Ci eravamo lasciati in una valle di lacrime per la retrocessione e per le notizie poco confortanti sul futuro della Paganese, oggi ci ritroviamo a ridiscutere di tecnica e di calciatori, di tattica e scelte tecniche. Forse meglio di così non ci poteva andare ed il solo parlare di calcio ha rianimato tutti i tifosi in preda al panico. Nella prima uscita stagionale che conta per davvero la Paganese ha mostrato chiaramente luci ed ombre non avendo ancora trovato il suo definitivo assetto, ma anche per il caldo decisamente taglia gambe. Senza volervi sembrare eccessivo od ottimista, mi sembra di poter dire che una squadra così forte negli ultimi anni non l’avevamo mai vista: il reparto avanzato anemico a dir poco negli ultimi 5 anni, è di categoria superiore con un giusto mix di verve, cinismo ed inventiva. La difesa mi è sembrata un reparto che deve ancora trovare i suoi sincronismi, ma che è già solido, con esperienza da vendere e la giusta grinta e rudezza per questo campionato. Perplessità me ne ha procurate il reparto di mediana dove non ho intravisto un calciatore alla Gatti per fare un esempio recente, ma diversi cursori ed interditori, bravi si, ma poveri di idee e soluzioni geniali. Mi rendo conto che alcuni possano pensare che si cerchi il pelo nell’uovo, ma così non è. Molti allenatori pensano di porte fare a meno del classico regista accorciando la squadra, forse Grassadonia vuole far questo e lo vedremo già domenica prossima a Milazzo.
Carlo Avallone per paganese.it