
Ernesto Curcione Salerno - Davide Carcuro tornerà a sudare da domani sul prato del "Dirceu" di Eboli dopo due giorni trascorsi a Treviso in compagnia della famiglia e della sua fidanzata Alessandra. Nel frattempo avrà raccontato a tutti il suo primo gol con la Salernitana perché nessuno della famiglia era sulle gradinate del "Druso": «Forse non se lo aspettavano. Di gol ne faccio talmente pochi...». Prova a schernirsi così il ventitreenne centrocampista veneto. Pochi gol (solo due in carriera) ma tutti importanti come quello che segnò il 31 maggio del 2009 nella semifinale play off tra Crotone ed Arezzo. Carcuro entrò al posto di Aurelio e realizzò ad Arezzo il 2-1 per il Crotone consegnando, di fatto, la serie B ai calabresi di Moriero, ottenuta poi nella finale con il Benevento. Carcuro, domenica, ha regalato alla Salernitana la vittoria che mancava da ben sei mesi e mezzo. Carcuro, segnare il primo gol con la Salernitana è stato emozionate come quello fatto all'Arezzo? «Segnare è sempre emozionante. Sono stati due momenti diversi. Aspettavo questo gol perché l'anno scorso ho avuto poco spazio e perchè ho avuto la fortuna di giocare in un ruolo che mi ha permesso di trovarmi al posto giusto nel momento giusto. Non sono un trequartista ma avendo giocato più avanti mi ha permesso di inserirmi bene sulla torre di Fava». Dopo una squalifica e una mancata convocazione è il giusto premio per la sua perseveranza. «Ho avuto problemi alla schiena ad inizio stagione ed il mister ha fatto bene a non convocarmi. Non è stata una scelta per motivi tecnici. Ora sto bene e spero di dare il mio contributo». La sua posizione in campo è frutto di un sistema di gioco provato in allenamento? «Si. Conto il Matera in amichevole ho giocato nella stessa posizione e ho fatto gol. Mi piace inserirmi negli spazi e cercare la via del gol. Voglio essere propositivo nella manovra». Ora con il ritorno di Szatmari dovrà lottare per riprendersi il posto. «Non pensiamo a queste cose. Lascio al mister le sue decisioni ma è chiaro che ogni calciatore desideri giocare sempre e lavorerò per conquistare la fiducia della squadra e del tecnico. Anche come squadra stiamo conquistando partita dopo partita la condizione migliore. Siamo partiti in ritardo ed è normale non essere al cento per cento subito. Ogni giornata che passa ci sentiamo meglio». A chi dedica il primo gol in granata? «Alle persone che mi vogliono bene. Alla mia famiglia e ai nostri due magazzinieri». Lei era uno che in estate ha sofferto dei cosiddetti "mal di pancia" dopo la sciagurata annata dello scorso anno. Ha mai pensato di andar via? «Siamo tutti professionisti ed è chiaro che le voci di mercato le sentiamo anche noi ma quando andiamo in campo diamo il massimo. Non nascondo che ho letto i giornali e quando si fa il tuo nome ti guardi intorno e vuoi sapere come stanno le cose. Ora il mercato è finito per fortuna». Lunedì il derby con la Paganese. «Sarà duro proprio perché è un derby. Loro sono in forma ma se giochiamo come sappiamo non ci saranno problemi. Dobbiamo essere convinti e compatti con la consapevolezza di essere, forse la squadra più forte del girone». Sentite più fiducia anche da parte dell'ambiente? «Si. I tifosi stanno dando una mano e manifestano la loro vicinanza. La fiducia va alimentata con i risultati che speriamo di conquistare da qui alla fine del campionato».
Il Mattino