4.12.16

La Paganese vista da... Nocera! - Con la sindrome di Peter Pan.

La trasferta di Vibo Valentia ha confermato lo stato di convalescenza in cui vige la Paganese, versione trasferta, presentando ancora le scorie della gara di Fondi. La trasferta laziale ha segnato una ferita nel tessuto della squadra che ancora si deve rimarginare e che emette ancora sangue da quello che si è visto in terra calabrese. La squadra spavalda e padrona del campo vista dall'inizio del torneo, da Matera a Messina da Catanzaro a Cosenza e Catania, anche nelle sconfitte, aveva dato da sempre l'impressione di essere superiore all'avversario. Questa invece no. E' una squadra che come a Fondi è entrata molle in campo poco propensa, nonostante gli appelli diGrassadonia all'intensità, a far capire all'avversario la sua superiorità anzi adeguandosi al suo modo di stare in campo e spesso in balia della sua maggiore intensità. Ritmo blando, sembrava quasi una partita di fine campionato, al cospetto di un avversario inferiore che invece ha pressato e messo anche alle corde l'undici azzurro, senza mai troppi grattacapi, con quel Saraniti che però sgusciava da tutte le parti. Ancora una volta la difesa ha namifestato limiti in attenzione e posizionamento che potevano costare caro, pessima la prestazione di Camilleri che ha rischiato anche un inutile rosso, con una coppia centrale Alcibiade-Camilleri che continua ad essere, per caratteristiche, male assortita. E' stata una Paganese dal braccino corto, o meglio dal piedino corto quello di Reginaldo, che ha fallito tre occasioni. Incredibile quella avuta a venti dalla fine facendo esaltare il portiere di casa Russo anche sulla girata di Herrera che meritava miglior fortuna. Questa squadra ci deve far capire o meglio lo deve capire prima lei cosa vuol fare da grande. Deve avere la convinzione che se nella struttura e negli uomini è superiore a determinati avversari lo deve esprimere invece sembra che anzichè migliorare accusi uno stato di involuzione soprattutto mentale. A Vibo ho notato più una squadra preoccupata di non perdere che determinata a vincere e questo non è il giusto viatico per pensare in grande. Per puntare ai play-off questa squadra deve decidere se cresere, in mentalità, personalità, carattere o restare eterni Peter Pan, con Deli ancora interprete principale, del girone e vivere un campionato anoimo e non voglio pensare alla salvezza altrimenti sarebbe un fallimento. Ora si guarda già al futuro in quanto siamo già all'antivigilia della gara con il Siracusa dell'ex Sottil, squadra rivitalizzata nell'ultimo mese, a suon di vittorie, dopo un avvio disastroso che ha permesso il sorpasso proprio ai nostri danni. Martedì oltre al controsorpasso sui siciliani mi attendo di vedere una Paganese che si scrolli dalle spalle questa tensione e preoccupazione che s'annida nella mente di una squadra che ha le potenzialità per farlo ma che sino ad ora non le ha espresse in pieno.

Peppe Nocera - © Paganesemania

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