8.11.16

La partita del tifoso: come un bambino dopo una giornata a Mirabilandia.

Che strano, ieri sera avevo proprio una gran voglia di mettermi al pc e scrivere. Perché strano? Si starà chiedendo qualcuno. Che cosa volete che vi dica? Le scorse settimane ho fatto una gran fatica a farmi venire in mente qualcosa di sensato da scrivere e non è per nulla detto che ci sia riuscito, così come probabilmente non ci riuscirò stavolta. Ultimamente guardavo la desolante pagina bianca di Word e proprio non sapevo da dove iniziare. Solo il faraonico compenso che mi aspettava, alla fine, m’induceva a forzare la mano, letteralmente e iniziare a scrivere. Ieri no, è stato tutto diverso. I potenti e inesplicabili mezzi del calcio!

Innanzitutto, diverso è stato il mio ritorno a casa. Trionfale, stavolta. Quasi non mi sono reso conto del tragitto fatto, dal cancello all’uscio di casa. A proposito, lasciatemi ringraziare il prodigo “il peccato originale” che si è offerto di venirmi a prendere a casa e riaccompagnarmi, dopo la partita. E consentitemi anche di lanciargli un appello: le altre volte ti sei messo un po’ in disparte. Non farlo più, vieni a vederti la partita vicino a noi, che porta bene.
Il rientro. Come al solito, mia moglie era lì ad aspettarmi e le è bastato un istante, un solo sguardo per capire che avevo vinto. Voglio sperare che sarà stata la sintonia tra marito e moglie. Forse sì ma è più probabile che mi si leggesse in faccia l’espressione tipica di un bambino appena tornato da una mezza giornata a Mirabilandia, condita da una quantità industriale di patatine fritte, gelato e schifezze varie. E per farvi capire l’aria che tirava a casa, ieri pomeriggio, a lei è venuto fuori uno spontaneo: “finalmente!”. Io certamente non venivo da una mezza giornata a Mirabilandia. Ho l’atroce dubbio però che sulle giostre siano saliti i giocatori del Taranto, in balia dei nostri eroi, per tutta la partita. In tribuna, ad un certo punto, si faceva fatica a tenere il conto delle occasioni sprecate e qualcuno si è anche lasciato andare un po’ troppo, asserendo che avremmo potuto tranquillamente vincere 6-0. Vabbè, vuoi vedere mo che ad ogni occasione dobbiamo fare gol?!

La partita è scivolata via senza troppi patemi, si è messa subito bene. Anzi, si è messa subito in discesa per noi (come dicono quelli bravi) e quando, al secondo tempo, è accaduto l’impensabile, vale a dire Maiorano che fa gol, tutti quanti abbiamo capito che stavolta la vittoria non ci sarebbe sfuggita, per nulla al mondo. Scherzi a parte, voglio dire che, a mio avviso, Maiorano ha fatto una gran bella partita, forse la migliore, da quando è qui. E siccome lo abbiamo un po’ tutti additato, gli voglio rendere merito ed onore, al di là del gol. Tutto perfetto, ieri sera. Il ritorno del figliol prodigo Vincenzone, salutato ed incoraggiato all’inizio della partita, è stata una scena da libro cuore. Cuore che per fortuna ci ha retto, sull’episodio del rigore parato da Marruocco.

A proposito del rigore (1)
Come sta il n. 10 del Taranto? Dite al ragazzo di fare degli accertamenti seri perché svenire all’improvviso, come gli è capitato, sull’episodio del rigore, è preoccupante.
A proposito del rigore (2)
Come stanno i parenti tutti dell’arbitro di stasera? Intendo proprio tutti, partendo, a ritroso, dalla decima generazione in avanti. Non voglio esagerare ma io fossi in lui, sarei preoccupato. Ho sentito qualcuno, sul rigore fischiato, nominare, uno ad uno (ci vuole una capacità), tutti i nomi riportati sull’albero genealogico dell’arbitro, a partire dal medioevo alle generazioni che verranno. Speriamo stiano tutti bene.
Io oggi sto benissimo.

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania

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