3.5.17

La partita del tifoso - Ce ne andiamo ai playoff trascinati da Trapani e Grassadonia.

E playoff sono stati! Quella che a un certo punto del campionato sembrava una chimera per tanti e poi una visione a dir poco ottimistica per pochi, ieri è diventata realtà. E pensare che un paio di settimane fa ci fosse una certa fiducia di arrivare addirittura settimi, in modo da giocare il primo turno, quello a partita singola, in casa. Invece la gara interna con l’ostica Vibonese, la scialba prestazione di Siracusa e il pareggio con il Lecce ci costringeranno a giocare in trasferta e con un solo risultato a disposizione nei novanta minuti. Pazienza. Direi che ci possiamo accontentare, che ne pensate?

Grassadonia, in conferenza stampa post-partita, ha descritto alla perfezione la nostra stagione fin qui: la mancata iscrizione e la grande prova di coraggio, tenacia e passione del presidente; la squadra buona tecnicamente ma forse con pochi stimoli dell’inizio di campionato; la rivoluzione di gennaio; la grande preoccupazione dopo la sconfitta interna col Catanzaro; l’incedere imperioso e macina-avversari degli ultimi due mesi di campionato. La cosa più giusta che ha detto il mister è che adesso non bisogna più fermarsi, bisogna scrivere altre pagine di storia, ancora più importanti e gloriose, imperniate sulla classe dei calciatori e la passione del tifoso paganese. Sentire parlare il mister è bello quasi quanto vedere giocare la sua squadra: non c’è un termine inappropriato, mai sopra le righe, sempre lucido nella disamina. È diventato il vero trascinatore “palese” di questa squadra. Sembra sia arrivato ad altissimi livelli di confidenza, compartecipazione e compenetrazione con la nostra società e con il trascinatore “occulto”. Occulto per modo di dire, solo perché non è ovviamente esposto mediaticamente come il mister. Il nostro vero trascinatore ha un nome e un cognome e lo sappiamo benissimo: Raffaele Trapani. Ciò che ha fatto questa persona per la nostra amata Paganese non ha eguali, sia in longevità sia in continuità di risultati. È vero, a essere onesto, nessuno se ne dimentica ma credo che giovi sempre ricordarlo ogni tanto. La mia sensazione è che possa non finire qui la sua e nostra ascesa. Sono convinto che questo sia solo l’inizio, solo il primo anno in cui la Paganesesi assesti nelle parti alte della classifica.

La partita con il Lecce è stata un po’ strana. Gran primo tempo. Paradossalmente, abbiamo giocato meglio in parità numerica che in superiorità. Passati meritatamente in vantaggio con una poesia di Firenze, abbiamo continuato a creare gioco e occasioni, mancando però il raddoppio. Poi, al secondo tempo, un evidente calo fisico e di concentrazione ci ha fatto subire la rimonta del Lecce che, ad essere sinceri, non ha gettato il cuore oltre l’ostacolo per arrivare al pareggio. La concomitante vittoria del Francavilla ha fatto il resto, togliendoci anche matematicamente la soddisfazione di giocare in casa il primo turno dei playoff. La partita di domenica è stata vista con un solo occhio da molti di noi, impegnati a sbirciare anche i risultati dagli altri campi. Per noi era fondamentale il risultato del Francavilla, ma anche della Reggina, prossima avversaria, e di conseguenza di Monopoli e Akragas. A un certo punto, importante era anche la sconfitta della Casertana e, visto che non possiamo arrivare settimi, cosa faceva il Cosenza? Attenti anche dietro però, non bisogna scivolare al nono e quindi: con chi gioca la Casertanadomenica? Il Catania, che non può perdere altrimenti sarebbe fuori dai giochi. Così all’infinito, in un vortice di numeri, congetture, intrecci, sospetti e speranze. Il fischio finale ci dà la netta sensazione di avere fatto una cosa importante. Non dico grande, non dico storica perché a questo voglio arrivarci col tempo, perché pagine bellissime di storia della nostra stella sono di là da essere scritte. Forse le più belle!

Alberto Maria Cesarano
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