12.9.16

La partita del tifoso: cosa avremmo fatto se il TAR non ci avesse dato ragione?

Parte oggi una nuova rubrica di PaganeseMania, "La partita del tifoso". A curarla sarà Alberto Maria Cesarano, un tifoso azzurrostellato che ogni martedì esporrà il punto di vista suo e dei suoi compagni di viaggio dello stadio Marcello Torre sulle vicende della Paganese. Tutta la redazione di PaganeseMania accoglie Alberto con grande affetto e lo ringrazia per essersi messo in gioco insieme a noi. 

È iniziato tutto per gioco, quasi come una provocazione. Eravamo in pochi, quel caldo pomeriggio di metà agosto, assiepati sui distinti del “Marcello Torre” ad assistere al primo allenamento della nuova Paganese 2016/2017 (squadra che poi sarebbe stata completata e rivoluzionata dal mercato), quando tra gli altri, scorgevo lo staff al gran completo di Paganese Mania. Per gioco, dunque, propongo loro di dare un piccolo contributo al sito d’informazione. In un primo momento, sembrava che stessimo tutti scherzando ed invece…
È chiaro che il mio intervento non ha pretese di informare, spiegare e chiarire alcunché di ciò che ruota attorno alla Paganese. Io sono un tifoso e resto tale; pertanto posso solo riportare il mio punto di vista e quello degli altri tifosi che mi accompagnano, durante la settimana successiva e precedente al momento cruciale, quasi mistico, che è la “partita di pallone”. La partita dunque.
La settimana è scivolata via tra le recriminazioni per lo scippo di Matera, l’ansia di leggere delle ufficializzazioni dei giocatori i cui nomi erano oramai sulla bocca di tutti da settimane, la curiosità di vedere all’opera i nuovi acquisti e la solita tensione che sale, nell’immediata vigilia di ogni gara che si disputa in casa. Credo che il pensiero di tutti noi sia corso più volte a quella mattina del 31 agosto, quando è finalmente stata scongiurata una inesorabile ed ingiusta beffa, che avrebbe comportato la scomparsa della Paganese Calcio.
Diciamocelo: chi di noi non ha pensato, domenica, recandosi allo stadio: “E cosa avrei fatto, a quest’ora, se il TAR non ci avesse dato ragione, riammettendoci in Lega Pro?” Vabbè, magari qualcuno di noi avrebbe riposato, restandosene a casa, qualcun altro avrebbe lavorato, qualcun altro ancora avrebbe portato la famiglia a fare una passeggiata fuori o portato la rispettiva fidanzata/moglie a mangiare una pizza, così da assicurarsi almeno qualche ora di tregua armata. Evento raro nelle case dei tifosi, dove, nei fine settimana, la parola più gentile che ci sentiamo dire è: “Sempre a vedere partite? Ma come fai tu a trovare una partita da vedere, ad ogni ora del giorno e della notte?!”. Il nostro problema è che c’è sempre un fidanzato/marito dell’amica della nostra donna che, poveraccio, del calcio non può fregarsene di meno e porta la sua donna a fare shopping o passeggiate romantiche e ci mette nei guai con la nostra di donna! Sì, perché la fidanzata/moglie del tifoso è un essere particolare che ha accumulato, negli anni, uno straordinario talento nel farci sentire in colpa per tutto il tempo che sottraiamo a loro e che dedichiamo all’altro nostro amore (altro…che illuse!!!).
Ma noi di sentirci in colpa per una scappatella con la nostra amata stella non ci pensiamo proprio. Il tifoso è un buon incassatore, subisce, viene maltrattato magari ma ha solo un’idea fissa in testa: scappare allo stadio. E così è stato ieri, per tanti di noi.
Arrivato allo stadio mi sono subito reso conto che si sarebbe messa male, da un punto di vista meteorologico. Per fortuna, tra quelli che “che ci posso fare, si sono presi l’ombrello all’entrata”e quelli che “ma come è possibile, era una bellissima serata, fino a cinque minuti fa” (Mah!) e quelli che “chi se ne frega, io vedo la partita anche sotto la neve!!” (sì, sì, vabbè…) e quelli più furbi, previdenti e quelli che hanno sostituito con internet il potente mezzo che, da quando esiste l’essere umano è sempre stato in dotazione del genere maschile, riusciamo a racimolare la miseria di due ombrellini che dividiamo, cameratescamente, tra ben otto di noi.
Finalmente la partita. Ma questa l’avete vista tutti e purtroppo sappiamo tutti come è andata a finire. Infine, il mesto ritorno a casa, col classico capo chino, tipico del tifoso sconfitto, malgrado in tutti noi ci sia la consapevolezza di avere visto tanto impegno in tutti ed un potenziale importante nella squadra, a cui bisogna dare solo un po’ di tempo e fiducia. E come al solito, le tipiche divergenze di opinione, tra chi dice “non abbiamo niente!”, chi sostiene che“abbiamo perso un altro punto” e chi “cosa pretendi? È una squadra ancora non amalgamata e fuori forma. Quando saremo pronti, avremo uno squadrone”. Ci rifaremo presto, ne siamo tutti convinti. Per fortuna mercoledì c’è subito un’altra partita ed il tifoso non può soffermarsi a rimuginare più di tanto su quello che è stato. La bellezza del calcio è anche questa: hai sempre la possibilità di azzerare tutto, riprendere a fantasticare, perché la gioia per una vittoria è sempre dietro l’angolo.

Alberto Maria Cesarano
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