18.4.15

Quando si fa gol nella propria porta.

Di Nino Ruggiero

Per assurdo, mi pare di poter dire che la Paganese segna più facilmente i gol nella propria porta anziché in quella degli avversari. Oggi un’altra “perla”: l’ennesima, contro un’Aversa Normanna viva e vegeta che – per quello che si è visto al “Marcello Torre” - si è già calata pienamente nel clima agonistico degli inevitabili play-out cui sarà chiamata a partecipare.

Brutta partita, brutto risultato, brutta serata per quei cinque-seicento temerari che – nonostante delusioni a raffiche - rimangono stoicamente al loro posto, in curva, nel settore distinti ed in tribuna.

Dieci minuti iniziali che promettono, ma non mantengono. Due-tre interventi determinanti del portiere napoletano, qualche batticuore, un quasi gol.

L’inizio è buono, ma solo l’inizio. Poi calano le tenebre, non solo metaforicamente, ed i riflettori possono fare ben poco; la luce non c’è, soprattutto nella zona nevralgica del gioco e la squadra si sbriciola, lentamente ma si sbriciola.

I discorsi di ordine tecnico, capirete, è inutile farne a quando mancano oramai solo tre giornate alla fine. Resta il fatto che la Paganese – senza voler fare improbabili classifiche di rendimento – non solo ha giocato una bruttissima partita, ma non è riuscita nemmeno a prendere un misero punticino, traguardo di minima per una salvezza che - nonostante tutto - resta a portata di mano.

 

Appuntamento nella giornata di lunedì per un approfondimento con la rubrica "Così è, anche se non vi pare” su http://paganesegraffiti.wordpress.com/

 

Nella foto, il portiere Lagomarsini rilancia dopo aver neutralizzato un tiro di Calamai nei primi minuti di gioco.



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