Vincere a Cremona sabato non è un'utopia. E' certamente un'impresa difficile, ma non impossibile. I grigiorossi hanno già cambiato due allenatori, ora in panchina c'è l'ex difensore grigiorosso Mario Montorfano. La Cremonese vista a Pagani però non è una squadra in crisi. Ha creato molto, ha giocato bene anche in 10 e se non avesse subìto quel rigore nel primo tempo (che c'era), avrebbe potuto portare a casa anche dei punti.
Dal canto nostro il Monza deve andare a Cremona per fare la "partita della vita". Cudini e compagni devono ripetere le ultime prestazioni: compatti e ordinati, ma con qualche spunto in più là davanti. Se Iacopino, come pare, non dovesse recuperare, Gianfranco Motta deve trovare un paio di uomini che possano dare gli spunti giusti in contropiede e qualche pallone in più giocabile a Ferrario. Farebbero al caso nostro Ricci e il rientrante Chemali, uno dei pochi in questa squadra che può cambiare la partita in qualunque momento. E' un ragazzo da non sottovalutare. Le condizioni fisiche non sono ancora ottimali, ma il giovane franco-algerino nella ripresa potrebbe dare un valido contributo.
Fondamentale infine il ritorno al gol di Ferrario: non segna da due mesi (ultima rete il 20 febbraio in Monza-Salernitana) e magari il primo centro in campionato di chi sa segnare anche da lontano: Gambadori, per esempio, è uno che ha un tiro potentissimo dalla distanza. E'ora di festeggiare la prima gioia in biancorosso, magari in una partita che può davvero cambiare la stagione...
Redazione Monza News
