20.5.11

Ravenna, confermata la penalizzazione di sette punti. Paganese in Seconda Divisione.

La Corte di Giustizia Federale (Sezione Unite) ha respinto il reclamo del Ravenna avverso la sanzione della penalizzazione di punti 7 in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva, inflitta alla reclamante a seguito di deferimento del Procuratore Federale per responsabilità oggettiva per le violazioni addebitate al proprio direttore sportivo, Giorgio Buffone. Accoglie invece parzialmente l’appello dello stesso Buffone avverso la sanzione dell’inibizione per tre anni e, per l’effetto, riduce la sanzione dell’inibizione ad anni 2.
Dichiarati ammissibili dalla stessa Corte gli atti di intervento all'interno del ricorso da parte di Pavia e Paganese.

tuttolegapro.com

Caso Ravenna: la Paganese al processo solo come spettatore e non come parte direttamente interessata.

ROMA - Si è conclusa da un paio d'ore l'udienza davanti alla Corte di giustizia federale, e ora il Ravenna attende la sentenza sperando di essere prosciolto venendo "liberato" dalla penalizzazione di sette punti e dalla squalifica di tre anni del direttore sportivo Giorgio Buffone. La delegazione ravennate presente a Roma, era composta dal presidente Gianni Fabbri e da Giorgio Buffone, entrambi non intervenuti nel dibattimento, mentre mancava Antonio Ciriello. I due avvocati Eduardo Chiacchio, legale di Buffone, e Antonio d'Avirro, difensore del Ravenna, hanno invece tenuto una lunga arringa così come i loro colleghi chiamati a perorare la causa del Pavia e della Paganese. Proprio riguardo alla società campana è emerso un importante cavillo burocratico. Il ricorso presentato come parte interessata ai fatti, è arrivato nei tempi sbagliati e così la Paganese è soltanto intervenuta nel processo e non come parte direttamente interessata.

romagnanoi.it

Ravenna, tra poco il verdetto.

E’ terminata da poco più di mezzora l’udienza davanti alla Corte di Giustizia Federale che ha visto il Ravenna ricorrere contro la sentenza della Commissione Disciplinare in merito al “Caso Lumezzane”. Ripreso da telecamere a circuito chiuso, il procedimento ha visto susseguirsi gli interventi della difesa – prima l’avvocato D’Avirro per il Ravenna Calcio e successivamente quello dell’avvocato Chiacchio per il ds Giorgio Buffone – del Procuratore Federale Palazzi, del Pavia e della Paganese, intervenute quali terze interessate. La sentenza è attesa in giornata.

Ufficio Stampa Ravenna calcio

Rassegna Stampa: La Voce di Ravenna.

La Paganese chiede la retrocessione del Ravenna.

Persa la possibilitá sul campo di accedere ai playout, la Paganese si gioca l’ultima chance per poter disputare gli spareggi salvezza quest’oggi a Roma dinanzi al collegio giudicante che dovrá discutere il ricorso presentato dalla societá del presidente Trapani contro la penalizzazione di sette punti inflitta dalla Disciplinare al Ravenna una settimana fa in merito al tentativo d’illecito di cui è stato accusato il ds ravennate Giorgio Buffone. L’inizio dell’udienza è previsto per le 13.30 e nel tardo pomeriggio dovrebbe giungere il responso della corte di giustizia federale che dovrá esaminare anche i ricorsi del Ravenna stesso che chiede di ridurre la penalizzazione e del Pavia che - come la Paganese è strettamente interessato - ma per motivi di classifica diversi che chiede di mantenere invece inalterata la sentenza della disciplinare nei confronti del Ravenna.
Il verdetto di questa sera, influenzerá non poco il futuro di Trapani. "Aspettiamo cosa succede chiedo giustizia innanzitutto poi deciderò. Se dovessi giocarmi i play-out e vincerli cambierá il mio programma". L’impresa com’era ardua sul campo lo sará anche nelle aule della giustizia sportiva come ci confida il legale della Paganese Aita: "Ho preso a cuore la vicenda e non nascondo le difficoltá del caso, ma davanti al collegio giudicante porterò nuovi elementi. Ritengo troppo lieve la condanna del Ravenna e chiederò undici punti di penalizzazione ovvero la retrocessione diretta che porterebbe la Paganese a giocarsi i playout". Un caso non semplice con una percentuale di vittoria basso di cui è a conoscenza anche Trapani, che comunque vuole andare sino in fondo come sottolinea l’avvocato Aita: "Non esiste una casistica ma resto fiducioso".

Pasquale Tallarino - La Città di Salerno

19.5.11

Paganese, futuro ancora in alto mare.

Il presidente Trapani continua a sfogliare la margherita, resta o lascia, mentre tra i capannelli di tifosi l’ansia e la preoccupazione crescono in vista della delicata decisione. E’ stato l’artefice di una scalata che per il momento ha trovato un ostacolo da cui ripartire anche se non è facile. Quando nell’estate del 2003 rilevò con un gruppo di amici la societá aveva un sogno da realizzare: "Voglio portare la Paganese lá dove non ha mai militato". Un progetto confermato, in queste ore, anche dal direttore sportivo Filippo Raiola: "Il presidente aveva in cantiere un grande progetto in caso di salvezza, un programma rivisto e corretto che avrebbe dovuto puntare alla costruzione di una squadra da vertice".
Per il momento il sogno resta nel cassetto, anzi ha fatto un passo indietro sul campo ma ne ha fatti due in avanti sotto un altro aspetto come sottolinea Raiola: "Voglio esaltare un aspetto positivo nella tristezza del risultato della Paganese di domenica scorsa: la correttezza del pubblico paganese. Questa gente per il secondo anno consecutivo sul campo è retrocessa e non è successo nulla". Sul futuro di Trapani non si sbilancia: "Siamo a pochi giorni dalla retrocessione, è ancora tutto prematuro, anche se ho notato nel presidente un forte scoramento e delusione". Ha, invece, una sua idea precisa sul caso Ravenna: "La penalizzazione ha condizionato a nostro sfavore la regolaritá dell’ultima giornata". Intanto, a breve ci sará il faccia a faccia tra il presidente Trapani e il sindaco Gambino.

La Città di Salerno - Peppe Nocera

The show must go on.

The show must go on, cantava Farrokh Bulsara, al secolo Freddie Mercury, con i Queen. Lo spettacolo deve continuare: questa la traduzione della memorabile canzone del gruppo britannico, questo l'imperativo in casa Paganese dopo la cocente retrocessione arrivata domenica scorsa nonostante la vittoria sul SudTirol, che aveva portato gli azzurrostellati di Capuano a pari punti con gli altoatesini e col Monza. La classifica avulsa - che tiene conto in primis dei punti conquistati negli scontri diretti - è stata la seconda condanna, dopo quella dello scorso anno nei playout contro il Viareggio. Il silenzio finale è stato il fattore in comune che ha contraddistinto le due delusioni consecutive di un popolo, quello azzurrostellato, tornato a piangere dopo anni di gioie incredibili. Ma la voglia di seguire la propria squadra anche all'Inferno, come esplicitamente espresso da uno striscione nel settore Distinti messo in mostra domenica scorsa, è l'unica nota positiva del triste epilogo di una stagione altalenante, cominciata benissimo con le tre vittorie casalinghe consecutive, continuata male e finita peggio subito dopo un intermezzo mozzafiato che aveva permesso di recuperare punti su punti a Monza e SudTirol.
Nel calcio come nella vita si vince e si perde, e per questo sono bastate due sconfitte, una comprensibile nella tana del Gubbio capolista ed una un po' meno in casa con lo Spezia, a rovinare l'impegno profuso da una società pronta a mettersi in discussione, al pari di un allenatore, Ezio Capuano, che ci ha messo la faccia quando in sede di mercato ha convinto calciatori di un certo calibro (Ginestra, Fusco, Gatti, Ferraro) ad attraccare al porto della squadra ultima in classifica. I giochi sono fatti, disperarsi non serve a niente. Serve ripartire, rialzarsi. Con il presidente Trapani ben saldo alla guida della società e con i tifosi sempre al seguito della Magica Stella come se quest'ultima fosse una Cometa e a loro spettasse il ruolo di Re Magi. Bisogna ripartire con un progetto serio, con un allenatore capace (ben venga la riconferma di Capuano), costruendo una squadra giovane ma importante, ottenendo i contributi federali sull'utilizzo degli under ma allo stesso tempo scalando la classifica.
Bisognerà trovare un direttore affidabile, ed in questo caso sarebbero importanti le candidature di gente come D'Eboli, De Sanzo e Gianni Califano, che per vari motivi hanno lasciato una parte di cuore nella città di Sant'Alfonso. Ricominciare dopo una delusione così non sempre è facile, eppure dev'essere fatto, per riportare questa squadra in una categoria che aveva conquistato con tanti sacrifici, e che ha perso facendo a pieno il proprio dovere, mettendo in cascina la cifra non irrisoria di 32 punti. Sarà utile monetizzare al meglio dalle ormai certe cessioni di Tortori e Vicedomini, gente che merita palcoscenici ben più importanti, per dar vita ad un progetto molto ambizioso. Lo spettacolo non deve finire proprio ora, urge ridare importanza al nome di Pagani.

Gianluca Pepe per Tuttolegapro.com

18.5.11

L'allenatore del Monza Motta non risponde a Capuano: "Il suo sfogo in un momento di tristezza".

Il tecnico del Monza Gianfranco Motta ha rilasciato ai microfoni di Radio Sportiva alcune dichiarazioni dopo la grande rimonta che ha portato i brianzoli ai playout nel girone A della Prima Divisione Lega Pro:
SEGRETI - "Nessuno, sono partito da zero sapendo che tempo non ce n´era. Sono andato dritto al sodo, all´obiettivo, sapendo che ogni partita poteva essere l´ultima. Gara dopo gara siamo arrivati a questi agognati playout, per i quali adesso ci prepariamo fiduciosi".
RAVENNA - "Non abbiamo mollato nulla: speravamo andassero al mare, invece con la notizia della penalizzazione sono scesi in campo motivati. Bene così, abbiamo coronato una rincorsa difficilissima. Polemiche sul pari dell´allenatore della Paganese? Uno sfogo in un momento di tristezza, lo capisco, lasciamo perdere".

Redazione MonzaNews

Capuano: "Patron Trapani non lascerà".

La retrocessione è una ferita aperta in casa Paganese, sia in ambito societario determinando la pausa di riflessione del presidente Trapani ma anche sul versante tecnico, con l’allenatore Capuano che - a mente fredda - cerca i suoi perché. "Sono a lutto, non riesco ancora a capacitarmi anche se sono orgoglioso di questa squadra fatta in fretta e furia a gennaio e che è riuscita a recuperare tanti punti. Purtroppo, siamo caduti sul più bello quando eravamo ad un passo dal traguardo e nei play-out chiunque fosse stato l’avversario, l’avremmo superato". Sono giorni trascorsi in famiglia per il tecnico salernitano. "Non è facile riprendersi da una botta del genere anche, se gli applausi al termine della partita ed all’uscita dallo stadio me li porterò sempre nel mio cuore, come tutta la dirigenza azzurra e l’intero staff. Domenica ho visto gente piangere, roba da brividi che aumenta la rabbia per quel che non è stato".

Dalle emozioni personali all’analisi tecnica, il passo è breve. "La Paganese ha vissuto due momenti: quello iniziale di Palumbo, con una squadra che per come era stata strutturata non si sarebbe mai salvata, e quello dopo il mercato di gennaio. Da quel frangente, infatti, dovevamo correre a 200 all’ora senza sbagliare nulla. Noi, purtroppo, siamo scivolati sul secondo tempo con lo Spezia". Inevitabile la chiusura sul futuro della Paganese. "Conoscendo il presidente, penso che non lasci ora. E’ presto ma credo che ripartirá costruendo una grande squadra pronta alla risalita con o senza di me". Infine, conferma il concetto espresso domenica: "Sono molto legato alla famiglia Trapani e se dovesse chiamarmi, sarei pronto ad accettare l’invito per riportare subito la Paganese dove merita". Intanto, la societá è stata multata di 750 euro per alcuni petardi esplosi durante la gara col Sud Tirol.

La Città di Salerno - Peppe Nocera

Solo chi cade può risorgere

Così è (anche se non vi pare)

Adesso la voglia di scrivere di calcio è poca, pochissima, quasi zero. Gli impegni però sono impegni e qualcosa lo devo dire, soprattutto per rispetto di quei miei pochi ma pazienti ed affezionati amici.
A conferma di un’annata calcistica da considerare di sicuro come “non buona”, al pari di vendemmie andate a male, anche domenica tutto è andato secondo le pessimistiche previsioni della vigilia.
L’addio a quella che continuo a chiamare C1 è stato, in un certo senso, prima traumatico, e poi quasi scontato. C’è stato un momento, quasi in contemporanea con il gol realizzato da Radi, in cui l’adrenalina instillata dalla notizia del momentaneo vantaggio del Ravenna a Monza –  risultata subito dopo infondata – ha fatto palpitare, vibrare e gioire mille e più cuori, quelli che rappresentano il vero nucleo inossidabile del tifo. Era soltanto un’ingenua bufala, scaturita probabilmente solo dal desiderio di protagonismo di qualche inguaribile samurai del tifo, di quelli che non vogliono arrendersi alla realtà e vorrebbero combattere, combattere sempre e comunque.
Già, combattere; tutto si può rimproverare alla squadra in termini di rendimento. Si potrà dire che non è stata all’altezza della situazione, che era carente dal punto di vista qualitativo, che era raffazzonata in alcuni ruoli chiave, che ha mancato i principali appuntamenti del campionato, che non è stata capace di chiudere la partita aperta con il Monza quando aveva il coltello dalla parte del manico. Tanto altro ancora, in termini tecnici, si può ancora dire. Ma non si potrà mai dire che qualcuno dei suoi componenti abbia lasciato il campo senza sudare la maglia.
L’impegno e l’agonismo non sono mai mancati nel corso del campionato e non sono mancati nemmeno domenica quando  Capuano ha dovuto fare a meno di Vicedomini sulla linea mediana e di Tortori in attacco.
Ma l’impegno, la dedizione, l’agonismo nel calcio – da soli – non bastano. Sono componenti essenziali, certo, ma non bastano. Nel calcio ci vogliono anche qualità e talento che  devono convivere ed integrarsi – per arrivare a risultati concreti – con impegno e sano agonismo, al limite della cattiveria.
Purtroppo bisogna convenire che i risultati ottenuti sono figli dell’improvvisazione. E’ vero che la società, Raffaele Trapani in testa, ha fatto di tutto per evitare la retrocessione diretta. E’ vero che a gennaio la squadra è stata rivoltata come un calzino, un po’ come facevano i mecenati di un tempo. Ma, alla luce di quelli che sono stati i risultati, bisogna dire che alcune carenze di ordine tecnico sono comunque emerse a più riprese, soprattutto quando c’era necessità, dopo aver sistemato adeguatamente l’apparato difensivo, di puntare anche su qualche vittoria.
Dalla cintola in su la squadra ha sempre stentato a manovrare. Le due fasce laterali, vere e proprie corsie di lancio per squadre che vogliono arrivare al gol,  sono risultate quasi sempre appannaggio degli avversari di turno. Solo in poche occasioni abbiamo potuto ammirare alcuni e sporadici  generosi slanci offensivi.  Fra questi, mi piace ricordare lo spirito di abnegazione di Imparato che, specie all’inizio, era sembrato straripante e portatore di una insperata ventata di freschezza atletica. Poi anche Imparato è tornato nei ranghi. Ha giocato buone partite ma non è stato mai più quello delle prime gare; non ha mai più avuto quegli slanci offensivi che lo avevano esaltato e che soprattutto avevano fatto galoppare la fervida fantasia dei tifosi.
Adesso che i giochi sono fatti, dico una cosa che mi sono tenuto dentro per evitare controproducenti polemiche, ma che ho sempre pensato. Credo, ad esempio, che la preparazione atletica, da definirsi goliardica, degli svincolati giunti a gennaio, abbia avuto un peso determinante nelle prestazioni complessive.
E’ notorio che ogni atleta reagisce in modo diverso alle sollecitazioni atletiche che gli vengono richieste. C’è chi ha bisogno di tempo per raggiungere una forma accettabile, c’è chi invece ha insperate energie che sprigiona tutte in una volta, pur non essendo all’apice della condizione fisica. Non altrimenti possono essere valutate le diverse prestazioni iniziali di Imparato, di Gatti, di Fusco e di Ginestra. Il primo, dirompente ed assatanato come chi non gioca una partita da una vita e vuole spaccare il mondo tutto in una volta; il secondo, apparentemente freddo, lineare, geometrico, ancorché in debito di ossigeno, capace di distribuire intelligentemente la palla ma anche di essere presente in tutte le zone del campo, tanto da essere accolto come l’uomo della Provvidenza in un centrocampo di grande frenesia ma qualitativamente povero di idee. Il terzo, Fusco, un tantino a disagio all’inizio; poi preciso e puntuale punto di riferimento per l’intero reparto in un crescendo rossiniano,  baluardo insormontabile della difesa. Il quarto, Ginestra, infine, inizialmente – a causa di una lunga inattività – non esente da colpe in un paio di gol incassati,  ma alla fine punto di forza indiscutibile dell’intera difesa.
Ma nemmeno si può dire che i guai della Paganese siano solo conseguenza di una carente ed iniziale preparazione atletica dei neo arrivati a gennaio, che – per quanto ne so – è stata recuperata grazie all’efficiente staff tecnico di cui la squadra disponeva, ma che – comunque – non ha potuto assicurare il top ad elementi privi della preparazione precampionato.
Tanto tempo fa, i cultori e i dicitori del calcio, quando le squadre esprimevano un calcio piatto, senza fantasia, senza invenzioni geniali, solevano dire: “senza ali non si vola”. Le ali erano i giocatori che adesso sono definiti di fascia; erano quelli che mettevano il pepe alle partite perché riuscivano con la loro velocità ed abilità ad andare a fondo campo per crossare al centro per gli attaccanti. I cross migliori erano quelli fatti da fondo campo con palla rimessa all’indietro per favorire l’impatto frontale e di anticipo degli attaccanti su difensori presi in contropiede. Ma chi li vede più le ali di una volta?
Quest’anno uno c’era, all’inizio: Triarico. Era guizzante, geniale, veloce; attaccava gli spazi, superava l’uomo che era un piacere. Il suo incedere elegante e raffinato entusiasmava le folle, quasi le arringasse in virtù di una velocità di esecuzione non comune. Rappresentava l’ala di una volta, uno di quelli che facevano galoppare la fantasia popolare e terrorizzavano le difese, solitamente più brave ad intrupparsi al centro che a contrastare sulle fasce laterali la velocità e la pericolosità di un attaccante vecchia maniera.
Poi sono venute fuori vecchia magagne, pare relative ad un infortunio mal curato negli anni precedenti. E’ certo solo che quel Triarico di inizio torneo non lo abbiamo più mai visto, anche quando è sembrato parzialmente recuperato, ma utilizzato in un ruolo che non è – e non sarà mai – suo.
La chiosa finale è per Raffaele Trapani, il presidente. Pagani deve essere sempre e comunque grata a quest’uomo capace di regalare alla città non solo sogni ed illusioni ma anche una C2 ed una C1. Certo, di sicuro Trapani qualcosa lo ha sbagliato; sarà il primo ad ammetterlo. Ma nessuno mai gli potrà rimproverare dedizione, amore, coraggio ed anche incoscienza. Criticare è facile, operare è difficile; ricordiamocelo sempre, anche nei momenti – come quello attuale – in cui ci sembra tutto sbagliato, tutto da rifare.
Tutti vorremmo sempre una squadra più forte, vincente; ma nella vita non è sempre facile coniugare i successi con una sana amministrazione delle risorse. Se vogliamo fare un discorso serio, fuori dalle righe, a Trapani dobbiamo riconoscere il fatto di non aver mai fatto il passo più lungo della gamba. Segno di grande maturità ed equilibrio.
Dobbiamo solo sperare che non molli. Così come viene spontaneo e naturale pensare nei momenti di crisi profonda immediatamente successivi ad una sconfitta, che non è solo quella numerica, in una partita di calcio.
Alzati e cammina, vecchia cara Paganese, con l’amorevole aiuto proprio di Raffaele Trapani; che non mollerà, siatene certi, se sentirà vicino l’afflato della comunità e di chi tiene al buon nome di Pagani sportiva. “Solo chi cade può risorgere” – suggeriva Humphrey Bogart, nell’omonimo film degli anni ’40.
Siamo caduti. Dobbiamo solo risorgere.
Nino Ruggiero
(Rubrica “Così è, anche se non vi pare”, Paganese.it  18 maggio 2011)

Eziolino Capuano in corsa per la panchina della Turris.

Dopo anni di anonimato la panchina della Turris, compagine blasonata che è impegnata nei play-off in Serie D, torna ad essere appetita come non mai. La possibilità concreta di ritornare tra i Professionisti ed il blasone di una piazza comunque storica come quella biancorossa stanno inducendo molti allenatori ad offrirsi già da ora alle dipendenze di patron Gaglione per il prossimo futuro. Nelle ultime settimane, a partire dalla finale di coppa Italia con il Perugia (trasmessa in diretta tv in tutta la penisola nostrana) il telefono del presidente della Turris è divenuto a dir poco bollente, facendo registrare impennate di contatti da parte di molti addetti ai lavori, desiderosi di assumere la conduzione tecnica del team corallino per la prossima stagione. Quindi, ammesso e specificato che la società non ha contattato nessuno, visto che la squadra sarà impegnata ancora per un bel po' nella stagione in corso, non bisogna trascurare però le repentine candidature di allenatori pronti al riscatto personale nel possibile anno della rinascita della formazione biancorossa.
Tra questi, secondo le ultime indiscrezioni, ci sarebbero le avances di giovani emergenti come Carmine Gautieri, alle prime esperienze come allenatore, e Pino Di Meo (ex Pro Vasto), autore del miracolo Giulianova, avendo salvato la squadra abruzzese a stagione in corso quando ormai tutti la davano già per retrocessa.
Sarebbe interessato alla panchina corallina anche il navigato Salvatore Di Somma, attuale ds della Juve Stabia ma grande amico di patron Gaglione, il quale fu vicino alla Turris nella stagione 2009/2010 dopo l'esonero di Emilio Longo, ma fu costretto poi a rinunciare alla proposta della società per la scarsa conoscenza dei Dilettanti.
Nella piazza corallina è stato più volte avanzato il nome di Eziolino Capuano, reduce dalla retrocessione con la Paganese: un nome che affascina un po' tutti gli ambienti calcistici per i suoi modi alquanto "folkloristici", ma che da un punto di vista squisitamente tecnico non rientrerà quasi sicuramente nei piani futuri della Turris. Ovviamente tutti questi discorsi camperebbero in aria se, facendo i dovuti scongiuri, la Turris non dovesse riuscire nel salto in Lega Pro, obiettivo verso il quale la società corallina è dedita completamente in questo momento e non potrebbe essere altrimenti.

TuttoTurris.com

17.5.11

La Gioventù non retrocede mai.

Ravenna, venerdì si discuterà il ricorso per il presunto illecito.

Pavia e Paganese si sono costituite parti terze interessate nel procedimento.

La Corte di Giustizia Federale esaminerà venerdì 20 maggio, con inizio alle ore 13.30, presso la sede romana in Via Po, i ricorsi presentati dal Ravenna Calcio e dal ds Giorgio Buffone avverso la decisione della Commissione Disciplinare che lo scorso 12 maggio ha inflitto al club giallorosso la penalizzazione di sette punti da scontarsi nella stagione in corso e al dirigente tre anni di squalifica con riferimento al presunto illecito sportivo commesso prima di Lumezzane-Ravenna. Venerdì saranno presenti anche l’Ac Pavia e la Paganese Calcio che si sono costituite parti terze interessate nel procedimento dinanzi all’organo di appello.


Fonte: Ravenna Calcio

Monza, la società al lavoro per evitare lo spostamento del match col Pergocrema.

L’A.C. Monza Brianza 1912 rende noto attraverso un comunicato ufficiale che, al fine di tutelare l’immagine della Città, delle Istituzioni, della Società stessa e soprattutto per fare in modo che i tifosi biancorossi possano seguire la squadra dagli spalti dello "Stadio Brianteo", si sta prodigando, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, per scongiurare lo spostamento in altra sede della partita Monza-Pergocrema, valevole per i PlayOut e in programma domenica 29 maggio. Tale spostamento è stato paventato dalla Lega Pro (per bocca del suo vicepresidente - Salvatore Lombardo - in un comunicato emanato nel tardo pomeriggio di ieri, dove si parlava di Pavia come probabile sede, ndr), nel caso dovesse perdurare l’assenza della documentazione necessaria per certificare l’agibilità dello "Stadio Brianteo".

Redazione Monza-News

Trapani: "E' il momento delle riflessioni!"

A distanza di 48 ore però in cittá ci si chiede quale sará il futuro. Forse è troppo presto per capire, anche se sensazioni non proprio positive si avvertono dopo un breve colloquio telefonico con il presidente Trapani. "Ora sono amareggiato e deluso. E’ presto per decidere il futuro ora è il momento delle riflessioni , devo valutare tante cose insieme anche ai miei amici dirigenti. La scelta se lasciare o continuare dipende da più fattori, che ora non sono ancora decifrabili nella mia mente. Ci vuole qualche settimana e poi tireremo le somme". Su un punto però il presidente Trapani è fermo e convinto: "Con me la Paganese non fallirá mai: rispettando anche la scadenza del 15 maggio e regolando tutti i pagamenti, noi siamo una societá sana. Si può retrocede sul campo ma i nostri bilanci sono da promozione".  E’ un presidente che cova tanta rabbia dentro e che conoscendo la sua passione viscerale rifletterá dieci, cento, mille volte prima di cedere la societá. Al momento in essere non sembra esserci trattativa in embrione per passare la mano. "Pur amando la Paganese non è detto che la debba continuare a gestire in eterno, anche se è prematuro parlare di futuro. Nei prossimi giorni è in programma un incontro col sindaco Gambino con il quale ci siederemo a un tavolo per cercare di valutare la situazione. Solo dopo ci potrebbero essere delle novitá".

La Città - www.paganese.net

Paganese, il disperato tentativo di rimanere aggrappati alla Prima Divisione.

Se la Paganese è retrocessa sul campo molte cose non sono andate giù alla societá azzurrostellata, inerenti al "caso Ravenna" che come si ricorderá la settimana scorsa - in seguito al deferimento della Procura Federale per il tentativo di illecito attuato dal ds Buffone - ha portato alla penalizzazione di sette punti della societá romagnola. Una sentenza - secondo il presidente Trapani - arrivata troppo a ridosso dell’ultima giornata di campionato e che ha finito per inficiare anche dal punto di vista psicologico la gara Monza-Ravenna, terminata in paritá. La Paganese ha presentato ufficialmente ricorso attraverso il proprio legale, l’avvocato Aita, nei confronti della decisione assunta dalla Commissione Disciplinare, costituendosi parte interessata. L’udienza si svolgerá venerdì a Roma. "Riteniamo assurda la sentenza emessa e chiediamo o una pena più severa o la retrocessione diretta della societá romagnola": il presidente Trapani, dunque, non vuol lasciare nulla al caso ritenendo la pena troppo mite. Un estremo tentativo per restare aggrappati alla Prima Divisione.

La Città di Salerno

Trapani in stand-by: "Ho bisogno di stimoli".

Francesco Pepe PAGANI. L'epilogo della stagione è stato amaro ed ora c'è spazio solo per le riflessioni. Il futuro della Paganese non si deciderà a stretto giro, la retrocessione in Seconda Divisione è dura da digerire e l'attenzione della società del patron Raffaele Trapani è esclusivamente rivolta al disbrigo delle ultime scadenze economiche. La voglia di mollare però, manifestata dal presidente azzurro nell'immediato dopo gara con il Sudtirol ai suoi compagni di cordata, si scontra con l'indole orgogliosa di Trapani. Il massimo dirigente della Paganese ha preso qualche giorno di tempo per sciogliere le sue riserve sul futuro del club ma sembra avere accolto con piacere la civile risposta del pubblico del Torre alla cocente delusione. Un affetto che il popolo azzurrostellato non ha mancato di sottolineare anche sui vari blog e social network della rete. Il day after dell'inutile vittoria con il Sudtirol è affidato alle parole del direttore generale azzurrostellato Filippo Raiola: «Fa sempre male retrocedere - dichiara il diggì della Paganese - ed è normale che ora ci sia una pausa per far sbollire la delusione per un finale di stagione inaspettato. Il mondo del calcio regala da sempre grandi gioie ed amarezze ma credo che tutte le componenti in seno alla Paganese abbiano fatto il proprio dovere per tentare di salvare la categoria». Fin dal suo avvento alla Paganese all'indomani del ritorno nel calcio professionistico, Raiola ha sempre avuto un rapporto improntato alla massima fiducia e stima reciproca con il presidente Trapani e ne conosce fino in fondo la sua voglia di riscatto: «Ragionare a caldo non porta mai da nessuna parte - prosegue - e Raffaele Trapani aveva già approntato un programma tecnico in caso di salvezza. Qualcosa poi è andato storto e ci ritroviamo a commentare una retrocessione che potevamo evitare. Sono certo però che la società saprà trovare gli stimoli giusti per ripartire con nuovo entusiasmo. Mi preme poi sottolineare la compostezza della tifoseria che è stata eccezionale per il sostegno alla squadra e per la sportività con cui ha accettato il verdetto del campo». Infine l'auspicio di Raiola per la prossima stagione: «Talvolta il mio compito è oscuro ed i frutti non sono ben visibili sul campo - chiude - d'altronde al pubblico interessano i risultati. Spero che la Paganese possa contare nella prossima stagione su un uomo mercato che abbia conoscenza illimitate nel mondo del calcio e contatti con diverse società di categoria superiore». La nuova stagione della Paganese ripartirà dalle fondamenta con un terreno di gioco in erba sintetica per il quale Raiola si è già mosso tempestivamente con una ditta specializzata nel settore.

Francesco Pepe - Il Mattino

Il video di Paganese-Sud Tirol.



da Paganinotizie.it

Ammenda di 750 euro alla Paganese Calcio.

Il Giudice Sportivo della Lega Pro, in riferimento al match Paganese – SudTirol, ha inflitto alla società azzurrostellata un’ammenda di 750 € “perchè propri sostenitori introducevano e accendevano nel proprio settore alcuni fumogeni e facevano esplodere due petardi, senza conseguenze”.

Caso Ravenna: la Paganese si costituisce parte civile.

Se la squadra, nella giornata di ieri, è retrocessa in Seconda Divisione, la società non si è ancora arresa al verdetto del campo. Il sodalizio azzurrostellato, infatti, in mattinata, si è costituito parte civile nel processo Ravenna affidandosi all'Avv. Gaetano Aita. Nell'udienza, fissata per le ore 13 di venerdì, il legale di Eboli chiederà la retrocessione della squadra giallorossa o in alternativa una forte penalizzazione. Non sono ritenuti congrui, infatti, i sette punti inflitti dalla Disciplinare ai romagnoli in seguito alla tentata corruzione per la gara di Lumezzane. La Paganese, inoltre, si ritiene ulteriormente danneggiata dalla sentenza in quanto, con i giallorossi precipitati in zona playout, è risultata determinante la gara giocata ieri a Monza, il cui pareggio ha, di fatto, condannato i ragazzi di Capuano all'ultima posizione in classifica.

E' previsto, invece, per metà settimana l'incontro tra il Presidente Trapani ed il Sindaco della città, Alberico Gambino. Il massimo esponente azzurrostellato è intenzionato a consegnare il titolo nelle sue mani ma se dovesse ricevere il giusto appoggio da parte dell'Amministrazione Comunale potrebbe anche recedere dall'iniziale volontà.

paganese.it