12.12.19

La teoria degli spazi.

Di Nino Ruggiero

È difficile nel calcio che si possa parlare di partite perfette con riferimento al gioco espresso e al risultato. Ebbene la partita con il Catania va ascritta come una delle rare partite che rasentano la perfezione per quello che si è ottenuto in termini di praticità, con ovvio riferimento alla prestazione della Paganese.

Una squadra così pronta, sveglia, geometrica, puntigliosa, gagliarda sotto il punto di vista atletico e caratteriale non s’era vista da tempo, se si eccettua l’altra bella e redditizia esibizione di Caserta.

Il Catania, nobile decaduta, meritevole per bacino d’utenza di ben altra categoria, è rimasto annichilito al cospetto di una squadra che l’ha affrontata con fiero cipiglio, mai doma, arrembante e garibaldina come la fantasia dei suoi tifosi l’avevano sempre immaginata.

Bella vittoria, meritata al di là del punteggio per spirito di corpo dimostrato, per generosità, per compattezza di squadra, per sapienza tattica, per equilibrio dimostrato sempre, anche nei momenti cruciali della gara.

Oggi Alessandro Erra ha ritrovato non solo la squadra che aveva in mente, organica, compatta e battagliera, ma anche una squadra che si è ritagliata una mentalità vincente. Parliamoci chiaro, non era facile giocare da pari a pari sul piano squisitamente tecnico con un Catania partito all’inizio del campionato con mire di primato.

Ebbene, in virtù di una saggia lettura delle caratteristiche degli avversari, la Paganese ieri ha costruito il suo successo puntando tutto sul ritmo, sull’intensità agonistica e sulla chiusura degli spazi agli avversari in fase di ripiego. Tattica che resta una mossa imprescindibile per una squadra che deve contrastare un’avversaria dotata di elementi di grossa caratura tecnica.

Nella circostanza l’allenatore della Paganese, cui va riconosciuto buon acume tattico, ha fatto ricorso a un vecchio concetto mai tramontato: la teoria degli spazi in campo. Quella che prevede la restrizione degli spazi agli avversari con marcature assidue e asfissianti accompagnata da ripartenze rapide e ficcanti negli spazi lasciati liberi dagli stessi avversari impegnati nella loro fase offensiva.
Tutto qua. Lo ha potuto fare perché finalmente la difesa ha acquisito interscambiabilità nei ruoli; perché ci sono elementi come Schiavino, Stendardo e Panariello al top della condizione e perché due giocatori di fascia come Mattia e Perri riescono con la stessa fisinvoltura a svolgere la fase difensiva e quella di proposizione in avanti.

A questo aggiungeteci un Capece che è calciatore universale, bravo sia nei compiti di regìa che di filtro a centrocampo, e un recuperato Caccetta che nelle ultime prestazioni sta finalmente ritagliandosi un ruolo di primo piano.

Infine, e non per ultimo, bisogna rendere onore e merito a Francesco Scarpa, capitano di lungo corso, autore di una prova maiuscola, gagliarda e puntigliosa che fa a pugni con la sua età anagrafica. La sua prestazione è da incorniciare sotto tutti i punti di vista e autorizza a sperare che possa ripetersi quando certamente sarà chiamato a dare il suo preziosissimo contributo di esperienza e di classe.

Una parola la merita anche Guadagni, l’ultimo della nidiata dei giovani che si stanno mettendo in luce. Guadagni rappresenta la punta di diamante di una delle tante scommesse societarie. Sta dimostrando di avere buone frecce al suo arco e risulta utilissimo all’economia della squadra perché riesce a farsi trovare pronto in avanti senza disdegnare di correre a perdifiato sugli avversari in possesso di palla secondo i compiti tattici assegnatigli.

Con queste premesse, nella speranza che non ci sia un’inversione di tendenza, credo che si possa pensare anche a fare qualcosa in più della semplice salvezza, anche se nel calcio non si può mai essere certi di niente.

Resto però sempre nella convinzione che in tale ottica, nella sessione di riparazione, si dovrebbe assicurare alla squadra un centrocampista di sostanza e un altro attaccante.
Per il momento può bastare così.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com