10.11.16

Quattro chiacchiere con Silvano Fiorucci: "Ci sentivamo paganesi dentro".

Ospite della settimana nella nostra rubrica "Quattro chiacchiere con..." è Silvano Fiorucci. 59 anni, nativo di Città di Castello dove attualmente allena, l’ex difensore esterno sinistro è doppio ex di Paganese-Foggia. Ha vestito la casacca azzurrostellata nelle annate dal 1979 al 1982 con Montefusco e Mujesan allenatori (123 presenze e una rete), mentre ha allenato i Satanelli in C nella stagione 2005/2006.

Silvano, domenica al "Torre" si gioca Paganese Foggia, due piazze che tu conosci benissimo, che ricordi hai delle due città?
"Di Foggia ho un ricordo bellissimo nonostante la sola stagione in cui ho allenato. Venivo dalle precedenti esperienze in C di Benevento, Arezzo ed Andria e cimentarmi in una piazza come Foggia per me fu molto importante. Eravamo impelagati nelle zone basse della classifica quando arrivai, ma poi inanellammo 11 risultati utili consecutivi che è stato un po' il record della categoria sino a qualche anno fa. Si creò un feeling con i tifosi che ancora oggi resta e questo per me è importante. Ci rimasi male l’anno dopo quando speravo di essere riconfermato e la società di allora decise di cambiare sia allenatore che diesse. A Pagani, invece, sono stati 4 anni meravigliosi, conditi da una promozione in C1 con Montefusco allenatore e da alcuni campionati bellissimi anche con Mujesan allenatore, vero amico della squadra, un signor tecnico. Mi sento ancora oggi con alcuni ragazzi di quella squadra".

C'era una passione infinita per la Paganese in quegli anni...
"Mi ricordo che quando si arrivava al Comunale, lo stadio ribolliva per la passione della gente e noi si era carichi come le molle. Ho lasciato tanti amici a Pagani. Vivevo in città e avevo il contatto diretto con la gente e questo ci faceva sentire paganesi dentro".

Di aneddoti sicuramente ne avrai tanti da raccontare. Riesci a svelarcene uno per parte?
"Riguardo al Foggia, mi ricordo che dopo la partita con l’Acireale dove pareggiammo per 1-1, la società cercava un allenatore di grido per sostituirmi. Allo stadio, i tifosi invocavano la mia testa e avevamo in programma la partita al San Paolo con il Napoli la domenica successiva. Una gara proibitiva, ma noi andammo lì e giocammo una grande partita: pareggiammo 2-2, in porta con noi c’era un certo Marruocco, lo conosci? Vincenzo è un grande professionista. Lo ricordo con affetto. Io lo chiamavo orso per il suo carattere ma come persona e come professionista ho ottimi ricordi. Invece, di Pagani, l’anno in cui vincemmo il campionato, con il compianto De Risi, a metà torneo, facemmo una scommessa, voluta fortemente da noi. Niente più premi partita ma un premio finale in caso di vittoria del campionato. Eravamo un grande gruppo quell’anno, la società aveva cambiato 15 giocatori ma facemmo spogliatoio e vincemmo il campionato".

Che partita ti attendi domenica?
"Le due squadre sono partite con obiettivi diversi. Il Foggia sono diversi anni che spende fior di quattrini per riagguantare la Serie B e lo scorso anno con De Zerbi l'ha mancata per un soffio. La Paganese ha un buon allenatore ed un buon organico in grado di ben figurare. Posso dire solo una cosa: per il Foggia, a Pagani, non sarà una passeggiata".

Carmine Torino - © Paganesemania

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