A due mesi di distanza dalla retrocessione in seconda divisione, che significava abbandono di Trapani dalla guida societaria, il massimo esponente azzurro stellato si è ritrovato di nuovo con le mani bruciate. Il cerino è passato prima tra le mani di Paolo Di Stanislao, broker laziale che entrò sulla scena della Paganese nel mese di giugno, e che dopo vari abboccamenti con il patron azzurro fu costretto a rinunciare all’operazione, per mancanza di garanzie economiche all’atto conclusivo. Eppure Di Stanislao aveva giá annunciato a mezzo stampa proclami faraonici con tanto di nomina in pectore del futuro direttore sportivo Gigi Pavarese, poi tutto si sciolse come neve al sole. Dopo l’ex presidente del Lanciano è stata la volta di altri imprenditori romani, giunti al capezzale della societá dopo i ripetuti appelli lanciati da Trapani e raccolti dalle istituzioni locali, nelle vesti del consigliere provinciale Massimo D’Onofrio. Quest’ultimo, dopo aver agganciato l’anno scorso contatti con il gruppo Cofimar, divenuto sponsor della passata stagione, anche in questo momento delicato s’è prodigato per trovare forze fresche economiche come supporto all’attuale proprietá. Ancora una volta il politico paganese s’è interessato alla causa azzurro stellata.
Dopo vari incontri, due nella capitale e uno a Pagani il gruppo di costruttori capitolini, rappresentati da Franco Grandi, andava ben oltre il semplice contributo proponendo addirittura un acquisizione della societá, ratificata verbalmente nella conferenza stampa di una settimana fa con tanto di presentazione del nuovo ds Pitino. Anche in questo caso il colpo di scena, con il cerino che ripassa di nuovo nelle mani più ignifughe di tutti, ovvero di Trapani che rispetto ai potenziali acquirenti romani degli ultimi due mesi, parla a cose fatte come ha dimostrato negli 8 anni della sua gestione. Il gruppo di costruttori romani dopo la lunga riunione con il presidente, ha assicurato tra una settimana l’ufficializzazione di una cospicua sponsorizzazione, non riuscendo ad ottemperare all’acquisto in toto della societá con tanto di cambio della fidejussione in lega. Da ieri è scattato il piano alternativo con una lunga riunione tra i soci e Trapani, con la partecipazione anche dell’ex direttore sportivo Cocchino D’Eboli, pronto a offrire non solo la sua voglia di ritornare a Pagani, mai sopita, in questi due anni di assenza ma anche nuove risorse economiche.
La Città di Salerno - Peppe Nocera
