Mister Amura, dopo la positiva esperienza vissuta con la formazione Primavera del Catania, si è presentata per lei l'opportunità di misurarsi con una realtà ben diversa; quali sono le principali analogie e differenze che ha riscontrato nel passaggio da un settore giovanile ad un torneo professionistico?
" La principale analogia è che anche a Milazzo mi ritrovo a guidare un gruppo di calciatori dall'età media estremamente bassa, quindi da questo punto di vista è cambiato ben poco. Ciò che invece è diverso, è sicuramente la difficoltà del campionato e la forza delle squadre che andremo ad affrontare, come ad esempio la stessa Paganese ".
Dopo l'amaro epilogo della scorsa annata, conclusa con l'eliminazione in semifinale play-off ad opera dell'Avellino, riparte una nuova stagione che vedrà il Milazzo competere per quale obiettivo?
" Gli obiettivi che ci siamo prefissati alla vigilia di questo torneo sono due. Bisogna cercare di raggiungere la salvezza il più presto possibile e contemporaneamente valorizzare i tanti giovani che abbiamo in organico. Solo così sarà possibile continuare il progetto tracciato dalla società negli anni scorsi e che ha portato tanti giovani del Milazzo in squadre di categorie superiori, come ad esempio Suarino e Maccarone, già approdati in cadetteria ".
L'esordio in campionato non è stato dei migliori per voi; brucia ancora, infatti, l'immeritata sconfitta rimediata domenica scorsa a Chieti...
" Non c'è dubbio che la sconfitta di Chieti è arrivata in modo beffardo ed immeritato. Dal conto nostro però, abbiamo subito voltato pagina. L'unico nostro pensiero ora è rivolto alla difficile sfida di domenica prossima contro la Paganese, in una gara in cui teniamo a fare bella figura, magari sfruttando anche il fattore campo ed in tal senso devo dire che ho visto in settimana i ragazzi molto concentrati e motivati ".
Proprio in ottica Paganese, quale sarà la principale raccomandazione che farà ai sui ragazzi un attimo prima di scendere in campo?
" Secondo me sono due le cose da fare in questa partita. Non perdere mai l'equilibrio di squadra, il che è un fattore fondamentale, provando poi a fare meno errori possibili, perché sappiamo che dall'altro lato ci sono calciatori come Orlando, Fava e Scarpa che alla minima disattenzione ci possono punire ".
Alfonso Belsito per paganese.it
