18.10.16

La partita del tifoso: un errore mortificante, ma chi ha sbagliato l'ha fatto con una pretesa.

Mortificazione!
Finalmente ho trovato l’incipit a questo articolo (con tutto il dovuto rispetto a chi scrivere sul serio articoli). Quanto successo domenica mi ha fortemente mortificato!
Quanto successo domenica…
Ha mortificato una tifoseria intera che sognava di coronare una splendida partita, dominata dalla squadra del cuore.
Ha mortificato gli sforzi dei giocatori che hanno messo cuore, grinta e tecnica, in una partita che li ha visti assoluti protagonisti.
Ha mortificato gli enormi sforzi fatti dalla dirigenza per averla vinta contro l’intero Sistema Calcio italiano;
Ha mortificato la competenza, l’acume tattico e l’abnegazione di un tecnico ed il suo staff, che stanno dimostrando, domenica dopo domenica, di essere di categoria superiore.
Ha mortificato la sapienza e l’intraprendenza degli addetti al mercato, che hanno costruito, in una sola settimana, una squadra fortissima.
Ha mortificato, almeno per il momento, le aspirazioni di alta classifica di una squadra che, ad oggi, la meriterebbe tutta, questa benedetta alta classifica.

Io, da tifoso, come la maggior parte di voi, vivo un rapporto di odio ed amore nei confronti dei calciatori. È l’amore che prova l’amante che a volte si sente tradito, non riconosciuto, ignorato, preferito a qualcun altro ma che tutto sommato, ama, incondizionatamente, la squadra ed i suoi protagonisti. Credetemi, faccio fatica ad accanirmi contro un giocatore che sbaglia, anche se in maniera grossolana ed a volte irreparabile, perché provo sempre ad immedesimarmi in lui, provo a comprendere il suo stato d’animo, certo che il primo a dispiacersi è proprio colui che sbaglia e che poi è costretto a tenersi tutto dentro ed a riprendere a correre, perché tempo per leccarsi le ferite non c’è, non gli è concesso.

Ciò che fa la differenza però è il modo di sbagliare e la reazione all’errore. Chi ha sbagliato domenica mi ha dato l’impressione di avere la pretesa di poter sbagliare, impunemente, senza che questa cosa possa minimamente scalfire la sua posizione privilegiata, quasi da intoccabile, senza che “quel” tipo di errore sia meritevole di una spiegazione, di un perché, magari di una scusa, pubblica possibilmente.
Chi ha sbagliato domenica mi ha dato la sensazione di ritenersi al di sopra di tutto ciò che ho elencato prima: dei tifosi e del loro sognare ad occhi aperti; degli sforzi dei compagni e delle loro legittime aspettative future; della passione della società e degli impegni, economici e non che essa sostiene; del lavoro meticoloso e professionale di un intero staff tecnico. Sono queste cose che rendono quell’errore imperdonabile.
E' forse per questo che l'altra notte, per le vie di Pagani, sono stati segnalati decine di zombie che vagavano per la città. Non c’è stato un solo tifoso (dico uno!) che mi abbia detto, nella giornata di ieri, di essere riuscito a dormire sogni tranquilli, l'altra notte. Per forza, come fai a dormire sereno dopo la mazzata di domenica sera?!

C’è solo una cosa però che deve renderci orgogliosi: abbiamo la consapevolezza di avere una squadra in grado di dettare legge su ogni campo, alla faccia del presunto blasone degli avversari. È un orgoglio avere azzerato decenni di sensazioni di inadeguatezza, nel corso dei quali, al solo pensiero di andarsela a giocare a Messina, Catanzaro,Cosenza, ci tremavano le gambe, già dal martedì prima della gara. La Paganese è nella categoria che le spetta, ci sta bene ed anche comodamente, se la gioca con tutte e mi piace pensare che quando le avversarie l’aspettano, durante la settimana, inizino ad avere loro un senso di inadeguatezza nei suoi confronti!

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania

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