Silenzi, spifferi, indiscrezioni, dubbi, smentite e conferme. Questo è ruotato intorno alla cessione della Paganese, nell’ultimo fine settimana. Partendo da ciò, s’intuisce come la vicenda è a dir poco ingarbugliata. A oggi la trattativa non è saltata, in quanto né dalla sponda romana, né da quella paganese è giunta comunicazione ufficiale d’interruzione, anche perché, paradossalmente nelle ultime ore contatti, non ve ne sono stati tra le parti. Queste, è bene ricordalo, si erano date appuntamento, dopo l’accordo verbale, al termine della conferenza stampa della scorsa settimana, tra domani, al massimo mercoledì, per mettere nero su bianco. Però qualche perplessitá e qualche riserva su uno dei cinque soci della cordata è trapelata, innescando l’effetto domino che potrebbe sgretolare il castello. La sensazione è che a questo punto si possa innescare dall’altra parte un risentimento in merito a queste voci e mollare tutto. Il raffreddamento c’è stato, ed era inevitabile, come la consapevolezza che tutto se si vuole veramente possa ritornare nei ranghi.
Questo continua a ruotare intorno alla cessione della Paganese, cose dette e non dette, che solo le due parti e con la diplomazia di D’Onofrio possono risolversi, oltre a essere corredate non solo dagli impegni verbali, ma anche dai fatti. E’ innegabile che la trattativa viva ora decisive per la buona o cattiva riuscita e sembri, appesa a un filo sottile, che può spezzarsi da un momento all’altro a Trapani non arriveranno le garanzie richieste, o può ricomporsi se tutti i tasselli s’incastrano al posto giusto. E’ ovvio che, con i giorni che trascorrano inesorabili, e con la data del ritiro giá slittata dal 20 al 25 luglio, il presidente Raffaele Trapani, parallelamente stia abbozzando il piano-paracadute, per non farsi trovare spiazzato. In tale contesto avanza l’ipotesi del direttore generale Cocchino D’Eboli pronto a ritornare al capezzale azzurro portando in dote capitali, vedi l’avvocato Marchesano, e tanta voglia di riscatto.
La Città di Salerno - Peppe Nocera