Soffrire fino alla fine. Ormai i tifosi azzurrostellati ci hanno fatto l'abitudine a questo tipo di situazione, nonostante oggi la salvezza è stata davvero ad un passo. Infatti, malgrado il pari con l'Arezzo, gli azzurrostellati sono stati salvi fino al gol a 5' dal termine del Lanciano contro il Gallipoli. E, ironia della sorte, è stato proprio l'ex Tisci, autore di una doppietta, a negarci la salvezza matematica. Restando alla gara, Capuano sembra far suo il motto "Solo chi osa vince" e dunque opta per lo spropositato 3-4-2-1. Chiavaro, Taccola e Astarita compongono la barriera difensiva davanti a Melillo, la diga centrale di centrocampo è composta da Berardi e Caracciolo, sugli esterni Imparato a destra, Esposito a sinistra; dietro all'unica punta Zarineh ci sono Fanasca e Diogo. Cari, invece, si affida al più equilibrato 4-4-2. In protezione di Paoletti ci sono da destra Bricca, Conte, Terra e Grillo; a centrocampo sulle fasce Vigna e Togni con Matute e Croce centrali, tandem offensivo composto da Chianese e Turienzo. Per fronteggiare alle emergenze di formazione, mister Cari porta con sè in panchina anche un classe '92, Locci.
La gara inizia con qualche minuto di ritardo ben giustificato. L'intero stadio (bel colpo d'occhio oggi con circa 4000 spettatori), specie la Curva Nord, ricorda a modo suo il giovane 17enne Emanuele Belluno, scomparso tragicamente giovedì scorso. Il giovane tifoso della Paganese viene anche ricordato dal capitano Taccola che va a depositare dei fiori sotto una sua effigie, prima dell'emozionante momento del minuto di raccoglimento.
La voglia della Paganese di fare risultato si trasforma subito in concretezza: già al 3' Berardi fornisce una palla d'oro a Fanasca, che in tuffo in area non riesce ad impattare la sfera. Al 10' una punizione di Diogo è lunga per tutti, ma non per Taccola che addomestica la sfera e da posizione defilata prova la conclusione, deviata in angolo da un difensore granata. Una nitida palla gol capita sempre a Fanasca soltanto 4' più tardi. Scattato sul filo del fuorigioco, il jolly romano non se la sente di tentare il pallonetto a Paoletti dopo che quest'ultimo si era spinto fino alla trequarti per contrastarlo; cerca piuttosto di superare l'estremo ospite che però si salva in rimessa laterale. Per vedere un sussulto dell'Arezzo bisogna attendere il 36'. Croce raccoglie fuori area un palla spazzata dalla retroguardia azzurra dopo un calcio di punizione, il suo tiro però è centrale e bloccato da Melillo. Sarà questa l'unica parata dell'estremo beneventano fino alla fine della gara. C'è tempo per un'ultima azione di questo primo tempo. Al 40' Esposito recupera la sfera, approfittando di un errore della difesa ospite, si accentra, avrebbe compagni da servire, ma prova la conclusione e ne esce un tiraccio.
Nella ripresa, le due squadre scendono in campo così come avevano terminato i primi 45'. Al 1' ci prova subito l'Arezzo con Togni dalla lunga distanza, la cui conclusione termina alla destra della porta di Melillo. Al 12' doppia occasione per Esposito: l'esterno partenopeo in spaccata, su cross di Diogo, trova l'opposizione di piede di Paoletti, sulla respinta manca incredibilmente la porta, calciando di poco a lato. Al 20' Zarineh, in posizione regolare, si ritrova solo contro Paoletti; l'ariete italo-iraniano non se la sente di tirare, così subisce il ritorno di Grillo e Conte, che forse tocca anche con un braccio. Capuano, che oggi era squalificato, toglie dalla mischia lo spento Fanasca per cercare maggiore spinta con Bacchi. E' però l'Arezzo a rendersi pericoloso, questa volta con Chianese, ma ancora una volta la palla termina di molto a lato. Al 28' grande chanche di portarsi in vantaggio per i padroni di casa. La difesa granata libera l'area da un corner di Diogo, la sfera è raccolta da Caracciolo, che vede l'ottimo inserimento di Taccola, il quale si rende protagonista di una bella girata, ma Paoletti risponde alla grande. Cari corre ai ripari con Djuric in luogo di Togni; Capuano inserisce un'altra punta, Lasagna, al posto di Esposito. Al 32' punizione di Diogo dai 25 metri con la palla che sibila alla sinistra della porta difesa da Paoletti. 5' più tardi, Diogo batte un corner corto, Imparato mette una palla bassa in area, Lasagna tocca quasi involontariamente, ma la palla sfiora soltanto il montante. Capuano getta nella mischia anche il giovane Cucciniello per Caracciolo, Cari si difende con Doga e Longoni per Chianese e Vigna. Ma è la Paganese ad avere l'ultima opportunità. Al 44' Bacchi taglia in area e riceve palla da Zarineh: il suo tiro-cross è preda però di Paoletti, oggi migliore in campo dei suoi. Dopo 3' di recupero, il signor Palazzino di Ciampino manda tutti negli spogliatoi.
Dagli spalti piovono applausi per i giocatori azzurrostellati che cercheranno di salvarsi nell'ultimo appuntamento stagionale a Castellammare.
La gara di oggi ha evidenziato ancora una volta le mancanze, o meglio la mancanza, della Paganese. Tantissime occasioni costruite, segno di una buona intesa della squadra, ma anche di qualità tecniche in fase di costruzione di alcuni calciatori. Purtroppo manca chi ha capacità finalizzative, chi la mette dentro. Con un attaccante opportunista, la Paganese di questi tempi sarebbe già salva da un pezzo.
Danilo Sorrentino da paganese.net