Non scrivo da Natale e la mia colpevole assenza è stata determinata dalla totale mancanza di nuovi eventi che portassero ad una disamina o ad un commento personale sulle vicissitudini del campionato azzurro stellato. Domenica scorsa l'evento c'è stato: la vittoria. Una amica dimenticata divenuto amore a causa dell'approssimarsi di San Valentino e che come tutti gli amori appena nati, si spera, destinato a rinnovarsi ogni giorno (partita). La conseguenza più importante è stato il recupero sulle altre concorrenti di bassa classifica che non sembrano più dei miraggi lontani, ma reali oasi raggiungibili per ritrovare l'adrenalina degli spareggi. Pontificare sulla vittoria in se, serve a molto perché nata nella giornata in cui la Paganese si è espressa meno bene rispetto alle gare con Salernitana ed Alessandria, ma proprio per questo costituisce il viatico per infondere nei calciatori la consapevolezza di essere tutt'altro che gli ultimi. La gara con il Ravenna costituisce un banco di prova probante per una continuità di risultati che metterebbe il sale sulla coda alle squadre che precedono. La Speranza, rinata con una vittoria difficile e sofferta, è riposta nella forza del gruppo che si sta cementando e che altrimenti sarebbe stato a lottare per ben altri obiettivi. Ora le tante domande che aleggiano senza risposta tra la tifoseria pretenderebbero una risposta. I tanti perché su una campagna acquisti deficitaria ad agosto e quasi da pretendente ad un posto al sole a gennaio pretenderebbero una spiegazione, ma queste le chiederemo quando avremo raggiunto la certezza del risultato di questa stagione. Le nostre sofferenze sono acuite dalle gioie altrui, direi purtroppo, ma è l'essenza del calcio e poi del diman non v'è certezza, chissà che raggiunto il nostro auspicato traguardo non si riesca a vedere in grande anche qui da noi. C'è grande crisi è vero, ma i sogni non costano nulla.
Carlo Avallone per paganese.it