La cornice di pubblico che ieri sera affollava ogni settore del “Marcello Torre” avrebbe meritato molto di più in termini di resa emozionale. Lo spettacolo sugli spalti c’è stato e la marea degli spettatori ha recitato la sua parte accompagnando e incoraggiando la squadra azzurrostellata con cori e incitamenti per tutta la durata della partita.
Un colpo d’occhio bellissimo anche se le condizioni del terreno di gioco al momento lasciano parecchio a desiderare. Con tutta la comprensione possibile per il grande caldo che ha caratterizzato la nostra estate, riusciremo a vedere quel bel verde di una volta?
Quello che non c’è stato ieri sera è il risultato. Intendiamoci: mai niente nel calcio è matematico o certo, ma dalla squadra azzurrostellata sarebbe stato lecito attendersi qualcosa in più soprattutto alla luce delle due vittorie conseguite nelle prime due giornate di campionato.
Quello che non c’è stato ieri sera è il risultato. Intendiamoci: mai niente nel calcio è matematico o certo, ma dalla squadra azzurrostellata sarebbe stato lecito attendersi qualcosa in più soprattutto alla luce delle due vittorie conseguite nelle prime due giornate di campionato.
Invece, niente di tutto quello che si pregustava di poter ottenere è arrivato. La squadra è apparsa in molti frangenti poco sicura di sé e – cosa inaspettata – ha balbettato a centrocampo dove pure ha una batteria di centrocampisti di tutto rispetto.
Non è da tutti poter annoverare nella zona nevralgica del gioco elementi del calibro di Pierce, Sicurella e Basanisi che formano una cerniera invidiabile anche da serie superiore. È proprio nel comando delle operazioni però che la squadra ha dato segnali di nervosismo inspiegabile. Pierce ha recitato il suo ruolo di riferimento costante; Sicurella ha cercato di mettere in moto il suo innato senso di posizione ma non sempre c’è riuscito; Basanisi è stato come sempre dirompente e onnipresente ma poi stranamente pasticcione in fase rifinitiva.
È proprio a centrocampo – a mio parere – che la squadra non è riuscita a primeggiare e ad avere il comando delle operazioni, come invece accade nelle giornate migliori, e come d’altra parte è nel DNA della Paganese.
Senza armonia e senza lampi di genio, la squadra si è appiattita e ha vissuto molto sulle iniziative del solito Piga che dalla sinistra dello schieramento ha scodellato cross a ripetizione, quasi sempre preda di una difesa avversaria che non ha mai dato segni di cedimento. Prova ne sia che il portiere dell’Afragolese non ha dovuto effettuare un solo intervento di rilievo per tutta la durata del primo tempo.
Purtroppo, anche le fasce laterali, di sinistra e di destra, non sono state brillanti e continue come in altre occasioni e El Haddadi e D’Incoronato non hanno inciso come nelle intenzioni di Novelli. Akammadu ha cercato di rendersi utile in tutti i modi ma la morsa degli avversari non ha mai dato cenni di cedimento.
Logico, quindi, e naturale che Novelli pensasse a cambiare atteggiamento e uomini nella seconda parte della gara. Le risultanze ci consegnano, per fortuna, un Bonfiglio completamente pronto e capace di ravvivare la fascia sinistra dell’attacco in virtù di un gioco di profondità e di avvolgimento.
Un segnale in più per Novelli che sa di poter contare sul calciatore per le prossime contese, magari a partire già da domenica prossima nella gara con il Trastevere. E verosimilmente Novelli potrà anche contare sul recupero di Pierdomenico, la cui assenza proprio ieri si è sentita più del dovuto.
Cosa dire ancora? La squadra è ben formata; ha una sua identità: è ben guidata; ha in panchina elementi di qualità pronti a dare il loro contributo alla causa; può solo migliorare.
Ma il campionato – facciamocene tutti una ragione – sarà lungo e difficile. Partite facili non ce ne sono. Un pareggio va accettato come incidente di percorso, non altro. Prosit!
Cosa dire ancora? La squadra è ben formata; ha una sua identità: è ben guidata; ha in panchina elementi di qualità pronti a dare il loro contributo alla causa; può solo migliorare.
Ma il campionato – facciamocene tutti una ragione – sarà lungo e difficile. Partite facili non ce ne sono. Un pareggio va accettato come incidente di percorso, non altro. Prosit!
Nino Ruggiero - www.paganesegraffiti.it
