dietro ci si dia una svegliata o meglio non si dorma.  

Peppe Nocera per paganesemania.it