Da repubblica.it:
BARI - C'è un segreto che le varie indagini sul calcioscommesse non sono ancora riuscite a raccontare. Un segreto osceno e antico come un peccato originale che torna oggi minaccioso, attraversa la penisola e unisce in una sorta di patto silenzioso tutti i suoi protagonisti, da Bari a Milano, da Genova a Treviso, da Torino a Udine, negli stadi più importanti d'Italia: è il segreto di Gillet, portiere del Torino, Ranocchia, difensore dell'Inter, Barreto, centravanti dell'Udinese, e di loro altri venti colleghi professionisti. È il segreto di Salernitana-Bari 3-2. La partita che potrebbe far saltare il banco del calcio italiano. "Sta per venire fuori altro e porterà a ulteriori risposte, se possibile ancora più clamorose" ha detto ieri il capo della Polizia, Antonio Manganelli.
Di quella partita, probabilmente, nessuno si ricordava più da molto tempo. Fino a quando qualche mese fa Repubblica scova, tra le carte depositate e ignorate dal procuratore della Figc Palazzi, un fax. È un documento nel quale Micolucci, ex calciatore dell'Ascoli, già testimone chiave del processo di Cremona, denuncia una serie di partite "fatte" dal Bari della stagione 2009-2010. Letto quel fax sulle pagine del giornale, il procuratore di Bari, Antonio Laudati, decide di indagare. Chiama tutti i giocatori e li interroga, chiama i loro referenti in città, gli uomini dell'entourage, i loro amici, analizza telefonate e flussi economici. Insieme ai carabinieri del nucleo operativo ascolta tutti e alla fine, nei giorni scorsi, tira una riga. Ecco, se si potesse immaginare il punto esatto in cui il pallone in Italia ha smesso di essere un sport, bene, il punto esatto è su quella riga.
La ricostruzione dei fatti ("documentatissima", spiega un investigatore) sembra una sceneggiatura. "Quel Bari" era una squadra super. In campo. E in ricevitoria. Salernitana-Bari fu il capolavoro. Il Bari era promosso. La Salernitana si doveva salvare. Due giocatori della Salernitana, Fusco e Ganci contattano alcuni loro amici all'interno dello spogliatoio del Bari. Vogliono, anzi, devono comprare quella partita. Due tra i giocatori del Bari sono particolarmente recettivi, Stellini e Gillet. L'offerta v non è chiara: sul tavolo balla una cifra tra i 200 e i 300mila euro per perdere. I senatori ne parlano all'interno dello spogliatoio. Si discute. Alla fine si accetta. Il primo incontro con quelli di Salerno avviene in uno spiazzo autostradale, a conferma del "perfetto stile malavitoso tenuto dai calciatori" dicono gli investigatori, che è uno dei tratti distintivi di questa inchiesta.
Tratti distintivi che si individuano anche nella modalità con cui avviene il pagamento. In quella piazzola viene deciso che emissari della Salernitana avrebbero visto la partita insieme con la compagna di uno dei calciatori del Bari. E, a risultato conseguito, avrebbero lasciato la valigetta con i soldi. "E il risultato conseguito - riflettono gli investigatori - fu un 3-2, un over... ". Come dire: hanno venduto la partita e hanno passato l'imbeccata agli scommettitori, per arrotondare. La voce passa per le ricevitorie di Bari. La intercetta persino un carabiniere. Che non indaga. Ma scommette pure lui (ora è nei guai). Si gioca. La Salernitana vince 3-2. E all'indomani del match, non resta che dividere il bottino. L'inchiesta di Laudati e dei carabinieri, per la prima volta, è riuscita a violare in blocco il segreto di uno spogliatoio. E a scoprire come vennero divisi quei soldi. I senatori, su tutti Gillet, Stellini ed Esposito, prendono le fette più grosse. Agli altri vanno quelle più piccole. Tanto più piccole quanto minore era stato il ruolo nella combine.
Ranocchia
Tutti i giocatori sono indagati, adesso. Sono stati interrogati e molti hanno rifiutato di rispondere. Dubbi ci sono soltanto su due di loro: Ranocchia e Gazzi. Il centrocampista del Torino, secondo alcuni testimoni, inizialmente rifiutò la propria parte e poi fu costretto ad accettare un computer "in omaggio" (una forma di vincolo imposta dal gruppo). Quanto a Ranocchia le voci dei testimoni si contraddicono: secondo qualcuno prese la busta. Secondo altri rifiutò. La procura di Bari è ormai pronta a chiudere l'inchiesta. Ma a terrorizzare i calciatori sono i processi sportivi. Ranocchia, ad esempio, rischia un'omessa denuncia.
La posizione di Conte
Il fax dimenticato da Palazzi questa estate è destinato a tornare sulla scrivania dello 007 federale (nel frattempo riconfermato nel suo ruolo da un Abete in scadenza di mandato) sotto forma di inchiesta fatta e finita: illecito sportivo aggravato. Per i giocatori si profila una condanna memorabile. La posizione più incerta rischia però di essere di nuovo quella di Antonio Conte, sul quale incombe un altro possibile deferimento ("solo") per omessa denuncia. Conte era l'allenatore di quel Bari. Oggi è l'unico a non essere indagato. "Quando uno spogliatoio decide di tenere nascosto qualcosa al proprio allenatore, allora non c'è modo di sapere nulla", è stata la difesa del tecnico. La sua versione è stata confermata dai giocatori: "Non ne sapeva niente", hanno detto tutti. Tutti, tranne uno: ha raccontato di aver avuto l'impressione che Conte avesse capito perfettamente come quella partita fosse stata "ceduta", tanto che si raccomandò, prendendo a uno a uno i suoi, di non fare sciocchezze, di giocare al massimo. È sufficiente per un deferimento? Molto dipende dalla risposta che si vuole dare a due domande che girano nella testa degli investigatori: possibile che un allenatore noto per la sua attenzione maniacale ai dettagli, non si sia accorto - per due volte, a Bari e a Siena - che i suoi spogliatoi erano diventati un suk? E perché scegliere sempre Stellini come vice?
repubblica.it
7.1.13
Nel posticipo il Latina batte il Pisa con un gol di Barraco.
Il Latina si conferma candidata alla vetta della classifica, superando nel posticipo della sedicesima giornata del Girone B di Prima Divisione il Pisa. Una giocata di Dario Barraco condanna i toscani alla seconda battuta d'arresto consecutiva.
Tuttolegapro.com
Tuttolegapro.com
I tagliandi d'ingresso per Sorrento-Paganese.
Saranno in vendita dalla serata di domani, e sino alle ore 19 di sabato 12, attraverso il circuito GO2, i tagliandi di ingresso per assistere alla gara Sorrento-Paganese, in programma domenica 13.
Il costo del biglietto per la Tribuna Laterale Sud, settore riservato esclusivamente ai tifosi azzurrostellati possessori della s-CARD o di Tessera del Tifoso, è di 13 € + 1,50 € quale diritto di prevendita.
Il costo per il tagliando Ridotto, invece, valido per bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni, è di 2 € + diritti.
A Pagani il punto vendita è il Bar 84016 sito in Via Guerritore, 68.
da paganese.it
Il costo del biglietto per la Tribuna Laterale Sud, settore riservato esclusivamente ai tifosi azzurrostellati possessori della s-CARD o di Tessera del Tifoso, è di 13 € + 1,50 € quale diritto di prevendita.
Il costo per il tagliando Ridotto, invece, valido per bambini e ragazzi dai 6 ai 15 anni, è di 2 € + diritti.
A Pagani il punto vendita è il Bar 84016 sito in Via Guerritore, 68.
da paganese.it
Il carbone della Befana.
Così è, anche se non vi pare di Nino Ruggiero
Tempo di Befana, tempo di regali. Ne riceve uno grosso quanto una casa il Viareggio a Pagani a tempo abbondantemente scaduto, quando i quattro minuti di recupero sanzionati dall’arbitro sono scaduti da un bel pezzo. Parlo di regali, prescindendo dall’andamento della partita, per un motivo molto semplice. Se i minuti di recupero devono essere quattro, con tanto di lavagna luminosa a ricordarlo agli spettatori, non si può poi giocare all’infinito. Le regole o ci sono o non ci sono. Ove mai ci fosse bisogno di un recupero supplementare, questo dovrebbe essere segnalato con lo stesso sistema, vale a dire sempre con la lavagna luminosa. E non mi pare, ad onor del vero, che l’arbitro abbia mai sancito tale ulteriore recupero.
La partita è stata bruttina. La pausa di campionato ci consegna una Paganese raffazzonata. Mancano tutti in una volta ben tre difensori: Fernandez, ancora in Argentina; Calvarese alle prese con un infortunio che lo terrà lontano dai campi per due mesi e Nunzella squalificato.
Grassadonia prova ad inventarsi un reparto che è a tutt’oggi ancora tutto da scoprire; difesa con tre centrali: Fusco, Puglisi e Pepe. Sulle fasce: Ciarcià a destra e Agresta a sinistra. Centrocampo senza Romondini, probabilmente per scelta tecnica, ma con l’asse Franco-Soligo sostenuto sulla trequarti da Scarpa. Attacco a due punte con Caturano e Girardi.
Il primo tempo scorre via senza grossi sussulti. La pausa di campionato ci consegna una Paganese contratta, poco lineare nel suo incedere, alquanto intruppata e senza idee nella sua metà campo.
Agresta comincia maluccio. Sulla sua fascia non riesce a dare impulso al gioco: si sgancia poco e quel poco lo fa in modo scolastico, senza personalità. Su quella fascia il gioco di proponimento manca. Se ne accorge evidentemente Scarpa che prova a dare impulso con manovra di aggiramento della difesa ospite; qualche cross allora arriva al centro per i due arieti, Girardi e Caturano che però non sempre riescono ad eludere l’agguerrita difesa viareggina. Va decisamente meglio il gioco sulla fascia destra con un Ciarcià che gioca forse la migliore partita da quando è a Pagani. Il calciatore si sacrifica in un gioco oscuro ma redditizio; staziona in una insolita posizione difensiva a sostegno dei tre centrali, ma non disdegna appoggi in avanti anche se preferisce, probabilmente per consegne tattiche ricevute, dedicarsi maggiormente ad un ruolo di interdizione. A centrocampo Franco e Soligo sono bravi sul piano dinamico ed arrivano tempestivamente sui palloni che gravitano nella loro zona; latita però la fase di proposizione del gioco. La manovra è priva di genialità e di inventiva: è farraginosa e scontata. Ciò nonostante Caturano e Girardi vanno perlomeno in un paio di occasioni ad un passo dalla segnatura che non scandalizzerebbe nessuno; ma non sono fortunati, soprattutto Girardi che sotto rete fa valere la sua stazza.
Il Viareggio giovane e pimpante dalla difesa in su, si perde in avanti. Robertiello dorme sonni tranquilli e non deve fare straordinari. La prima frazione di gioco finisce zero a zero con qualche rimpianto soprattutto da parte azzurro stellata.
La ripresa vede in campo una Paganese più determinata. Capovolto letteralmente il giudizio su Agresta che sembra un altro calciatore rispetto a quello visto nella prima frazione; è autorevole, disinvolto, non sbaglia un passaggio. Inoltre si propone in avanti con maggiore continuità e partecipa attivamente alla costruzione del gioco. Anche Ciarcià, che nel primo tempo ha curato soprattutto la fase difensiva, sull’altro versante sembra ancora più propositivo e le sue incursioni in avanti mettono in difficoltà la difesa toscana. Il gol del vantaggio della Paganese arriva su calcio di rigore ed è più che meritato per la mole di gioco che la squadra produce. Se lo procura Caturano che si catapulta un pallone sporco sulla destra dell’area e viene atterrato senza pietà da Trocar. Rigore realizzato senza pietà dallo specialista Scarpa.
Una volta in vantaggio, la Paganese dovrebbe giocare con più scioltezza. Dico e sottolineo dovrebbe. In realtà, nella fase più delicata della partita, quando cioè dovrebbe emergere l’esperienza e il mestiere, qualcosa si inceppa. La difesa nei momenti topici della gara non ha la necessaria lucidità ed ermeticità che si richiede ad una squadra che deve badare a non prenderne.
In questi periodi si fa un gran parlare di calcio propositivo; ma il calcio, da che mondo è mondo, è sempre lo stesso. Ci sono le varie fasi di una gara. Quella in cui bisogna saper attaccare e quella in cui bisogna sapersi difendere. Perché è inutile che ci giriamo intorno: in campo ci sono sempre anche gli avversari e non si può credere di poter avere il pallino del gioco in mano per tutta la durata della gara.
Ecco, mi pare di poter dire che la Paganese vista contro il Viareggio ha difettato soprattutto di mestiere e di esperienza, anche se in questo il capitano Fusco ce l’ha messa tutta. Quei rinvii errati nella parte finale della gara, quegli affanni, quella fregola di allontanare il pallone dalla propria area a tutti i costi, senza la necessaria lucidità – mi dispiace dirlo – hanno partorito il gol incassato a tempo abbondantemente scaduto.
Tempo di Befana, tempo di regali, tempo di carbone. La Paganese ha fatto scorta soprattutto di carbone nero; in parte addebitabile ad un arbitro assolutamente insufficiente, che, cosa molto grave, non ha rilevato un rigore grosso quanto una casa su Tortori; ma in parte anche addebitabile ad una inquadratura non proprio convincente che l’allenatore ha dovuto giocoforza allestire a causa di numerosissime assenze. Qualcosa ci sarebbe da eccepire sul mancato impiego di Romondini dall’inizio, un calciatore che ha personalità e senso tattico non comune, ma se Grassadonia ha optato per altre scelte avrà avuto le sue brave ragioni.
Il campionato, dopo la prima del girone di ritorno, è tutto da giocare. Ci sarà da recuperare la gara interna con il Latina (almeno si spera!); ci saranno due derby di fila: il primo a Sorrento, il secondo – in notturna – fra quindici giorni al “Marcello Torre” contro la capolista Avellino.
Per il momento siamo tra quelli che son sospesi: a pochi punti dalla griglia dei play off e con un piede in quella dei play-out. I movimenti di mercato di questo mese ci diranno quale sarà il traguardo cui ambire. Perché – diciamocelo chiaramente – con l’attuale formazione, con tutto il rispetto di tanti bravi ragazzi che ne compongono la rosa, sarà difficile guardare in alto. Non so se mi sono spiegato.
Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com
Tempo di Befana, tempo di regali. Ne riceve uno grosso quanto una casa il Viareggio a Pagani a tempo abbondantemente scaduto, quando i quattro minuti di recupero sanzionati dall’arbitro sono scaduti da un bel pezzo. Parlo di regali, prescindendo dall’andamento della partita, per un motivo molto semplice. Se i minuti di recupero devono essere quattro, con tanto di lavagna luminosa a ricordarlo agli spettatori, non si può poi giocare all’infinito. Le regole o ci sono o non ci sono. Ove mai ci fosse bisogno di un recupero supplementare, questo dovrebbe essere segnalato con lo stesso sistema, vale a dire sempre con la lavagna luminosa. E non mi pare, ad onor del vero, che l’arbitro abbia mai sancito tale ulteriore recupero.
La partita è stata bruttina. La pausa di campionato ci consegna una Paganese raffazzonata. Mancano tutti in una volta ben tre difensori: Fernandez, ancora in Argentina; Calvarese alle prese con un infortunio che lo terrà lontano dai campi per due mesi e Nunzella squalificato.
Grassadonia prova ad inventarsi un reparto che è a tutt’oggi ancora tutto da scoprire; difesa con tre centrali: Fusco, Puglisi e Pepe. Sulle fasce: Ciarcià a destra e Agresta a sinistra. Centrocampo senza Romondini, probabilmente per scelta tecnica, ma con l’asse Franco-Soligo sostenuto sulla trequarti da Scarpa. Attacco a due punte con Caturano e Girardi.
Il primo tempo scorre via senza grossi sussulti. La pausa di campionato ci consegna una Paganese contratta, poco lineare nel suo incedere, alquanto intruppata e senza idee nella sua metà campo.
Agresta comincia maluccio. Sulla sua fascia non riesce a dare impulso al gioco: si sgancia poco e quel poco lo fa in modo scolastico, senza personalità. Su quella fascia il gioco di proponimento manca. Se ne accorge evidentemente Scarpa che prova a dare impulso con manovra di aggiramento della difesa ospite; qualche cross allora arriva al centro per i due arieti, Girardi e Caturano che però non sempre riescono ad eludere l’agguerrita difesa viareggina. Va decisamente meglio il gioco sulla fascia destra con un Ciarcià che gioca forse la migliore partita da quando è a Pagani. Il calciatore si sacrifica in un gioco oscuro ma redditizio; staziona in una insolita posizione difensiva a sostegno dei tre centrali, ma non disdegna appoggi in avanti anche se preferisce, probabilmente per consegne tattiche ricevute, dedicarsi maggiormente ad un ruolo di interdizione. A centrocampo Franco e Soligo sono bravi sul piano dinamico ed arrivano tempestivamente sui palloni che gravitano nella loro zona; latita però la fase di proposizione del gioco. La manovra è priva di genialità e di inventiva: è farraginosa e scontata. Ciò nonostante Caturano e Girardi vanno perlomeno in un paio di occasioni ad un passo dalla segnatura che non scandalizzerebbe nessuno; ma non sono fortunati, soprattutto Girardi che sotto rete fa valere la sua stazza.
Il Viareggio giovane e pimpante dalla difesa in su, si perde in avanti. Robertiello dorme sonni tranquilli e non deve fare straordinari. La prima frazione di gioco finisce zero a zero con qualche rimpianto soprattutto da parte azzurro stellata.
La ripresa vede in campo una Paganese più determinata. Capovolto letteralmente il giudizio su Agresta che sembra un altro calciatore rispetto a quello visto nella prima frazione; è autorevole, disinvolto, non sbaglia un passaggio. Inoltre si propone in avanti con maggiore continuità e partecipa attivamente alla costruzione del gioco. Anche Ciarcià, che nel primo tempo ha curato soprattutto la fase difensiva, sull’altro versante sembra ancora più propositivo e le sue incursioni in avanti mettono in difficoltà la difesa toscana. Il gol del vantaggio della Paganese arriva su calcio di rigore ed è più che meritato per la mole di gioco che la squadra produce. Se lo procura Caturano che si catapulta un pallone sporco sulla destra dell’area e viene atterrato senza pietà da Trocar. Rigore realizzato senza pietà dallo specialista Scarpa.
Una volta in vantaggio, la Paganese dovrebbe giocare con più scioltezza. Dico e sottolineo dovrebbe. In realtà, nella fase più delicata della partita, quando cioè dovrebbe emergere l’esperienza e il mestiere, qualcosa si inceppa. La difesa nei momenti topici della gara non ha la necessaria lucidità ed ermeticità che si richiede ad una squadra che deve badare a non prenderne.
In questi periodi si fa un gran parlare di calcio propositivo; ma il calcio, da che mondo è mondo, è sempre lo stesso. Ci sono le varie fasi di una gara. Quella in cui bisogna saper attaccare e quella in cui bisogna sapersi difendere. Perché è inutile che ci giriamo intorno: in campo ci sono sempre anche gli avversari e non si può credere di poter avere il pallino del gioco in mano per tutta la durata della gara.
Ecco, mi pare di poter dire che la Paganese vista contro il Viareggio ha difettato soprattutto di mestiere e di esperienza, anche se in questo il capitano Fusco ce l’ha messa tutta. Quei rinvii errati nella parte finale della gara, quegli affanni, quella fregola di allontanare il pallone dalla propria area a tutti i costi, senza la necessaria lucidità – mi dispiace dirlo – hanno partorito il gol incassato a tempo abbondantemente scaduto.
Tempo di Befana, tempo di regali, tempo di carbone. La Paganese ha fatto scorta soprattutto di carbone nero; in parte addebitabile ad un arbitro assolutamente insufficiente, che, cosa molto grave, non ha rilevato un rigore grosso quanto una casa su Tortori; ma in parte anche addebitabile ad una inquadratura non proprio convincente che l’allenatore ha dovuto giocoforza allestire a causa di numerosissime assenze. Qualcosa ci sarebbe da eccepire sul mancato impiego di Romondini dall’inizio, un calciatore che ha personalità e senso tattico non comune, ma se Grassadonia ha optato per altre scelte avrà avuto le sue brave ragioni.
Il campionato, dopo la prima del girone di ritorno, è tutto da giocare. Ci sarà da recuperare la gara interna con il Latina (almeno si spera!); ci saranno due derby di fila: il primo a Sorrento, il secondo – in notturna – fra quindici giorni al “Marcello Torre” contro la capolista Avellino.
Per il momento siamo tra quelli che son sospesi: a pochi punti dalla griglia dei play off e con un piede in quella dei play-out. I movimenti di mercato di questo mese ci diranno quale sarà il traguardo cui ambire. Perché – diciamocelo chiaramente – con l’attuale formazione, con tutto il rispetto di tanti bravi ragazzi che ne compongono la rosa, sarà difficile guardare in alto. Non so se mi sono spiegato.
Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com
6.1.13
Quella bambinata da cui è scaturito il pareggio.
Sappiamo bene da cosa è scaturito il pareggio...la solita bambinata di qualcuno che cede alle provocazioni avversarie e non sa contenersi nonostante si è in vantaggio il tutto condito dal solito fischietto protagonista a cadere nell'astuzia mentale dell'avversario siamo bravi non c'è che dire...detto questo secondo me la squadra, pur non avendo fatto una prestazione esaltantissima, ha giocato bene sopratutto nel secondo tempo e ha creato molto di più del Viareggio che alla fine si è visto solo nei primi 5 minuti...I cambi erano per dare solidità in difesa e ordine a centrocampo cosa che serve quando stai in vantaggio e soggetto alle sfuriate avversarie, Babù non gioca da una vita deve recuperare la forma, Perrotta è arrivato l'altro ieri smettiamola di criticare Grassadonia e cerchiamo di sostenere di più, è uno degli allenatori migliori visti a pagani negli ultimi anni e credo che nessuno può affermare il Contrario. Si può essere che la squadra non gioca con il suo modulo naturale ma a differenza di altri che usano solo un modulo per qualsiasi situazione, Grassadonia ha reso i giocatori adatti a più moduli per differenti situazioni...Se proprio non ce la fate a vederlo la domenica andate a Sarno a vedervi Palumbo o fate una telefonata a Eziolino che si sente solo, tanto alla fine questi avete visto in questi anni ci siete affezionati...Tirate di meno i piedi e sostenete di più...Forza Paganese sempre e comunque...
Gennaro Rosati
Gennaro Rosati
Grassadonia: "Subire gol a tempo scaduto fa male".
La Paganese vede svanire la vittoria proprio all'ultimo secondo. Maltese
a recupero inoltrato pareggia il penalty realizzato da Scarpa al quarto
d'ora della ripresa. Grande rammarico per la formazione
azzurrostellata, che ha anche reclamato con l'arbitro. Ma il tecnico
Gianluca Grassadonia (espulso per proteste al 38' della ripresa)
preferisce non soffermarsi sulle scelte del signor Brasi. "Non mi piace
parlare dei direttori di gara - commenta il tecnico - quindi non credo
sia tutta colpa dell'arbitro. Sul gol del Viareggio c'è stata
un'indecisione della nostra retroguardia, peccato perchè è stata l'unica
e cambia quello che è il giudizio della gara. Abbiamo giocato bene,
specie nella ripresa. Occorreva vincere, senza pensare alla bella
prestazione. Ora prepariamo a testa alta il match col Sorrento".
reporternews.it
reporternews.it
Il Viareggio pareggia in extremis a Pagani.
Pareggio beffa per la Paganese. Al "Torre", il Viareggio si conferma bestia nera degli azzurrostellati e porta via un punto importante. Azzurrostellati in vantaggio ad inizio secondo tempo con Scarpa, che dal dischetto realizza il penalty assegnato dal signor Brasi di Seregno per fallo di Trocar su Caturano. Il Viareggio non ci sta e, dopo la girandola di sostituzioni, si spinge con convinzione in avanti impensierendo la difesa azzurrostellata. Fusco e compagni tengono fino al 96', due minuti oltre i 4' di recupero assegnati dall'arbitro. In zona Cesarini, Maltese, migliore in campo dei suoi, riceve in area e col piatto sinistro beffa Robertiello.
Gianluca Pepe per tuttolegapro.com
Top & Flop di Paganese-Viareggio.
Al "Marcello Torre" di Pagani, la Paganese e il Viareggio si dividono la posta in palio. Questi i Top e i Flop della gara.
TOP
Ciarcià (Paganese): è il migliore dei suoi insieme a Soligo. Attacca, arriva spesso al cross e dà sempre una mano quando si tratta di correre per difendere. La sosta gli ha fatto molto bene. RINATO
Maltese (Viareggio): autentico spauracchio per la difesa azzurrostellata. All'andata mandò in confusione la squadra di Grassadonia giocando tra le linee. Al ritorno, non ha voluto essere da meno pur giocando qualche metro più indietro. Suo il goal a tempo scaduto che ha regalato l'1-1 al Viareggio. DECISIVO
FLOP
Nessuno (Paganese): tutti i calciatori azzurrostellati ottengono la sufficienza. Come detto dall'allenatore Grassadonia, non si può rimproverare loro nulla. SFORTUNATI
De Vena (Viareggio): l'attaccante napoletano delle zebre impegna Robertiello al 1' di gioco e poi non si fa più vedere. EVANESCENTE
tuttolegapro.com
TOP
Ciarcià (Paganese): è il migliore dei suoi insieme a Soligo. Attacca, arriva spesso al cross e dà sempre una mano quando si tratta di correre per difendere. La sosta gli ha fatto molto bene. RINATO
Maltese (Viareggio): autentico spauracchio per la difesa azzurrostellata. All'andata mandò in confusione la squadra di Grassadonia giocando tra le linee. Al ritorno, non ha voluto essere da meno pur giocando qualche metro più indietro. Suo il goal a tempo scaduto che ha regalato l'1-1 al Viareggio. DECISIVO
FLOP
Nessuno (Paganese): tutti i calciatori azzurrostellati ottengono la sufficienza. Come detto dall'allenatore Grassadonia, non si può rimproverare loro nulla. SFORTUNATI
De Vena (Viareggio): l'attaccante napoletano delle zebre impegna Robertiello al 1' di gioco e poi non si fa più vedere. EVANESCENTE
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Viareggio, l'autore del pari Maltese: "Questo è un pari giusto, potevamo segnare anche prima".
Alla fine è riuscito a scendere in campo e il suo “gioiello” alla Fabio Grosso – ex difensore della Nazionale di Marcello Lippi – è valso l’1-1: “Ci abbiamo creduto e alla fine siamo stati premiati.
“Il gol è scaturito da una rimessa laterale ed un pallone che da Magnaghi è andato a Pellegrini e che poi mi è arrivato: ho provato a metterlo all’angolino, lontano dalla portata del portiere ed è anata bene.
“Questo è un pari giusto, perché avevamo avuto già prima la possibilità di far gol”.
www.versiliatoday.it
Il presidente del Viareggio Dinelli: "Pari legittimo, anche se alla Paganese è mancato un rigore".
PAGANI. Il presidente Stefano Dinelli ha seguito la partita contro la Paganese
insieme all’allenatore Stefano Cuoghi, squalificato, in una postazione
televisiva nella tribuna stampa dello stadio “Torre” di Pagani. Alla
fine ha esultato per il pareggio dei bianconeri insieme al tecnico ed al
preparatore atletico Sergio Giovani: “Credo che sia legittimo questo
risultato, anche se onestamente devo riconoscere che alla Paganese non
gli è stato concesso un calcio di rigore per un fallo di mano in area.
“Crediamo, però, come sempre nel poter recuperare le partite ed anche oggi ci è andata bene. Ringrazio il mister per il lavoro che sta facendo con noi.
“Mi dispiace per il finale un po’ agitato che c’è stato, anche perché con la Paganese siamo in buoni rapporti. Però, a volte, certe situazioni possono accadere.
“L’importante è aver iniziato il 2013 con un risultato positivo.”
www.versiliatoday.it
“Crediamo, però, come sempre nel poter recuperare le partite ed anche oggi ci è andata bene. Ringrazio il mister per il lavoro che sta facendo con noi.
“Mi dispiace per il finale un po’ agitato che c’è stato, anche perché con la Paganese siamo in buoni rapporti. Però, a volte, certe situazioni possono accadere.
“L’importante è aver iniziato il 2013 con un risultato positivo.”
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Pinna, sostituto di mister Cuoghi: "Risultato giusto, ingenui sul rigore".
Con Stefano Cuoghi costretto ad assistere alla gara in un box della
tribuna perché squalificato, in panchina al suo posto si è seduto
Giampaolo Pinna, il suo secondo.
La sua è un’analisi lucida, condizionata comunque dal gol di Maltese che ha regalato al Viareggio un pari insperato: “Siamo partiti bene ma non abbiamo concretizzato le occasioni create. Nel secondo tempo è venuta fuori la Paganese, ma non era facile giocare qui, contro una buona squadra. Ci abbiamo creduto fino in fondo come a Frosinone e alla fine siamo riusciti a pareggiare. Il Viareggio non ha rubato nulla, anche perché il numero delle occasioni si equivale. Alla fine il risultato è più giusto, anche se sul rigore siamo stati un po’ ingenui”.
Ed ora, dopo due trasferte in cui il Viareggio è uscito indenne, ecco l’impegno casalingo contro il Benevento: “Tutte le domeniche c’è un banco di prova, ogni gara per noi è quella vita. Le affrontiamo tutte allo stesso modo, senza avere paura di nessuno, ma sapendo che se non giochiamo bene al come al solito, facciamo fatica”.
www.versiliatoday.it
La sua è un’analisi lucida, condizionata comunque dal gol di Maltese che ha regalato al Viareggio un pari insperato: “Siamo partiti bene ma non abbiamo concretizzato le occasioni create. Nel secondo tempo è venuta fuori la Paganese, ma non era facile giocare qui, contro una buona squadra. Ci abbiamo creduto fino in fondo come a Frosinone e alla fine siamo riusciti a pareggiare. Il Viareggio non ha rubato nulla, anche perché il numero delle occasioni si equivale. Alla fine il risultato è più giusto, anche se sul rigore siamo stati un po’ ingenui”.
Ed ora, dopo due trasferte in cui il Viareggio è uscito indenne, ecco l’impegno casalingo contro il Benevento: “Tutte le domeniche c’è un banco di prova, ogni gara per noi è quella vita. Le affrontiamo tutte allo stesso modo, senza avere paura di nessuno, ma sapendo che se non giochiamo bene al come al solito, facciamo fatica”.
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Il Viareggio trova un punto "last minute".
PAGANI. Il “Torre” come il “Matusa”, Pagani come Frosinone: stesso
epilogo, stessa grande gioia. Il Viareggio emula se stesso, strappando
un altro 1-1 in pieno recupero.
È Dario Maltese, stavolta, a regalare ai bianconeri il secondo pari di fila fuori casa, con un sinistro a giro in piena area che non lascia scampo a Robertiello e che gela i tifosi di casa che già si erano resi protagonisti di diverbi piuttosto accesi con Dinelli e Cuoghi, sistemati in uno dei box in tribuna stampa.
Il Viareggio non disputa una delle sue migliori partite, ma ancora una volta tira fuori il carattere che lo contraddistingue. E dire che in avvio i bianconeri si erano resi pericolosi con De Vena e Trocar, dando l’impressione di poter uscire dal campo coi tre punti. Poi, però, i ritmi blandi imposti dalla Paganese hanno preso il sopravvento, col solo Girardi che ha provato ad impensierire Gazzoli, senza successo.
La ripresa non si discosta molto dal primo tempo. Non accade nulla di significativo, almeno fino al 13′, quando Trocar si addormenta in area, si fa anticipare da Caturano, ricorrendo così ad un fallo che l’arbitro sanziona col rigore: Scarpa trasforma dal dischetto.
Giovinco e Calamai lasciano il posto a Magnaghi e Gerevini, ma il trend dell’incontro non cambia. Addirittura il Viareggio rischia di vedersi fischiare contro un altro penalty per mani di Tomas in area. Solo al 33′ lo stesso Gerevini chiama Robertiello al grande intervento con un sinistro al volo.
Ormai non sembra più esserci speranza per un altro pari last minute. Ed invece, proprio come a Frosinone due settimane fa, ecco il gol in pieno recupero, con Maltese a segno. Il Viareggio dimostra per l’ennesima volta che crederci sino alla fine spesso paga.
Gabriele Noli per www.versiliatoday.it
È Dario Maltese, stavolta, a regalare ai bianconeri il secondo pari di fila fuori casa, con un sinistro a giro in piena area che non lascia scampo a Robertiello e che gela i tifosi di casa che già si erano resi protagonisti di diverbi piuttosto accesi con Dinelli e Cuoghi, sistemati in uno dei box in tribuna stampa.
Il Viareggio non disputa una delle sue migliori partite, ma ancora una volta tira fuori il carattere che lo contraddistingue. E dire che in avvio i bianconeri si erano resi pericolosi con De Vena e Trocar, dando l’impressione di poter uscire dal campo coi tre punti. Poi, però, i ritmi blandi imposti dalla Paganese hanno preso il sopravvento, col solo Girardi che ha provato ad impensierire Gazzoli, senza successo.
La ripresa non si discosta molto dal primo tempo. Non accade nulla di significativo, almeno fino al 13′, quando Trocar si addormenta in area, si fa anticipare da Caturano, ricorrendo così ad un fallo che l’arbitro sanziona col rigore: Scarpa trasforma dal dischetto.
Giovinco e Calamai lasciano il posto a Magnaghi e Gerevini, ma il trend dell’incontro non cambia. Addirittura il Viareggio rischia di vedersi fischiare contro un altro penalty per mani di Tomas in area. Solo al 33′ lo stesso Gerevini chiama Robertiello al grande intervento con un sinistro al volo.
Ormai non sembra più esserci speranza per un altro pari last minute. Ed invece, proprio come a Frosinone due settimane fa, ecco il gol in pieno recupero, con Maltese a segno. Il Viareggio dimostra per l’ennesima volta che crederci sino alla fine spesso paga.
Gabriele Noli per www.versiliatoday.it
Il Viareggio pareggia a Pagani al '95. Ma l'arbitro aveva dato solo 4 minuti di recupero.
La Paganese non va oltre il pari contro il Viareggio. Risultato condizionato dall'arbitro, che ha fatto continuare la partita fino al pareggio delle zebre nonostante dovesse essere finita già da un minuto e mezzo. Primo tempo noioso. Parte meglio il Viareggio, ma la Paganese cresce alla distanza. Nella ripresa partono forte gli azzurrostellati con la conclusione di Puglisi di poco fuori misura. Al 58' Trocar atterra Caturano: rigore. Dal dischetto Scarpa non sbaglia. Gli azzurrostellati sono padroni del campo e concedono poco al Viareggio. Al 62' Girardi va vicino al raddoppio con un tiro al volo. Il Viareggio si fa vivo solo al 77', ma Robertiello compie una grande parata. All'82' espulso Grassadonia, reo di aver protestato per un rigore non concesso (fallo di mano su cross di Tortori). Al 93' Gazzoli respinge il tiro di Girardi. Sul rinvio dell'estremo difensore ospite dovrebbe finire la partita. Ma non è così. La palla esce altre tre volte dal campo, ma l'arbitro non fischia mai. Al 95' (l'arbitro aveva dato 4' di recupero) Maltese con un gran diagonale pareggia. Paganese (3-5-2): Robertiello (6); Puglisi (6), Fusco (6,5), Pepe (6); Ciarcià (5,5; dall'87' Pastore, sv), Soligo (5,5), Franco (6), Scarpa (7; dal 74' Romondini, sv), Agresta (6); Caturano (6; dal 68' Tortori, 7), Girardi (6,5). All. Grassadonia (6). Viareggio (3-5-2): Gazzoli (6); Carnesalini (5,5), Tomas (6), Trocar (6); Pellegrini (5,5), Pizza (5,5), Maltese (6,5), Calamai (6; dal 60' Gerevini, 6), Peverelli (6,5); De Vena (5,5; dall'84' Sandrini, sv), Giovinco (6; dal 60' Magnaghi, 6). All. Pinna (6). Arbitro: Brasi di Seregno (5). Assistenti: Dal Cin-Mondin (6). Marcatori: 58' rig. Scarpa (P), 95' Maltese (V). Espulso: 82' Grassadonia (all. P). Ammoniti: Agresta (P), Ciarcià (P), Maltese (V), Puglisi (P), Giovinco (V), Fusco (P), Robertiello (P), Pellegrini (V).
Adelmo Pagliuca
Paganese beffata...dall'arbitro: il Viareggio pareggia fuori tempo massimo.
Dopo il gol di Scarpa al 57' su rigore, il Viareggio pareggia al 95' inoltrato dopo che l'arbitro aveva concesso solo 4 minuti di recupero! Ma il parapiglia che si è creato al 94' a seguito dell'espulsione di Grassadonia ha portato l'arbitro a concedere un ulteriore minuto di recupero.
5.1.13
Paganese-Viareggio: i convocati. Ci sono anche Perrottace Babú.
Al termine della seduta di rifinitura di questa mattina, il tecnico Gianluca Grassadonia ha convocato diciannove calciatori per la gara con il Viareggio:Pergamena, Robertiello, Agresta, Puglisi, Perrotta, Fusco, Pepe, Pastore, Babu', Romondini, Soligo, Franco, Ciarcià, Neglia, Tortori, Fava, Scarpa, Girardi, Caturano.
Paganese-Viareggio: i convocati tra i toscani.
Per la prima giornata del girone di ritorno, Paganese - Viareggio, il Mister Stefano Cuoghi ha deciso di convocare:
1- Calamai Matteo 2- Carnesalini Sergio 3- Conson Diego 4- De Vena Alessandro 5- Fiale Lorenzo 6- Furlan Iacopo 7- Gazzoli Massimo 8- Gemignani Daniel 9- Gerevini Gianmarco 10- Giovinco Giuseppe 11- Lamorte Fabio 12- Magnaghi Simone 13- Maltese Dario 14- Mannini Davide 15- Pellegrini Eros 16- Peverelli Andrea 17- Pizza Samuele 18- Sandrini Mattia 19- Sorbo Federico 20- Tomas Luka 21- Trocar Kevin 22- Veronese Andrea
www.esperiaviareggio.it
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Viareggio con il lutto al braccio?
A seguito della triste notizia della scomparsa di Lucio Dell'Angelo, ex allenatore dei bianconeri nella stagione 1978/79, l'FC Esperia Viareggio ha richiesto alla Lega Pro di poter scendere in campo, domenica con la Paganese, con il lutto al braccio. La società, in questo momento di dolore, esprime le più sentite condoglianze alla famiglia dell'ex calciatore che ha indossato la maglia di Fiorentina, Vicenza, Mantova e Atalanta.
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Tre club di Prima Divisione su Luca Orlando.
Il futuro di Luca Orlando (22) è sempre più lontano dalla Paganese. Il giovane attaccante, classe 1990, dopo essere stato il perno degli azzurrostellati nella scorsa stagione in Seconda Divisione, collezionando 18 reti, tra campionato e play-off, quest'anno continua a non trovare spazio nell'undici di mister Grassadonia. Una situazione complicata per il bomber cresciuto nelle giovanili della Salernitana che smania dalla voglia di calcare il terreno di gioco con continuità e ritornare a fare la cosa più naturale per lui: gonfiare la rete.
Gli occhi di mezza Lega Pro sono su di lui, oggetto del desiderio di tante squadre tra Prima Divisione e Seconda Divisione. Sorrento, Barletta e Andria, hanno già bussato alla porta della Paganese per chiedere informazioni su Orlando, difficile quindi che Orlando decida di scendere di categoria ora che la sua carriera è pronta a decollare. Il suo desiderio è dimostrare il suo valore nella massima categoria della Lega Pro, le richieste non mancano: il mercato è appena iniziato.
Resport.it
Gli occhi di mezza Lega Pro sono su di lui, oggetto del desiderio di tante squadre tra Prima Divisione e Seconda Divisione. Sorrento, Barletta e Andria, hanno già bussato alla porta della Paganese per chiedere informazioni su Orlando, difficile quindi che Orlando decida di scendere di categoria ora che la sua carriera è pronta a decollare. Il suo desiderio è dimostrare il suo valore nella massima categoria della Lega Pro, le richieste non mancano: il mercato è appena iniziato.
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