21.3.17

I giocatori di posizione, di movimento, di affidamento e di prospettiva.


Di Nino Ruggiero

Nella foto, tratta da Sportube, il gol messo a segno di testa da Alcibiade (contrassegnato da una freccia)

Quaranta punti in classifica, quasi un miraggio, un traguardo lontano; tutto fino a poche settimane fa, diciamo un mese e mezzo. Campionato altalenante; risultati ballerini, una domenica sì, un’altra no. Una tiritera irritante di esiti beffardi; una sequela di gol assurdi incassati da una difesa poco attenta. Tutto fino alla pausa di dicembre. Oggi – dopo la mezza rivoluzione di gennaio – i quaranta punti sono là, raggiunti con un ruolino di marcia incredibile, con un bottino invidiabile di cinque vittorie e un pareggio, uno di seguito all’altro, quando il calendario ci dice che mancano otto gare alla fine del campionato. Una trasformazione copernicana, un miracolo di Grassadonia, allenatore della squadra, o cos’altro? Di sicuro c’è solo la sequela di risultati positivi che rendono onore e merito alla squadra, a chi la guida e a chi a gennaio ha avuto il felice e fortunato intuito di rifondarla in alcuni ruoli determinanti. 

Alcune considerazioni di ordine tecnico voglio farle, anche se so che non tutti saranno d’accordo con quello che andrò a dire. Le squadre devono sempre fondare la loro forza sulla compattezza e sull’equilibrio; non ne faccio una questione di schieramenti tattici da lavagna perché considero il calcio un gioco di movimento. Di conseguenza, lascio da parte i numeri che danno solo la sensazione della staticità e vengono utilizzati probabilmente a sproposito da tanti cronisti e apprendisti stregoni, quasi si trattasse di analizzare una partita a scacchi. D’accordo con l’enunciazione di schieramenti a tre o a quattro in difesa; ma con gli altri numeri che si vogliono per forza enunciare, tipo 4-3-2-1 oppure 3-4-1-2, con campo diviso in quattro sezioni, ci andrei cauto. 

Poche cose ho imparato nella mia lunga carriera di giornalista sportivo, senza frequentare corsi di specializzazioni; esperienze di vita vissuta su tantissimi campi di calcio e con i loro interpreti principali, allenatori e calciatori. I principi fondamentali di un calcio efficiente e redditizio sono quelli che vengono dall’equidistanza fra i reparti e dall’equilibrio tattico. Bisogna essere bravi a cercare spazi in avanti quando si è in possesso di palla, e altrettanto bravi – se non di più – a chiudere gli spazi agli avversari quando ripartono. Tutto qui, senza mai tralasciare il valore tecnico dei calciatori che assume un ruolo determinante nel peso specifico della squadra. 

Non date retta ai saccenti che parlano di schieramenti tattici da lavagna; sono quelli che il calcio vero, quello del campo, non lo hanno mai vissuto; non sanno niente dei sacrifici, del sudore, dei tormenti dei veri interpreti di una partita di calcio. L’equilibrio tattico è quello che contraddistingue le squadre importanti. E la Paganese, con le ultime sei esibizioni, sta dimostrando sul campo di poter aspirare a traguardi diversi dopo aver messo una serie ipoteca sul discorso salvezza. Nelle squadre importanti ci sono uomini importanti. Li chiamo giocatori di posizione perché hanno carisma da vendere; giocatori di movimento perché hanno vitalità incredibili; giocatori di affidamento perchè hanno un rendimento standard, senza sorprese; giocatori di prospettiva perché hanno qualità che devono essere sviluppate. 

Qualcosa lo devo dire, sento di dirlo, per questi calciatori che – a mio parere – stanno caratterizzando questa bella fase di campionato. 

I giocatori di posizione 

Parto con Pestrin, giocatore carismatico, fulcro delle manovre della squadra ma anche interdittore di grande spessore quando le situazioni tattiche lo richiedono. Costituisce dall’inizio dell’anno l’anima della squadra; non ringrazieremo mai abbastanza la Salernitana che lo ha mollato con tanta “nonchalance”. 

I giocatori di movimento 

Proseguo con Cicerelli, un atleta inesauribile, dotato di grandi spunti di autentica classe, capace di inversioni di marcia incredibili; ha una vitalità non comune ed è in grado di ribaltare con le sue sgroppate le situazioni tattiche delle gare quando gli avversari prendono il sopravvento a centrocampo. Cicerelli è il fiore all’occhiello della squadra e non è un caso che oggi capeggi la classifica dei migliori in campo di “Paganesemania”. Merita platee di serie cadetta. Per me è già pronto per il gran salto. 

I giocatori di affidamento 

Discorso a parte per quattro conferme: Liverani, Reginaldo, Della Corte e Alcibiade Il primo ha ridato tranquillità al reparto che soprattutto di quello aveva bisogno; il secondo oramai è il leader indiscusso dell’attacco, beniamino del pubblico, autore di prestazioni di alto livello non solo tecnico. Il terzo ha ingranato da tempo la marcia dei tempi migliori sulla fascia sinistra dello schieramento; il quarto ha trovato la sua definitiva collocazione sulla destra della propria difesa e si fa valere anche in fase offensiva. 

I giocatori di prospettiva 

De Santis e Carillo sono una coppia formatasi quasi a sorpresa come quasi a sorpresa stanno imponendosi all’attenzione dei più. Poi c’è Firenze, un vero ariete che in poche settimane ha messo a segno già cinque reti, altro giovane di grandi prospettive; poi ancora Bollino, bravo a interpretare sia la fase offensiva con quel suo sinistro malandrino, sia quella di contenimento. Infine Tascone, un giovane di una vitalità eccezionale, un tutto polmoni, bravo sia a dare una mano a Pestrin quando si tratta di contenere sia quando si tratta di offendere. 

Questo è il mio ritratto dell’attuale Paganese. Scusatemi se non sarete d’accordo con me. 

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com