In tempi normali avrei scritto che per certe partite non c’è niente da fare: nascono storte e continuano a essere ancora più storte, quasi come un segno di un destino avverso, diciamo tipo “partita segnata”. Questo in tempi normali, quando nel corso di un campionato disputato ad alti livelli, ti capita di inciampare nella classica buccia di banana e non ne esci indenne. Ma qua dobbiamo commentare un risultato e la prestazione di una squadra, partita per disputare un campionato di vertice, che nelle ultime quattro gare ha collezionato tre sconfitte e una sola vittoria. E allora il discorso, in termini di commenti, si fa estremamente serio e delicato. Che cosa sta determinando risultati negativi inimmaginabili per una squadra che tanto bene si era comportata a inizio campionato e che, sulla carta, avrebbe potuto competere per alti traguardi?
Ce lo chiediamo in tanti, per la verità, facendo varie ipotesi.
Qualcuno si sbriga, chiamando in causa l’operato dell’allenatore che, quando i risultati sperati non arrivano, è sempre il primo a pagare, perché ritenuto l’elemento più facile e debole di una catena che dovrebbe contemplare l’intera rosa dei calciatori a disposizione. Ma, nel caso di specie, l’allenatore non è lo stesso che nello scorso campionato ha mietuto unanimemente grossi consensi soprattutto con il gioco che la squadra esprimeva su tutti i campi? Dubbio lecito: è sicuro che quella squadra avesse lo stesso obiettivo dichiarato quest’anno? Non credo. Sul punto, dico solo che i risultati migliori nel calcio arrivano giocando come “outsider”, senza dare nell’occhio, a meno che non si voglia prendere in considerazione una squadra-corazzata costruita per vincere, senza badare al portafoglio. Qui siamo in un altro campo, diciamocelo in un orecchio, con una Paganese che deve fare i conti con le disponibilità di cui può usufruire senza mettere in conto follie.
Piuttosto, ci sarebbe da chiedersi: l’attuale squadra, nel suo complesso, è in grado di sopportare le pressioni di una piazza che non si accontenta più di buoni piazzamenti? Ecco, su questo interrogativo sarebbe bene soffermarsi prima di arrivare a qualche conclusione frutto della fretta.
Sulla partita di oggi c’è ben poco da dire. La Paganese ha giocato al di sotto di uno standard minimale e ha fatto ben poco per rimettere in sesto una partita segnata. C’è solo da sperare che si tratti di un periodo negativo e che la squadra sappia ritrovare il gioco e i risultati positivi dei giorni migliori. Formule magiche non ne conosco e sono convinto – con un campionato ancora lungo da giocare – che se Novelli, tastando per bene il terreno, non perde la tramontana, la squadra ritornerà a giocare e a vincere.
Ma deve ritrovare innanzitutto la dovuta serenità di giocare senza l’assillo del risultato a ogni costo. E non sarà facile.
Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it