25.10.16

La carica di Iunco.


Nella foto, tratta da “Paganesemania”, l’attaccante Antimo Iunco

Di Nino Ruggiero

Una nota positiva è emersa prepotentemente nel corso della sfortunata esibizione interna con la Juve Stabia. Essa è costituita dal completo, celere e quasi miracoloso ritorno in campo di Antimo Iunco che – non me ne vogliano i pur bravi altri componenti della squadra azzurro-stellata – è l’elemento più carismatico dell’attuale rosa a disposizione di Gianluca Grassadonia.

Pochi minuti per il calciatore, ma minuti finali intensi; il suo inserimento, diciamo a sorpresa perché nessuno si aspettava che potesse essere già pronto, ha portato scompiglio fra le fila degli stabiesi. Da oggi Grassadonia potrà disporre di una pedina fondamentale per il suo gioco e soprattutto potrà avere più varianti tattiche per il futuro.

Dico la verità: domenica non mi aspettavo una Paganese fin dai primi minuti di gioco tanto timorosa e castigata tatticamente sulla difensiva. È vero che il gol incassato dopo soli tre minuti è stato come una doccia gelata per la squadra, ma è altrettanto vero che la Juve Stabia è stata facilitata nel suo incedere supponente e presuntuoso, da prima della classe, da una Paganese timorosa, psicologicamente giù, attestata, tra l’altro, anche su posizioni esageratamente difensive. Una mossa inopportuna per gli azzurro-stellati che proprio in difesa accusavano tre importanti assenze: Marruocco, Alcibiade e Dicuonzo.

Con tutto il rispetto possibile per i loro sostituti, è chiaro che tre giovani, praticamente al loro debutto, non avrebbero potuto garantire la stessa ermeticità difensiva di cui la squadra va fiera. Ecco perché, probabilmente, la Paganese avrebbe potuto giocare meglio le sue carte, presentandosi con maggiore convinzione offensiva senza dare l’impressione di temere oltre il dovuto i forti avversari. Ma siamo, ovviamente, nei discorsi del dopo, quelli che sappiamo fare un po’ tutti a partita conclusa.
È certo, però, che – a di là dei soliti numeri di schieramento da lavagna – il povero Reginaldo, per buona parte del primo tempo, si è trovato da solo a reggere le sorti del proprio attacco. Alla Paganese, in quei frangenti, è mancato il solito gioco di proposizione sulle due fasce. Qualcosa si è visto sulla fascia sinistra grazie agli inserimenti di Della Corte, in netta ripresa dopo un periodo di appannamento. Cicerelli ha dato il suo solito contributo di qualità e di sostanza, partendo però da lontano; motivo per cui spesso e volentieri è arrivato in area con poca lucidità.

Credo che Grassadonia avesse chiesto a Deli di fare da spalla a Reginaldo; ma si sa: una cosa è la teoria, un’altra la pratica. Alla Paganese di domenica scorsa, quella del primo tempo, è mancata completamente la spinta sulla fascia destra di attacco e da quelle parti la Juve Stabia ha dormito sonni tranquilli, visto che Picone aveva il suo da fare per cercare di mettere la museruola a uno scatenato Sandomenico, attaccante molte volte in procinto di vestire l’azzurro-stellato.

Mi viene da dire che la Juve Stabia ha costruito il suo successo – arbitraggio scandaloso a parte – sulle due fasce laterali laddove Marotta e, soprattutto, Sandomenico hanno potuto scorazzare così come facevano le ali di una volta. Guarda caso, la Juve Stabia ha vinto il confronto proprio utilizzando quel gioco sulle fasce laterali che era una delle prerogative della migliore Paganese.
Lo sguardo, però, è giusto che sia rivolto al prossimo futuro, sempre tenendo conto delle disfunzioni emerse nel corso delle ultime esibizioni.

Intanto va detto che il giovane portiere Chiriac è sembrato pronto e attento: di certo i due gol subìti con la Juve Stabia non condannano la sua promettente esibizione. A Catania, Grassadonia disporrà dei suoi uomini migliori e potrà anche pensare a un utilizzo fin dall’inizio di Iunco per dare un volto più offensivo e pratico alla squadra.

Parliamoci chiaro: Antimo Iunco è un vero e proprio lusso, per la Paganese e per la categoria. Per averlo, Raffaele Trapani ha fatto follie. Il calciatore adesso, dopo l’infortunio subìto a Catanzaro, deve solo riacquistare il ritmo delle partite; su di lui sono appuntati gli sguardi di tutti. Non deluderà, mi sbilancio, perché è un campione e i campioni, oltre a saper dare del “tu” al pallone, sanno dare anche la carica. Proprio quella che è mancata domenica scorsa nel primo tempo.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

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