6.2.17

La partita del tifoso - Siamo Dr.Jekyll o Mr.Hide?

Ci risiamo. Siamo di nuovo a leccarci le ferite per l’ennesima sconfitta patita, in questa stagione che inizia a farsi tremendamente difficile. E di nuovo in casa nostra. Di nuovo il Torre che diventa terra di conquista per gli avversari. Quanto sono lontani i tempi in cui il nostro terreno di gioco era una sorta di avamposto inespugnabile. Se vi ricordate bene, anche in anni in cui avevamo squadre non proprio esaltanti, fare punti in casa nostra rappresentava una vera impresa, per gli avversari. Figurarsi venire a vincere. È pur vero che il calcio, negli anni, è cambiato ma resta valido il teorema secondo cui una squadra di calcio, le fortune, deve costruirsele in casa propria.

Sabato è andata in scena la cosiddetta “partita dai due volti”, una trasposizione, in salsa pallonara, del celebre romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e mr. Hyde”.
Il dottor Jekyll: una squadra bella, a tratti spettacolare; determinata; veloce; convinta dei propri mezzi e cattiva al punto giusto. Il loro gol del vantaggio è apparso ai più un fatto isolato, rimediabile e che non ha per nulla scalfito le convinzioni della squadra. Il pareggio, poi, è stato il coronamento di un’azione bellissima, di altra categoria. Tant’è che qualcuno di noi, in tribuna, ha anche provato a spiegare al loro allenatore come si dovesse giocare a calcio.
Mr. Hyde: una squadra brutta, a tratti pessima; ammosciata; lenta e in balia degli avversari. Il loro secondo e (ahimè) decisivo vantaggio è stato il risultato scontato di una semplice equazione algebrica. Il tutto, condito da un diffuso nervosismo in campo (e sugli spalti). In particolare al secondo tempo, i nostri calciatori, evidentemente frustrati dalla loro stessa incapacità di affermarsi, sul piano del gioco, hanno cominciato a prendersela con gli avversari, randellandoli in ogni punto del terreno di gioco.

In tal senso, mi sembra giusto fare un particolare encomio a Firenze. Questo ragazzo ci ha messo tutto se stesso per farsi ammonire. Secondo me, è stato graziato dall’arbitro, per ben due volte, in soli 15 minuti di gioco. Poi, nel secondo tempo, la giusta ricompensa: è arrivato il tanto sospirato cartellino giallo. E non contento, ha provato a strafare, cercando il rosso con insistenza. Nonostante gli sforzi però, non è stato accontentato dall’ottimo giudice di gara di ieri. Ben altra fortuna è toccata ad Alcibiade (un maestro, in fatto di cartellini rossi). Al barbuto difensore è bastato… non fare assolutamente nulla per meritarsi l’espulsione! Ecco, quando si dice avere giocatori esperti in squadra!

Adesso la paura comincia davvero a insinuarsi in tutti noi. La classifica si accorcia e cominciamo a temere che la lotta per evitare i playout possa davvero riguardarci da vicino. La partita di ieri, in tal senso, è spiazzante: la squadra del primo tempo può giocarsela tranquillamente, non è inferiore alle squadre che le sono sotto, in classifica e soprattutto, riuscirebbe a raggiungere la salvezza. La squadra del secondo tempo, invece, è sulle gambe, incapace di opporre resistenza e meno motivata degli altri. Chi siamo, dunque? La Paganese del primo tempo oppure quella del secondo? Siamo il buono e rispettabile dottor Jekyll oppure il malvagio e sgradevole Mr. Hyde?

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania

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