Le cifre, se andiamo a consultare i periodi storici della vita della Paganese, parlano da sole. Raffaele Trapani è la persona che più a lungo di tutti ha tenuto il timone della squadra per un ventennio. Tutto cominciò nel 2003 quando, in uno dei tanti momenti di crisi societaria, si fece avanti, con l’aiuto di alcuni fedeli amici, con un preciso intendimento programmatico: portare in alto, quanto più in alto possibile nelle gerarchie del calcio nazionale, la squadra del suo cuore. Già questo dato numerico dovrebbe bastare per tributare all’uomo Trapani gli onori che merita.
E Raffaele Trapani, con una scelta ponderata, probabilmente molto sofferta, ha deciso di scrivere la parola fine al suo viaggio da primattore sulla scena del calcio. Onore a lui e a tutti coloro che in questi anni lo hanno accompagnato in un’avventura ambiziosa e maliarda.
Il futuro è adesso, non è lontano. Quali sono gli scenari? Mi pare di capire che il pallino del gioco, dopo l’ufficializzazione delle dimissioni di Trapani, sia passato nelle mani del sindaco De Prisco che dovrebbe incontrare a breve, se non già fatto, il notaio Calabrese che risulta essere uno dei maggiori azionisti della società. Bisognerà a questo punto capire come ci si può muovere per assicurare un futuro alla squadra. Soprattutto bisognerà capire se ci sono i presupposti per continuare con la vecchia società, che, salvo errori, non è in liquidazione, o se, invece, bisognerà affidarsi a un nuovo gruppo (domanda: c’è veramente un gruppo affidabile pronto a rilevare la società?).
È innegabile che il primo cittadino debba tastare il polso al notaio Calabrese, maggiore azionista della società, da sempre vicinissimo alla squadra fin dai tempi di Marcello Torre e di Attilio De Pascale, serio ed autorevole candidato alla continuità societaria, per poi farsi un’idea sulla strategia da attuare per assicurare un futuro alla Paganese calcio.
Un solo consiglio mi sento di darlo al sindaco De Prisco. Non facciamoci attrarre da sirene incantatrici e manteniamo i piedi per terra a tutti i livelli; la storia del calcio è ricca di avventurieri pronti ad avventarsi sulla preda nel momento del bisogno.
Occhi aperti, mi raccomando; fiducia e rispetto per chi merita.