10.7.11

Paganese choc: Grandi e i romani non pagano. La Paganese torna a Trapani.

Francesco Pepe PAGANI. L'estate dei tifosi della Paganese diventa sempre più rovente per le note vicende societarie del club. A gettare benzina sul fuoco le indiscrezioni circolate nelle ultime ore in città di un possibile e clamoroso dietrofront della cordata romana rappresentata dal finanziere Franco Grandi. La situazione relativa al passaggio delle quote azionarie da Raffaele Trapani al gruppo capitolino sembra essere molto intricata. Le complicazioni sono sorte alla vigilia della settimana che avrebbe sancito la fine dell'era Trapani e l'avvento ufficiale del nuova compagine dirigenziale. L'incontro decisivo tra le parti davanti al notaio, aspetto che sembrava essere una pura formalità, rischia così di rimanere un appuntamento segnato in rosso sull'agenda e successivamente annullato. Il gruppo romano, i cui componenti sono sempre rimasti nell'ombra delegando ogni presentazione al responsabile finanziario Grandi, pare non aver ottemperato concretamente all'accordo verbale raggiunto mercoledì pomeriggio con Trapani e soci. Il nodo cruciale della vicenda è riconducibile ad un problema di natura economica. Dopo la stretta di mano di mercoledì presso la sede di via Albanese e la successiva conferenza stampa per ufficializzare il raggiungimento dell'intesa, i contatti tra i potenziali acquirenti e Trapani si sono in pratica interrotti. Una mossa che ha spiazzato anche il consigliere provinciale Massimo D'Onofrio, mediatore tra le parti e fautore dell'intera trattativa attualmente in stand by ma forse definitivamente naufragata. Comprensibile l'imbarazzo dei soggetti coinvolti nell'intera faccenda che aveva segnato la fine di otto anni di gestione ininterrotta della vecchia (ma forse ancora attuale) dirigenza. Il patron Trapani ha atteso invano fino a venerdì la sostituzione della fideiussione necessaria per l'iscrizione, una somma pari a 300mila euro interamente versata dall'amministratore unico azzurro e dai suoi compagni di cordata. Nessun segnale telefonico da Roma. In pratica tutto è rimasto fermo alla stretta di mano ed alle prime dichiarazioni ufficiali degli ipotetici compratori. Il cammino dunque verso il cambio al vertice in casa Paganese si arricchisce così di un nuovo capitolo quando tutto lasciava presagire un esito positivo delle trattative. Difficile capire ora come si evolverà la situazione e quali strategie adottare per ripartire anche dal punto di vista tecnico. Il massimo dirigente della Paganese sembra disposto ad attendere ancora un paio di giorni e poi attuerà un piano di riserva che renderà noto nel corso di una conferenza stampa. Un incontro, inizialmente fissato per i saluti di rito, e che invece sarà utile per comprendere le strategie tecniche da adottare e gli scenari societari che possono profilarsi all'indomani dell'ennesimo colpo di scena. Nei piani del club non ci sarà spazio per Marcello Pitino, il direttore sportivo individuato dalla cordata romana per rilanciare la Paganese e presentato alla stampa immediatamente dopo aver trovato l'accordo esclusivamente verbale. Vano il lavoro effettuato dall'operatore di mercato di Modica che era volato a Milano per cominciare a pianificare i primi movimenti che sarebbero stati ufficializzati dopo il nero su bianco della trattativa. Erano circolati anche i primi nomi dei candidati alla panchina della Paganese romana. Invece bisogna rifare tutto daccapo. Ritrovare la rotta giusta è l'obiettivo primario della società azzurra che non può perdere ulteriore tempo per dare risposte alla tifoseria e programmare la prossima stagione.

Il Mattino