Pensavamo che, dopo le amare sconfitte — tre consecutive tra campionato e Coppa Italia —, la vittoria contro il Budoni avesse riacceso il motore ingolfato della Paganese. E invece, a Venafro, si è fermato nuovamente. Contro la neopromossa formazione molisana è arrivata la terza sconfitta, in una gara interpretata meglio dagli avversari, soprattutto nel primo tempo, quando hanno messo sotto gli azzurrostellati, tenuti in partita dalle parate di Di Salvatore.
Inevitabilmente, il nuovo scivolone, il quarto nelle ultime cinque gare, ha fatto scattare l'allarme tra i tifosi, che hanno manifestato sui social la propria disapprovazione per la gestione tecnica. Sinceramente, però, seppur sotto osservazione, un eventuale esonero di Novelli sarebbe stato una forzatura. I momenti negativi vanno affrontati e gestiti, non necessariamente risolti con un cambio in panchina. La società ha scelto di blindare subito il proprio tecnico, confermandogli la fiducia e riconoscendogli meriti e lavoro svolto. Una decisione sostanzialmente condivisibile, alla luce del percorso compiuto dall'allenatore salernitano, che può ancora contare sul credito accumulato nella scorsa stagione.
È indubbio che qualcosa non funzioni nei meccanismi di questa Paganese. Probabilmente, lo stesso Novelli non immaginava che, dopo due mesi di campionato, la squadra avrebbe incontrato così tante difficoltà nel mettere in pratica i suoi dettami tattici. Del resto, ogni stagione fa storia a sé e pensare di ripartire semplicemente replicando quanto di buono fatto in passato sarebbe troppo facile. Senza dimenticare, inoltre, che il paragone tra le due rose è difficile per una serie di fattori.
Resta il fatto che, dopo otto giornate di campionato, i nuovi acquisti non hanno ancora inciso sull'andamento della squadra. Sulla carta, questa Paganese sembrava più attrezzata rispetto a quella della passata stagione, ma, almeno per il momento, tale superiorità non trova riscontro sul campo. Ancora una volta, il tecnico ha posto l'accento sulla mancanza d'intensità e sulla necessità di migliorare sotto diversi aspetti, a cominciare dal rispetto delle distanze tra i reparti, spesso disallineati e incapaci di garantire i giusti equilibri tattici.
Adesso, però, è arrivato il momento che la squadra dia qualcosa in più. Il distacco di sette punti dalla vetta ha già creato un solco significativo tra la Sarnese e gli azzurrostellati, chiamati a non fallire il secondo impegno consecutivo lontano dal Torre. A ottobre non si possono ancora abbandonare i sogni di gloria, ma è altrettanto evidente che serva un cambio di passo. Al momento, non è facile individuare quali nuove soluzioni possa introdurre Novelli per invertire la rotta: la Paganese continua a proporre il solito spartito, senza però riuscire a suonarlo nel modo giusto.
Ad Anagni gli azzurrostellati troveranno un avversario tutt'altro che semplice da affrontare. La formazione laziale è reduce dalla sconfitta per 1-0 sul campo della Sarnese, maturata al termine di una gara nella quale aveva saputo gestire bene il confronto, nonostante l'inferiorità numerica per l'espulsione di Alfano dopo appena 21 minuti.
Dopo il tonfo di Venafro, per la Paganese diventa fondamentale cercare di portare a casa i tre punti, evitando che la crisi si apra ufficialmente. Servirà una risposta concreta, prima ancora che sul piano del gioco, sotto il profilo dell'atteggiamento e della determinazione. Ci auguriamo che Pierce e compagni riescano a replicare il risultato dell'ultimo e unico precedente disputato ad Anagni, nella stagione 2002-2003, quando fu il paganese Tartaglia, al 62', a regalare agli azzurrostellati il gol della vittoria.
Peppe Nocera - paganesemania.it