24.8.14

Il predicatore nel deserto.

È calcio d’agosto, è vero, ma fino a un certo punto. Il calcio di questi tempi spesso è ingannevole perché le squadre sono ancora in rodaggio e quasi sempre sono ancora incomplete nell’organico. Ma dopo aver visto Barletta-Paganese su Sportube, il canale telematico della Legapro che trasmette in diretta le gare di tutte le squadre di terza serie, devo dire che oggi si è già cominciato a fare sul serio e la partita ha avuto tutti i crismi di una gara di campionato inoltrato.

Risultato a parte, devo dire che ho ricavato complessivamente una buona impressione dalla gara degli azzurro-stellati. È chiaro che il risultato deve sempre essere tenuto presente, perché il calcio è fatto soprattutto di risultati positivi, ma ad onor del vero – considerando che in fine dei conti alla squadra, così come è adesso, qualcosa deve essere ancora aggiunto in termini qualitativi – continuo a trarre auspici positivi in vista dell’imminente inizio di campionato. Ed è la seconda impressione positiva ricavata dopo Paganese-Savoia di una settimana fa.

Dico subito, con tutto il rispetto per la squadra di Torre Annunziata, che il Barletta è apparsa una signora squadra, forte e compatta in tutti i reparti, di certo almeno di una spanna più dotata tecnicamente della squadra oplontina. Questo per stabilire subito un distinguo qualitativo tra la gara del “Marcello Torre” e quella di oggi.

L’ingresso di Bocchetti sulla linea difensiva ha dato subito maggiore solidità al reparto arretrato che già nella gara precedente era sembrato ben ferrato. In campo si è vista una squadra bene organizzata con un trio centrale composto da Tartaglia, Moracci e Bocchetti che hanno saputo ben frenare le velleità offensive della squadra pugliese. Bene Vinci sulla destra, sia quando ha dovuto dare il suo contributo alla difesa, sia quando autorevolmente si è spinto in avanti. A fase alterne, invece, il rendimento di Djibo che sulla sinistra – schierato simbolicamente con la maglia di centravanti – ha avuto momenti di poca lucidità in fase offensiva. A centrocampo il più continuo e concreto è apparso Gai, elemento dai piedi buoni ed in possesso di una chiara visione di gioco. È Calamai, a dire il vero, che è sembrato sotto tono, così come è apparso sotto tono Deli che ha avuto pochi spunti degni di nota. Da Deli, elemento di grande spessore tecnico, ci aspettiamo sempre di più, è vero, ma oggi il giovane talento è sembrato spesso avulso dal gioco propositivo che lo ha sempre visto protagonista. È proprio dalla trequarti in su che qualcosa non è andato nel verso sperato nonostante nei primi trenta minuti di gioco sia stata proprio la Paganese a giocare il calcio migliore. Dopo aver subìto il gol su rigore qualcosa però si è inceppato nel gioco propositivo della squadra di Cuoghi. Caccavallo, l’uomo che riesce sempre a fare la differenza in virtù di una classe cristallina, ci ha messo sempre del suo con giocate di alta classe ma non è stato coadiuvato a dovere dai compagni che di volta in volta lo affiancavano nell’azione offensiva. Caccavallo anche stavolta è sembrato calciatore di categoria superiore, quasi un predicatore nel deserto con quelle sue invenzioni, con le sue giocate di fino mai raccolte dai suoi compagni.

Dico la verità: dopo la prima mezzora di gioco, durante i quali la Paganese era sembrata sicura dei suoi mezzi, ero convinto che un risultato positivo poteva essere alla portata della squadra. Ma nel calcio non c’è mai niente di certo e i palloni bisogna saperli mettere dentro quando arrivano le occasioni per farlo; perché poi in campo ci sono anche gli avversari.

Termina la Coppa Italia per la Paganese, ma nessuno ne fa un dramma con il campionato alle porte. Venerdì prossimo però si fa sul serio e in palio ci saranno i tre punti.

So che la società è da tempo sulle tracce di un importante attaccante. Nell’ottica di potenziamento – ora che la difesa sembra far dormire sonni tranquilli – farei un pensierino, oltre che nei riguardi dell’attaccante che ci vuole come il pane, per un calciatore di mestiere a centrocampo, senza per questo voler bocciare qualcuno, perché è in quel reparto che qualcosa deve essere aggiunto.

Mi auguro, infine, che qualcuno dei tanti nomi di attaccanti sbandierati possa essere ingaggiato in settimana per dare una spalla adeguata a Caccavallo. Ma ad onor del vero posso dire che il giovane Bussi non ha demeritato; deve solo crescere e migliorare come tutti i ragazzi promettenti. In compagnia di Caccavallo e di un navigato attaccante, Bussi sarà una pedina pronta da schierare nel corso di un lungo ed estenuante campionato. Prosit.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Foto da sportube.tv

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