23.10.16

La Paganese regala un tempo alle Vespe e quando si sveglia è troppo tardi.


Nella foto, Camilleri ha appena messo a segno il gol dell’1 a 2. Esultanza del team azzurro-stellato

Di Nino Ruggiero

L’orgoglio della Paganese viene fuori solo nella seconda parte della gara; precisamente sul risultato di zero a due. Gli azzurro-stellati cambiano faccia, dopo un primo tempo concesso ai titolati avversari; in loro scatta tardivamente quella molla che avrebbe potuto cambiare volto alla partita. Il gol dell’uno a due realizzato da Camilleri, quando mancano una ventina di minuti alla fine, potrebbe riaprire la partita. Ma la Juve Stabia è squadra tosta che sa interpretare alla grande la fase difensiva; interventi sostanziosi e decisi, sempre al limite della correttezza, impediscono però alla Paganese di arrivare al pareggio.

Ma a dire il vero gli uomini in maglia azzurro-stellata devono recitare il “mea culpa” per aver consegnato la partita nelle mani degli avversari fin dai primi minuti di giuoco. Troppo rinunciatario e dimesso appare subito lo schieramento della Paganese che in avanti presenta il solo Reginaldo. Non vi parlo di schieramenti tattici ricorrendo ai numeri, così come non ne ho mai parlato; ma presentarsi con una squadra monca in avanti, senza una spalla per l’isolato Reginaldo, è stata una vera manna per la Juve Stabia che ha intuito subito di avere a che fare con una squadra timorosa e bloccata, al di là di una comprensibile prudenza.

Ci ha messo pochissimo, appena tre minuti, la squadra stabiese per arrivare al gol con un azzeccato colpo di testa di Ripa, più lesto di tutti a incocciare un pallone battuto da calcio d’angolo. La Paganese è in crisi d’identità e non riesce a prendere il sopravvento sugli avversari anche a centrocampo dove Pestrin e Maiorano subiscono marcature a uomo con raddoppi asfissianti. Reginaldo è pressoché isolato in avanti, compresso nelle grinfie di una difesa ferratissima che non gli lascia scampo. Solo qualche spunto di Cicerelli agita il tranquillo pomeriggio della squadra stabiese che si convince, man mano che passano i minuti, di poter arrivare al bottino pieno. Paganese dimessa nella prima parte della gara e anche nei primi minuti della ripresa fino al momento del raddoppio da parte di Izzillo. Sullo zero a due scatta la molla dell’orgoglio. La Paganese sembra pervasa da uno spirito guerriero. A centrocampo Pestrin è un leone, si scrolla di dosso le marcature che l’avevano attanagliato e prende a sventagliare palloni in avanti per Cicerelli e per il neo entrato Herrera. Il gioco diventa vibrante. La difesa stabiese arranca e più di una volta è costretta al fallo tattico; l’arbitro, fra i peggiori visti al “Marcello Torre”, lascia correre incoraggiando un gioco maschio al limite della correttezza. Arriva anche il gol della speranza con Camilleri, ma le gambe non rispondono più alle sollecitazioni agonistiche e finisce con la Juve Stabia vittoriosa al di là degli indubbi meriti che la consacrano fra le squadre meglio assortite del campionato.

Appuntamento a martedì prossimo per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su https://paganesegraffiti.wordpress.com