24.2.20

Reggina - Paganese 3-0: nona sconfitta stagionale, l'ottava lontana dal Marcello Torre.

Allo stadio Granillo la Reggina si impone sulla Paganese con un netto 3-0: gli azzurrostellati sono riusciti a resistere un solo tempo di gioco contro l'imponenza della formazione amaranto. Nella ripresa infatti la squadra di Toscano dilaga, siglando ben tre reti: prima Denis su rigore concesso da Marini per fallo di Perri su Bellomo, poi Rubin, che raccoglie la sfera dopo una presa difettosa di Baiocco ed insacca a porta sguarnita, ed infine Denis, che sfrutta un suggerimento di Sounas e al volo trafigge Scevola, subentrato all'estremo difensore campano infortunatosi poco prima.

Avvio arrembante da parte dei padroni di casa, che provano fin da subito a fare la partita: gli azzurrostellati difendono con ordine, praticamente senza mai rischiare. Il primo sussulto del match è di marca amaranto: sassata di Rivas dalla distanza, palla che termina direttamente sul fondo. La Reggina prova nuovamente a rendersi pericolosa, stavolta su tiro da fermo: Reginaldo lascia partire una conclusione a giro che termina alta sopra la traversa. L'unica risposta da parte degli ospiti è tutta in una conclusione dal limite di Diop, neutralizzata agevolmente da Guarna. Quasi allo scadere della prima frazione di gioco, l'episodio che fa discutere: sugli svilupi di un calcio di punizione, Bellomo in area, spizzata di testa a prolungare sul secondo palo sul quale è appostato Rivas che insacca beffando Baiocco. Il primo assistente Teodori alza la bandierina ravvisando una posizione di fuorigioco: gli amaranto segnalano la spizzata di testa di Diop, che di fatto prolunga per Rivas, quindi non ci sarebbe fuorigioco. Ma il direttore di gara, tra le proteste della formazione di casa, annulla comunque la rete. Nella circostanza viene ammonito l'allenatore della Reggina, Toscano, per proteste. Dopo 7 minuti di recupero, si chiude il primo tempo.

La ripresa parte col botto per i calabresi: Perri strattona Bellomo, Marini non ha dubbi e decreta il penalty. Dagli undici metri si presenta l'esperto Denis che spiazza Baiocco: esplode di gioia il Granillo. Due giri di lancette dopo è Rubin a raddoppiare: buon pallone giocato da Garufo sulla destra, cross basso sul quale si tuffa Baiocco, che nella circostanza non è impeccabile, raccoglie la sfera Rubin che insacca a porta completamente sguarnita. Il doppio vantaggio galvanizza gli amaranto, complice anche il contemporaneo pareggio del Bari contro la Cavese: gli azzurrostellati sono al palo, ma al peggio non c'è mai fine. Perri ha un battibecco con Guarna e si fa ammonire per la seconda volta, lasciando in dieci i suoi compagni. I minuti scorrono velocemente, a trarne beneficio è la Reggina, che vede avvicinarsi l'ennesimo successo. Sul finale, arriva la rete del 3-0 definitivo: grande giocata sulla destra di Sounas, cross al bacio per Denis che si coordina e al volo trafigge Scevola, siglando la sua personale doppietta.

Per la Paganese si tratta della nona sconfitta stagionale, l'ottava lontana dal Marcello Torre: undicesimo posto saldo in coabitazione con la Cavese, che nel pomeriggio ha pareggiato con il Bari. Diciannovesima vittoria stagionale da parte della Reggina, che vola a quota 63 punti, a +8 sul Bari che ha impattato con la Cavese a Castellammare di Stabia, mettendo una seria ipoteca sulla promozione in Serie B.

Nel prossimo turno infrasettimanale, la Paganese farà visita all'Avellino mercoledì 26 alle ore 15.00; la Reggina invece sarà ospite del Catanzaro nel derby calabrese, lo stesso giorno ma alle ore 20.45.

da tuttoc.com

18.2.20

Tuttosport di oggi dedica due pagine intere alla Paganese.

Il quotidiano TuttoSport, ha dedicato 2 pagine alla Paganese nell'edizione di oggi. 

Oltre all'intervista a 360° al Presidente Trapani, spazio anche alle origini e tradizioni della nostra città.




17.2.20

Addio a Costantino Ferraioli.


Brutta notizia: se ne è andato per sempre da questo mondo terreno, Costantino Ferraioli, classe 1952, paganese purosangue, già calciatore e allenatore della squadra azzurro stellata.

Costantino aveva grande talento, una dote istintiva che lo portò alle soglie del grande calcio a Torino all’età di diciassette anni. Amava troppo però la sua terra. E non seppe resistere al richiamo della “sua” Paganese nella stagione 1972/73; fu accolto come un divo dal presidente Attilio De Pascale, dal direttore sportivo Nando Saturno, suo mentore, dal segretario generale Gino Quaratino e dall’allenatore Ercolino Castaldo. Non si mosse da Pagani nemmeno nell’anno successivo nonostante avesse richieste di squadre di serie superiori da più parti. Anzi vi restò a lungo, anche con la fascia di capitano e fu uno dei principali artefici della prima promozione (anno 1975/76) in serie C sotto la guida di Lamberto Leonardi.

Breve, invece, la sua carriera di allenatore, manco a farlo apposta con la Paganese perchè non seppe dire di no all’amico Vincenzo Cascone.

Lascia un vuoto senza fine nella sua famiglia e nei tanti che lo hanno conosciuto, apprezzato e voluto bene.

Addio Costantino, caro amico, ti sia lieve la terra.

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La partita con il Rieti ha portato in concreto solo punti. I punti, contano i punti. Bisogna essere concreti nella vita nel momento del bisogno. Il fine quasi sempre giustifica i mezzi. Lo sosteneva Machiavelli nel “Principe”, lui che di certo non era certo uno sprovveduto.

Bruttina la partita, per non dire altro. Paganese briosa solo a tratti. Una squadra che solo ogni tanto riesce a cambiare passo e che diventa sempre più Diop-dipendente. Due le perle dell’attaccante senegalese. La prima solo dopo nemmeno venti secondi quando riesce a deviare in rete da gran marpione un cross di Perri dalla sinistra; la seconda nella ripresa quando ripete la felice giocata di Monopoli: attira su di sé tre difensori e poi serve in corridoio a Gaeta uno di quegli inviti che non si possono rifiutare. Pochi sprazzi, poco dominio territoriale, qualche imperdonabile leggerezza in difesa. Ma sono arrivati tre punti. E sono punti d’oro.

Tutti, per la verità, in campo calcistico, vorremmo sempre vedere all’opera una squadra scintillante, briosa, dal gioco accattivante e contemporaneamente redditizia per quello che riguarda il risultato finale. Non è facile per nessuno, nemmeno per le cosiddette corazzate.

Coniugare il risultato positivo con il bel gioco è difficile, non impossibile per carità, ma assai difficile perché un campionato di calcio logora e non può essere affrontato con lo stesso spirito ogni settimana. Lo è ancora di più per una squadra come la Paganese che – lo diciamo da tempo – ha chiari limiti strutturali e deve soprattutto badare al sodo per raggiungere quanto prima il traguardo della salvezza.

Già, salvezza. I tre punti conquistati domenica contro il Rieti sono punti d’oro. Primo, perché conquistati contro una squadra che veniva considerata diretta concorrente nella lotta per non retrocedere; secondo, perché, quatta quatta, la Paganese è arrivata a conquistarsi una undicesima posizione in classifica che, al momento attuale, le consentirebbe di partecipare alla lotteria dei play-off. Questo in teoria, ovviamente, perché ci sarà da lottare e sudare ancora nelle restanti gare per chiudere una volta per sempre innanzitutto il discorso salvezza. Trentaquattro punti in classifica sono indice di un buon lavoro complessivo. Però non è stato ancora raggiunto alcun traguardo e bisognerà ragionare per gradi, salvaguardando, al più presto possibile, la permanenza in terza serie. Una volta raggiunta quota tranquillità, spazio alla fantasia e ai sogni. Non sarà facile, ma i sogni qualche volta si materializzano.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Top&Flop di Paganese-Rieti.

TOP

Diop (Paganese)
: è il vero mattatore della serata, ritrova la doppietta, dopo averne messo a segno altre due questa stagione contro Rende e Bisceglie. È l'unico a tenere vivo l'attacco, complice anche la prestazione opaca di Alberti. GOLEADOR

Nessuno (Rieti)
: i laziali non riescono ad impensierire i padroni di casa, risultando troppo impacciati e decisamente prevedibili. La rete di Persano è un regalo di Schiavino: di questo passo gli amarantocelesti saranno condannati anticipatamente alla retrocessione in Serie D. FRAGILI

FLOP

Nessuno (Paganese)
: gli azzurrostellati vincono senza praticamente mai soffrire, amministrando la gara: Erra riesce anche a gestire bene gli uomini in campo in vista della doppia trasferta di Reggio Calabria ed Avellino. INVINCIBILI

Kalombo (Rieti)
: ha un pessimo impatto sulla partita, soffrendo e non poco sulla fascia di competenza. Si fa ammonire per uno sgambetto ai danni di Diop, poi per poco non combina la frittata con un clamoroso autogol. DA RIVEDERE

da tuttoc.com

Paganese-Rieti 3-1: ritorno al gol e alla vittoria!

La gara Paganese-Rieti termina con il risultato 3-1: ottavo successo stagionale per gli azzurrostellati, che si avvicinano all'obiettivo stagionale della salvezza tranquilla.

I padroni di casa partono bene, trovando la rete dopo appena 20 secondi: cross basso dalla sinistra di Perri in area per Diop che con una zampata, anticipando Aquilanti, trafigge Merelli. L'unico sussulto del match da parte degli ospiti è tutto in un calcio di punizione di Zampa che calcia direttamente in porta: conclusione centrale, respinge con i pugni Baiocco. Quasi in chiusura della prima frazione di gioco. la Paganese trova il raddoppio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Capece, Tiraferri commette fallo di mano in area. Per l'arbitro Catanoso ci sono gli estremi per il penalty: dal dischetto si presenta Diop che insacca alle spalle di Merelli, bravo ad intuire la direzione ma beffato dal destro chirurgico dell'attaccante azzurrostellato. Prima dell'intervallo il Rieti trova a sorpresa la rete: Schiavino commette un'ingenuità al limite dell'area, perdendo la sfera, ne approfitta Persano che supera Baiocco in uscita.

La seconda frazione di gioco inizia sulla falsa riga del primo tempo: infatti gli azzurrostellati trovano la rete dopo appena 42 secondi. Calil innesca Diop sulla destra, il quale vede e serve Gaeta al limite dell'area, bravo a trafiggere Merelli con un piattone che si perde nell'angolino basso. Al 51' proteste per i laziali: cross basso di Zanchi dalla sinistra per Morrone che tutto solo sul secondo palo calcia a botta sicura: Baiocco blocca in due tempi, forse sulla linea. Morrone protesta invocando la rete, Catanoso inizialmente assegna il gol, poi annulla la decisione su segnalazione del secondo assistente Regattieri. I minuti scorrono inesorabilmente e il Rieti non riesce a trovare gli spiragli giusti per impensierire Baiocco, inoperoso o quasi. Sul finire del match, i laziali ci provano con due tentativi senza successo di De Paoli. Ma sono i padroni di casa ad andare vicini alla quarta rete: Musso per vie centrali pesca con un passaggio filtrante Mattia, Kalombo in anticipo per poco non beffava Merelli, che nella circostanza era uscito per anticipare il centrocampista azzurrostellato. Salvataggio sulla linea da parte dell'estremo difensore amarantoceleste.

Gli azzurrostellati ritornano dopo più di un mese (l'ultima vittoria degli uomini di Erra è datata 12 gennaio 2020, nel successo di misura sul Monopoli) e seguono la scia della Virtus Francavilla, vincente a Terni, ma nel contempo sorpassano i cugini della Cavese, che invece hanno impattato nel derby con l'Avellino. La Paganese è undicesima a quota 34 punti, tanti quanti totalizzati dai pugliesi. Per il Rieti è notte fonda: ultimo posto con appena 12 punti a -5 dal Rende, che questa sera occupa la penultima piazza del raggruppamento, a causa della concomitante vittoria della Sicula Leonzio sul Bisceglie.

Nel prossimo turno la Paganese è ospite della capolista Reggina, domenica prossima alle ore 15.00, mentre il Rieti ospita il Teramo lo stesso giorno alle ore 17.30.

da tuttoc.com

Addio Ferraioli, capitano profeta in patria.


Sto per strada, in questa domenica soleggiata, dove pensi che tutto possa filare liscio e nulla possa rovinare il giorno di festa per antonomasia. Mi ferma un vecchio tifoso della Paganese, penso mi voglia chiedere qualcosa sulla gara di oggi pomeriggio con il Rieti ed invece no: "Peppe ma è morto Costantino Ferraioli?" Lo guardo in cagnesco: "Ma che dici?". Invece è vero. Mi arrivano le prime conferme ad una notizia che blocca lo stomaco e cambia tutta la giornata. Inevitabile il tuffo nel passato del capitano profeta in patria, che non ho avuto modo di apprezzare da calciatore (quando esordì nella Paganese avevo un anno) ma che poi grazie all'amicizia con il nipote, l'amico fraterno Gianluca Russo, ebbi modo di frequentarlo. Spesso sono stato a casa sua, nel periodo antecedente la stesura del primo libro sulla storia della Paganese.

M'incantavo ascoltando i suoi racconti, sfogliando le pagine ingiallite dei giornali che lo riguardavano, le foto utili per arricchire la mia collezione ed impreziosire le pagine del libro. E poi chiacchierare e discutere di Paganese, di tattica, di movimenti dei difensori quando frequentava la tribuna stampa del Marcello Torre come apprezzato inviato di Telenuova di cui era opinionista. A lui mi lega, da tifoso, il ricordo più bello di una salvezza conquistata dalla Paganese in Interregionale, con i denti a Siderno nell'ultima giornata, per un punto, nella travagliata stagione 1987-88 sotto la presidenza Domenico Bifolco. Era subentrato in corsa a Ciccio Stellato e conquistò una salvezza miracolosa. E poi l'esperienza con la Real Paganese che non si concluse, dieci anni dopo, come lui sperava.


Costantino Ferraioli ci lascia a 68 anni, è stato una colonna della Paganese degli inizi anni '70. La prima presenza in azzurro arriva curiosamente nel giorno del suo diciassettesimo compleanno, l'11 maggio del 1969 a Terzigno, terz'ultima giornata, giocando anche le ultime due gare di quella stagione 1968-'69.In totale ha indossato per 97 volte la casacca azzurra sulla terra battuta del vecchio Del Forno, per quattro stagioni dal 1972 al 1976, realizzando una sola rete, quella del 2-2 finale nella gara interna con il Benevento, il 18 novembre del 1973. Poi fu elevato a gloria cittadina nel 1976, quale ministro della difesa della Paganese, quando conquistò nella stagione 1975-76 la storica promozione (nella foto il terzo da sinistra in piedi sul nuovo impianto l'allora Comunale) in serie C. Nelle sue quattro stagioni,dopo il ritorno dalla Casertana dove aveva anche esordito in B, fu Ercolino Castaldo a vedere in lui le stimmate del difensore del futuro, affidandogli la fascia di capitano, rendendolo immortale nella storia della Paganese. Oggi alle 17.30, nella gara con il Rieti, gli renderà omaggio la Paganese e tutta la tifoseria azzurra. Domani alle 14.30, presso la chiesa di S.Sisto a Pagani, si svolgeranno i solenni funerali, quando la Pagani sportiva e non renderà omaggio al suo Capitano profeta in patria. 

Peppe Nocera
© Paganesemania - Riproduzione riservata

La seconda foto è tratta da paganesecalcio.com

14.2.20

Focus - Rosa esigua e coperta corta spiegano gli ultimi passettini.


Il mancato mercato ha accentuato l'esiguità di una rosa ridotta all'osso fra infortuni e squalifiche. Erra in difficoltà quasi ogni settimana.

Nel periodo natalizio, quando il campionato si ferma, le discussioni tra amici e colleghi in merito alla nostra Paganese toccano sempre lo stesso argomento. Tra bilanci di classifica ed esigenze della squadra, necessariamente sotto forma di innesti da inserire in rosa, ogni discorso si ferma sempre al secondo punto. Mai come ora, quando Scarpa e compagni continuano non senza difficoltà a tenere un buon ritmo salvezza in piena linea con i programmi societari, il capitolo mercato torna prepotentemente di stretta attualità. Tra calciatori da centellinare perché in odore di squalifica ed infortuni che continuano a decimare la rosa con cadenza quasi settimanale, per il tecnico Erra risulta sempre più complicato trovare la quadra. Perché se da un lato l’allenatore azzurrostellato preferisce non snaturare, a giusta ragione, il suo assetto tattico, dall’altro c’è da fare i conti con l’esiguità della rosa che non si può nascondere. Non entro nel merito delle valutazioni societarie e nemmeno di quelle tecniche soprattutto dopo che Erra ha diplomaticamente fuorviato il capitolo rinforzi a giochi chiusi dopo il pareggio ad occhiali con la Cavese. 

Resta però il freddo dato che l’organico è sempre corto e diversi elementi della Paganese cominciano ad accusare le fatiche di una stagione fisicamente e psicologicamente dispendiosa. I vari Capece, Stendardo e Panariello, per citare quelli più esperti, devono giocoforza tirare la carretta. Se poi Schiavino e Caccetta sono costretti a mordere il freno, il quadro complessivo diventa ancora più ricco d’insidie. Ha il suo bel da fare Erra per mettere assieme una formazione di partenza equilibrata e competitiva, anche se va sottolineato che elementi come Sbampato e Bramati non stanno demeritando dopo aver diligentemente atteso il proprio turno senza fare polemiche. Allora dove sta il nocciolo della questione? I rinforzi servivano veramente o Erra li aveva in casa e li ha scoperti nel prosieguo del cammino? Un rebus cui dare risposte non è semplice. Qualche tifoso più sognatore potrebbe obiettare che la Paganese avrebbe potuto alzare l’asticella e magari spingersi più in alto di una semplice permanenza in categoria con l’ingaggio nel mercato di riparazione di un centrocampista ed un attaccante da affiancare a Diop. Due calciatori in più, non necessariamente esperti per ragioni anagrafiche, avrebbero fatto sicuramente comodo ed avrebbero permesso al tecnico di avere a disposizione qualche soluzione alternativa in più. Se poi la proprietà ha deciso di dare fiducia allo stesso gruppo costruito in estate vuol dire che, calcoli alla mano, si ritiene che in fin dei conti non si è lontani dall’obiettivo stagionale prefissato. 

In effetti mancano ancora una decina di punti per mettersi al riparo da brutte sorprese, però avrebbe fatto piacere all’ambiente conoscere i motivi della scelta di non fare operazioni a gennaio. La risposta di Erra nel post derby non ha fatto svanire i miei dubbi. L’allenatore azzurrostellato sarà stato troppo aziendalista, la società poco coraggiosa ma queste valutazioni restano confinate nello stretto ambito di pura curiosità che il tifoso e gli addetti ai lavori avrebbero voluto conoscere. Avranno influito anche fattori economici che non possono essere messi in disparte per una realtà come la Paganese che non può disporre di risorse illimitate. Interrogativi che restano nella speranza di acciuffare quanto prima la quota salvezza volendo essere pratici quanto basta, senza volare con la mente. 

Francesco Pepe
© Paganesemania - Riproduzione riservata

11.2.20

La Paganese vista da...Nocera! - Non si schioda.

Ancora uno 0-0. Il quarto, il secondo consecutivo, con l'astinenza del gol che continua a salire. Un gol nelle ultime sette partite. Questi i dati nudi ecrudi maturati dopo il pareggio ad occhiali di Vibo Valentia contro il Rende. Non si schioda la Paganese da quella che sembra un malanno di stagione che fotografa in pieno il momento della formazione di Erra. Vorrei ma non posso, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Non vince ma non perde e come una formichina mette in cascina un altro mattoncino sulla piramide della salvezza che segna -9 se vogliamo avere come riferimento i canonici 40 punti. Con Il Rende la Paganese è da sei politico, ma solo per il punto conquistato, non tanto per la prestazione che s'è fermata a centrocampo. Dalla cintola in su non è riuscita a trovare i meccanismi per creare problemi ad un avversario che di problemi ne aveva molti ma la Paganese ha preferito l'uovo oggi anzichè la gallina domani.

Zero parate del portiere avversario, un solo brivido lunga la schiena dell'ex Borsellini, quando Alberti lo anticipa, dopo il primo dei due pericoli corsi da Baiocco. La Paganese non affonda il coltello nella piaga biancorossa e la tiene aperta, nonostante un atteggiamento anche propositivo, andando a pressare alti nella metà campo avversaria ma senza mai pungere. Una giornata che in linea generale ha fatto il gioco della Paganese.Equilibrio totale in fondo alla classifica con le sole goleade del Catanzaro a Rieti, prevedibile, e della Sicula Leonzio con il Potenza, incredibile.E' trascorsa un'altra giornata e tutto resta identico con un equilibrio soft che va a vantaggio della Paganese se si ha una lettura solo in chiave salvezza. Con il Rende quella Paganese spumeggiante del primo tempo con la Cavese è rimasta negli spogliatoi mentre è entrata in campo una squadra che s'è limitata al compitino badando innanzitutto a non prenderle. Mi ricorda la partita di Castellammare con la Cavese, con una squadra che badò a non prenderle senza mai cambiare ritmo per cercarla di vincerla.

Sarebbe stato utile Scarpa, l'unico in questo tipo di gara capace di accendere la lampadina. A tredici giornate dal termine del campionato ormai la Paganese ha mostrato il suo volto. Ora è il momento di continuare a fare punti cerando di farne qualcuno in più andando anche a rete. Un pareggio a Vibo che ci può stare se si considera quello che non s'è prodotto. C'è stato il ritorno in campo di Schiavino le conferme di Bramati ancor di più il recupero di Caccetta e la conferma di una flessione di Diop in fase offensiva. Non segna da Caserta e avevdo smarrito la via della rete l'ha smarrita anche tutta la squadra. 

L'incompiuta.

DI NINO RUGGIERO

Altro pareggio, altro risultato positivo di minima nell’incontro esterno con il Rende. La partita probabilmente l’avete vista in tv e avete sentito i commenti che l’hanno caratterizzata. Una partita monotona, senza acuti, piatta. Una prestazione della Paganese in linea con l’andamento della gara. Ancora una volta, sul risultato scaturito, diciamo quello che da tempo ripetiamo: poteva essere ma non è stato.

Il punticino serve in ottica salvezza perché consente di conservare gli stessi punti di vantaggio proprio sul Rende che al momento è penultimo in graduatoria. Serve di meno se si volesse ancora dar retta a voli di fantasia, in ottica play-off. La squadra calabrese, infatti, è apparsa modesta nel suo assetto; in linea con la posizione che ha in classifica. Qualcosa in più forse era lecito attendersi dalla Paganese, ma qualcosa non ha funzionato e la squadra si è espressa su livelli appena di sufficienza.
Fin qui tutto normale. Resta però da fare la solita considerazione che riguarda il miglioramento dell’obiettivo principale; un enigma che non si scioglie e che lascia la squadra nel limbo, praticamente tra coloro che sono sospesi. Alla squadra manca quel “quid” capace di far scattare la molla del miglioramento; quella molla che non è scattata nelle ultime due partite interne concluse con pareggi e che non è scattata nemmeno sul campo calabrese quando la squadra ha badato al punticino senza scoprirsi. Questione di qualità e di intercambiabilità fra elementi di pari valore, più che di temperamento.

I numeri, che difficilmente mentono, in questa fase parlano di una squadra che nelle ultime otto gare ha subìto solo quattro segnature. Allo stesso tempo, sempre nelle ultime otto gare, ha trovato la via della rete soltanto in due occasioni. Una vera e propria inversione di tendenza che lascia pensare; consideriamo infatti che nella prima parte del campionato la Paganese si presentava come il secondo miglior attacco del girone mentre la difesa accusava il peso di molte segnature.

L’incompiuta non è solo il titolo di un’opera sinfonica lasciata in sospeso da Beethoven o Schubert. A buon diritto, alla luce delle ultime prestazioni della Paganese, può essere riferita proprio alla squadra azzurro stellata che non riesce a portare a termine un’operazione di qualità che di settimana in settimana sembra essere sempre sul punto di essere conclusa. Il paragone con le opere sinfoniche è di certo irriverente, ma forse rende meglio l’idea di una situazione sempre sul punto di una svolta che, nel momento della possibile definizione, non trova efficaci sbocchi conclusivi.

Intendiamoci, la squadra sta tenendo fede ai programmi della vigilia stilati dalla società presieduta da Raffaele Trapani. Si puntava alla salvezza senza affanni; e possiamo dire – a onor del vero – che tutto procede nella direzione voluta. Il lavoro svolto da Alessandro Erra sta dando buoni frutti e bisogna convenire che aver già racimolati 31 punti quando mancano tredici gare alla fine del campionato suona a merito del lavoro svolto dal tecnico. Il problema, però, è un altro: i tifosi più esigenti (come poter dare loro torto!) hanno sempre visto a portata di mano un traguardo prestigioso: quello dell’accaparramento di un posto utile per la disputa dei play-off.

“Vorrei perlomeno avere la soddisfazione di disputare anche una sola partita nei play-off – mi diceva un cortese lettore di questa rubrica – e credo che noi fedelissimi una volta tanto ce lo meritiamo!”
Già, ma non è facile. La squadra sta facendo di tutto per dare quante più soddisfazioni possibili alla società e all’ambiente sportivo. Il traguardo della salvezza diretta sembra a portata di mano e quindi si potrebbe anche essere soddisfatti del comportamento complessivo della squadra fino a questo momento.

Nella vita però, è notorio, si vuole sempre migliorare e per questo nell’ambiente sportivo si è sempre pensato che in fondo, una volta raggiunto il traguardo di minima, si potrebbe anche fare qualcosa in più. Il pensiero risuona martellante da qualche tempo, soprattutto quando il calendario ha presentato incontri teoricamente più alla portata della squadra.

In tutto questo, però, bisogna sempre fare i conti con la realtà che non sempre si concilia con le aspettative. La realtà fino a questo momento ha detto e ribadito nelle ultime gare che la Paganese è una buona squadra ma con dei limiti e non certo per incapacità del suo allenatore. Quest’ultimo anzi è da apprezzare per quello che è riuscito a tirar fuori da una squadra che ha carenze strutturali perché incompleta o – se più vi aggrada – incompiuta.
Come le famose sinfonie di Beethoven e Schubert…

10.2.20

Erra: “Confermata la nostra solidità”.

Dopo lo 0-0 del “Razza” il tecnico della Paganese, Alessandro Erra, commenta in sala stampa il pareggio dei suoi, ripreso dai canali ufficiali del club azzurrostellato: “Per noi va bene così, dimostriamo ancora una volta solidità perché è da tanto tempo che non subiamo gol. Avevamo diversi assenti e andavamo ad affrontare una squadra che si giocava il tutto per tutto, siamo rimasti compatti e capaci di non concedere quasi nulla. Continuiamo il nostro percorso verso il nostro obiettivo. Avevamo questo atteggiamento perché sapevamo che alla luce della nostra posizione di classifica potevamo fare una partita ordinata ed è un privilegio, anche se nella ripresa con un pizzico di coraggio in più poteva arrivare un risultato migliore”.

Obiettivo della Paganese: “Quando siamo al completo abbiamo dimostrato di poter fare un campionato da protagonisti. Ora siamo incerottati, ma contiamo ora di arrivare prima possibile ai 40 punti e pensare ad una partita alla volta. Adesso siamo concentrati alla sfida con il Rieti che è decisiva per noi. La gara di oggi non è stata molto bella, è stata molto bloccata ma il punticino fuori casa ci sta bene perché ci avvicina al nostro obiettivo”.

da tuttoc.com

Top & Flop di Rende-Paganese.

TOP

Loviso (Rende)
: entra negli ultimi dieci minuti di gioco e rivoluziona l'attacco dei biancorossi. Va vicino alla rete del vantaggio con una punizione che sfiora il palo, poi innesca Giannotti con un assist al bacio: Rigoli lo tiene colpevolmente in panchina, chissà come sarebbe finita la partita se avesse cominciato dall'inizio... IMPRESSIONANTE

Baiocco (Paganese): la sua squadra affonda nella mediocrità assoluta, ma l'estremo difensore azzurrostellato risponde presente nell'unico tiro velenoso del match. Con la giusta tempistica ci mette il suo guantone sulla girata di Saveljevs, pescato da Origlio con un invitante cross basso dalla sinistra: se la Paganese colleziona il quarto 0-0 su sei gare, lasciando inviolata la propria porta per 180' consecutivi, il merito è tutto suo. BALUARDO

FLOP

La paura di vincere (Rende)
: I cambi effettuati da mister Rigoli hanno apportato la giusta dose di coraggio per superare la Paganese: peccato che sul più bello la compagine calabrese frana, mostrando tutti i limiti caratteriali al cospetto di un avversario che ha pensato di più a non prenderle. DELUDENTI

Centrocampisti/attaccanti (Paganese): diciamoci la verità, negli azzurrostellati c'è qualcosa che non funziona dalla cintola in su. La linea mediana e le punte non riescono a pungere con quell'intensità che ci si aspetta da una formazione che lotta per un posto playoff. Di questo passo la speranza di agguantare il treno degli spareggi promozione svanisce miseramente. IMPRODUTTIVI

da tuttoc.com

Ancora un pareggio: 0-0 contro il Rende e a zero pure le emozioni.


Continua anche a Vibo Valentia contro il Rende, il malanno di stagione degli azzurrostellati che dopo il pari interno con la Cavese, inanellano il quarto pareggio ad occhiali nelle ultime cinque gare. Mister Erra conferma Bramati a centrocampo in luogo di Caccetta con Carotenuto esterno, visto l'infortunio di Mattia assente insieme a Scarpa, Guadagni e Dramè, con Alberti e Diop in attacco. La gara vive un primo tempo vibrante con qualche emozione in più ma è subito il Rende a creare il primo brivido al 12': Vitofrancesco quasi sul fondo va via sulla destra e pesca in area, sul secondo palo Rossini che in tuffo di testa fa gridare al gol. Incredibilmente accarezza la base del palo con Baiocco che nulla vrebbe potuto fare se avesse centrato lo specchio della porta. Risponde al Paganese con Alberti al 28', che si avventa su un pallone in area, anticipa di testa l'ex Borsellini ma a pochi passi dalla linea bianca libera un difensore del Rende. Sarà l'unica palla gol della Paganese dell'intera gara. Un minuto dopo la Paganese protesta per un dubbio tocco di braccio di un difensore di casa ma l'arbitro fa proseguire. Sul capovolgimento di fronte ancora un pericolo in area azzurra con Origlio che guadagna la fascia sinistra e cossa  sul secondo palo do Vitofrancesco non aggancia defilato dinanzi a Baiocco. Termina su questa iniziativa degli uomini di Rigoli la prima frazione. Nella ripresa Erra lancia in mischia Caccetta per Bramati e Calil per Alberti ma la sostanza non cambia soparttutto sotto porta dove è innocuo l'evanescente Diop, mai pericoloso. La Paganese spesso pressa gli avversari nella loro metà campo, ha un maggior predoiminio del campo ma non concretizza anzi non crea. Gestisce senza affanni la gara con le emozioni , se si possono chiamare tali, che si alternato tra due tiri telefonati di Vitofrancesco al 70' e Caccetta al 77'. Nel finale però con la Paganese che non cambia mai ritmo cercando di far sua la gara, per poco non vi riecse il Rende che in precedenza aveva reclamato un rigore per un fallo di mano. All'84' ci prova Loviso su punizione a sfiorare il sette e due minuti dopo è Saveljevs in area agirare a rete con Baiocco che devia ma nessun biancorosso è lesto a raccogliere.Termina dopo cinque minuti di recupero la sfida di Vibo. Uno scialbo zero a zero che conferma l'astinenza del gol degli azzurri.Una solo rete nelle ultime sette gare.

da paganesemania.it

6.2.20

La partita del tifoso: è stato un vero peccato.

È stato proprio un peccato. Gran bella partita da parte dei nostri ragazzi, capaci di riscattare le ultime brutte e soporifere uscite. La squadra, ben messa in campo, equilibrata e tenace, ha più volte messo alle corde l’avversario di turno. E questo a ulteriore conferma di due cose: noi, contro le grandi (o che si credono tali, suonandosela e cantandosela da sole) ci esaltiamo e spesso portiamo a casa il risultato; gli altri, contro le piccole (o presunte tali, che intanto, un altro poco era e ne prendevano almeno tre, dalla piccola) stentano e palesano la loro dote migliore: un c..o essaggerato!!! Eh sì, amici miei lontani e amiche mie vicine, io non ho mai visto un fortunato essere sfortunato e uno jellato avere la botta di ciorta al momento giusto. C’è poco da fare: se tieni la sfortuna ce l’hai, punto e basta e questa continua a perseguitarti. D’altro canto: se ti ritrovi ad avere una parte posteriore inferiore del tronco piuttosto pronunciata puoi dormire sonni tranquilli.

La partita, dicevo. A me è piaciuto molto come i nostri ragazzi sono stati in campo, tutti, nessuno escluso, in particolare chi non ha giocato tanto, fino a ora:
  • Bramati. Fin quando la condizione lo ha retto è stato un fattore, in mezzo al campo. Inutile dirvi cosa sarebbe successo se quella traversa… immaginate voi, quella famosa parte posteriore inferiore del tronco, come sarebbe diventata, a furia di calci!;
  • Capece. E che ve lo dico a fare. Le squadre le abbiamo viste ormai tutte e io ho la netta sensazione, lungi da me fare il buffone, che un centrocampista come questo ce lo hanno in poche. Non lo tengono le “vere” grandi squadre, figurarsi chi se lo dice da sola di esserlo! Peccato solo per qualche punizione buttata nelle frasche, soprattutto verso la fine. Ora dico: se Capece non firma il rinnovo, io, per proteste, trascorrerò tutta l’estate, 24 ore su 24, incatenato al cancello della sede della società. Avevo pensato ad un’altra protesta, più clamorosa, tipo sciopero della fame ma poi mi sono subito convinto che conviene di più incatenarmi al cancello. Da questo momento, vi invito: appiliamo la pagina fb della Paganese con l’hashtag #CapeceIN, così che la società si organizzi sul da farsi!;
  • Baiocco. Non mi fate perdere tempo: deve rimanere pure lui, altrimenti mi incateno al cancello. Pertanto, da questo momento: appiliamo la pagina fb della Paganese con l’hashtag #BaioccoIN!
L’altra volta ho chiuso l’articolo lasciando intendere che, chiusa la finestra di calciomercato invernale, avrei detto la mia, sul nostro mercato. Bene, la mia è questa: abbiamo scelto di non fare e lasciare la rosa attuale così com’è. Banale dire che la mia speranza è che questa, terminato il campionato, si riveli una scelta giusta. Però, tra infortuni, attuali e possibili (vedi Dramè), possibile che puntellare l’organico fosse tanto inutile? Sicuri che non rischiamo di togliere entusiasmo a un ambiente che vive di questo? La salvezza, sono sicuro, arriverà presto, anche quella matematica ma la posizione di classifica, a questo punto (o meglio tre/quattro partite fa) avrebbe suggerito un piccolo sforzo, magari l’ingaggio di un paio di giovani “esperti” e di bella speranza, in modo da rendere la rosa, se non più competitiva, almeno più completa e a prova di incidenti, squalifiche e roba del genere.

Spero di sbagliarmi. Anzi, sicuramente mi sbaglio. Questo, sia ben chiaro, è il mio augurio.

Alberto Maria Cesarano
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4.2.20

La Paganese vista da...Nocera! - E' mancato solo il gol...cercasi!

Lo avevo scritto e quasi invocato, nell'articolo di venerdì, mi aspettavo dopo le ultime prestazioni incartate una Paganese da derby, ovvero, aggressiva e grintosa. Ma è stata a tratti, soprattutto nel secondo tempo, anche bella da vedere. E' mancato solo il gol, questa volta, questo sconosciuto dalle parti del Torre che ha spinto come sempre gli azzurri. Terzo pareggio ad occhiali, ma di ben altra fattura, che mantiene la formazione di Erra, forse troppo tardiva la sua idea di lanciare nella mischia Scarpa, ancor aggrappata ai play-off e a più cinque sul Picerno. Purtroppo i numeri sono impietosi sotto porta. Un solo gol, a Monopoli, nelle ultime sei partite. S'è inceppata quella macchina infallibile, la quarta potenza di fuoco del girone, sino ad un mese fa. Gira storto, come capita, e poi quan do anche la dea bendata ti volta le spalle allora è difficile.

Un centimetro in meno e quel bolide di Bramati avrebbe regalato due record, il primo gol di un centrocampista ed il ritorno al gol. Se poi gli avversari ti mettono sul piatto d'argento, un pallone da spingere in rete e sbagli l'aggancio, bisogna solo imprecare. E se poi ancora gli avversari, traversiti da Babbo Natale,  continuano a regalarti il pallone al limite dell'area e tu glieli la ritorni allora è difficile pensare di far gol. E se poi, quando il ritrovato Diop ha la palla buona per centrare il bersaglio, ti trovi sulla traiettoria un difensore appostato al posto sbagliato, per noi, nel momento giusto per loro....e allora pensi che non è serata. Questa volta le occasioni ci sono state, qualche pensierino a Baiocco attentissimo, anche gli aquilotti l'hanno procurato. Intanto lo scrigno casalingo si arricchisce di un altro punticino, che alla fine porterà al traguardo minimo stagionale, ma massimo nei piani della vigilia.

Da ora, da quota 30, inizia il conto alla rovescia verso la quarta decina che detrminerà lo striscione della salvezza. Però una domanda ci sorge spontanea e già è stata fatta, giustamente dal collega Pepe, in sala stampa nel post gara con la Cavese. Cosa ha portato la società a non effettuare nessuna operazione di mercato ? L'allenatore ha risposto diplomaticamente sopstando, metaforicamente, il microfono al direttore sportivo. Vorremmo capire quale valutazione è stata fatta in sede di valutazione della rosa.L'infortunio di Dramè è quasi emblematico e l'astinenza sotto rete con elementi che non convincono, ne conferma la necessità di fare qualcosa. Comunque ora il mercato è chiuso e si procederà con questi uomini che dovranno indirizzare le loro risorse, alla conquista di questi ultimi dieci, dodici punti. Cosa non impossibile, anzi alla portata della squadra, anche se una modifica della rosa con un paio di elementi avrebbe potuto aggiugere qualche freccia o rivitalizzare e irrobustire , anche in proiezione futura, qualche reparto a corto di personale.

Peppe Nocera per paganesemania.it

3.2.20

Il fieno nel granaio.

Di NINO RUGGIERO

Un altro pareggio interno, un altro punto. Come una formichina giudiziosa, la Paganese mette fieno nel granaio in un periodo in cui la dea fortuna non le è molto favorevole.
Una vittoria degli azzurro-stellati nell’incontro con la Cavese non avrebbe fatto gridare allo scandalo; così come un pareggio può essere comunque accettato serenamente, considerando la forza d’urto degli avversari, tra quelli più in forma del campionato, oltre a essere considerati compagine di buon valore tecnico.

Bella partita, ieri, una delle più belle e intense disputate dalla Paganese in questo campionato. Le motivazioni hanno caratterizzato una prestazione ad alto livello dei ragazzi di Alessandro Erra. Più di una volta la porta della Cavese ha tremato; ancora di più ha tremato la traversa su un tiro meritevole di migliore fortuna scoccato da Bramati dal limite dell’area nella prima parte della gara. Davanti a una Cavese che non ha lesinato spese importanti per l’ingaggio di calciatori di spessore, la Paganese, quella che non segna più da tempo immemorabile, e che nel mercato invernale non ha cambiato di una virgola il proprio iniziale schieramento, ha sciorinato una gara di alto livello sotto il profilo caratteriale e dell’intensità agonistica.

Forte di una difesa che acquista consapevolezza della propria forza grazie alla consolidata esperienza di Baiocco e Stendardo e alle autentiche rivelazioni di stagione, Sbampato e Mattia, la squadra azzurro-stellata ha potuto mettere in mostra anche un centrocampo armonico che si è avvalso non solo della solita regia di Capece, ma anche di una straordinaria vitalità di Gaeta e Carotenuto. Quest’ultimo, vera sorpresa estratta dal cilindro di Erra, è stato indiscutibilmente fra i migliori in campo. Se il giovane calciatore, peraltro ex Cavese, dovesse continuare sul metro della prestazione di ieri, potrebbe essere annoverato tra le più belle novità del campionato, tanto convincente e continua è risultata la sua prova; il suo incedere sulla fascia destra dello schieramento, sia nel primo come nel secondo tempo hanno costituito una vera e propria minaccia per la difesa della Cavese.

Buona prestazione anche di Bramati, ugualmente schierato a sorpresa; il ragazzo si è fatto vedere e sentire nella zona centrale del campo e ha anche sfiorato la segnatura con un tiro dal limite che ha centrato in pieno la traversa. Probabilmente migliorerà ancora se, giocando, riuscirà a trovare il ritmo partita.

Le note positive non si fermano qui. Anche Gaeta si è dato molto da fare, ma non è una novità perché è risaputo che la società crede molto nelle sue capacità.
Intanto, va detto che la squadra non riesce più a segnare. La potenzialità offensiva della prima parte del campionato si è dissolta come neve al sole, così come è tramontata la facilità di andare a rete su palle inattive.

Al momento la classifica registra meno gol all’attivo, è vero, ma registra anche meno gol incassati nel segno di un equilibrio tattico che porta le stimmate di Alessandro Erra, un allenatore che sta facendo veramente un buon lavoro.

Forse la partita con la Cavese ci ha consegnato la vera Paganese: una squadra che conosce i propri limiti ma che interpreta a meraviglia, per impegno e dedizione, l’anima del tifoso che vuole vedere all’opera una squadra viva, battagliera e mai doma. Uno spirito che anima soprattutto il suo capitano, Scarpa che, chiamato a dare il suo contributo nel secondo tempo, ha arricchito la sua prestazione con una gara di alto livello, tipica degli elementi di grande esperienza e classe.

Salvo imprevisti, che nel calcio sono sempre dietro l’angolo, pare che il discorso play-off per la Paganese debba essere accantonato. Niente di grave e definitivo, per la verità, se si considera che l’obiettivo principale fissato dalla società ha sempre contemplato una salvezza diretta. Tutti nella vita vorrebbero sempre qualcosa in più. Non sempre è possibile.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Paganese "ammaccata" ma Erra non demorde: "Daremo il massimo".


Continua l'emergenza per la Paganese che domani sera, nel derby che apre la quinta giornata di ritorno della Serie C (fischio d'inizio al Torre alle 20.45), contro la Cavese si ritrova abbastanza incerottata. Non ci sarà lo squalificato Panariello, oltre agli infortunati Schiavino, Guadagni e Campani. In dubbio pure Caccetta e Mattia, lo stesso Perri è acciaccato: "Qualcuno dovrà giocare e strignere i denti, abbiamo delle assenze ma conto su chi ci sarà, voglio vedere una Paganese agguerrita. Dobbiamo mettere in campo uno spirito battagliero - ha chiesto Alessandro Erra alla vigilia - vogliamo risollevarci dopo la battuta d'arresto di Francavilla. Siamo pochi, raccogliamo i cocci ma cercheremo di fare una buona partita contro una delle squadre più in forma del campionato in questo momento".

Paganese che deve riscattare il ko dell'andata: "All'andata non avemmo una reazione veemente per rimetterla in parità, eccezion fatta per l'occasione capitata a Guadagni nel finale. Fino al gol di Germinale, però, avevamo tenuto bene. Domani sarà una partita diversa, fra due squadre che sono in linea con i propri obiettivi e che mettono in vetrina anche tanti ragazzi interessanti. Dal canto nostro, speriamo di poter dare ai tifosi una grande soddisfazione, ci proviamo pur sapendo che sarà una partita ostica e siamo un po' ammaccati".

Cavese squadra da tenere d'occhio soprattutto in attacco, ora che è arrivato pure l'ex Cristian Cesaretti (22 gol in due anni con la maglia della Paganese): "Il reparto avanzato della Cavese è fra i più forti del girone, squadra tecnica ed allenata da un tecnico esperto della categoria. Dovremo fare attenzione alla loro qualità. Non abbiamo preparato alcun trattamento speciale per Cesaretti, ho avuto il piacere di averlo anche se per pochi mesi l'anno scorso. E' stato trattato benissimo, non penso avrà il dente avvelenato, però ora è giusto che si giochi le sue chance". 

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Top & Flop di Paganese-Cavese.

TOP

Diop e Scarpa (Paganese)
: l'attaccante senegalese, nonostante qualche errore di troppo, è spesso pericoloso: al 79' ha la ghiotta occasione per portare in vantaggio la sua squadra, ma Matino sulla linea di porta gli nega la gioia del gol. L'eterno capitano invece ha apportato quella giusta dose di incisività che è mancata per tutta la prima frazione di gioco. AGGRESSIVI
Marzorati e Matino (Cavese): le colonne della difesa aquilotta hanno retto bene al confronto con le punte azzurrostellate, Matino in particolare si è reso anche pericoloso sotto porta al 63'. BALUARDI

FLOP

Alberti (Paganese)
: a seminare il panico nell'area di rigore avversaria è solo Diop, il compagno di squadra invece si perde nei meandri perdendo spesso contatto con la sfera. IMPALPABILE

Cesaretti (Cavese): rispetto al collega Germinale, non è in grado di rendere più incisiva la manovra degli aquilotti, risultando fin troppo impreciso e poco reattivo. L'unico sussulto del match è un suo diagonoale al 77' neutralizzato a terra da Baiocco. L'ex di turno ha ciccato proprio davanti ai suoi vecchi tifosi, che lo hanno "accolto" con fischi incessanti. ASSENTE

da tuttoc.com

Bramati: "2 punti persi. Playoff? Pensiamo a Rende e Rieti".

Impatto devastante per il centrocampista azzurrostellato Fabrizio Bramati ieri nel derby pareggiato dalla Paganese contro la Cavese. Il giocatore è stato protagonista con una traversa colpita nel primo tempo: 

"L'avevo vista entrare in porta, purtroppo è andata così. E' stata sfortuna: sarebbe servito a me come alla squadra. Siamo comunque sulla giusta strada. Un punto guadagnato o due persi? Per come abbiamo giocato, soprattutto nel primo tempo, sono due punti persi, poi è chiaro che queste partite sono pericolose. Assolutamente non andava persa, però potevamo portare a casa qualcosa di più. I playoff? Abbiamo dimostrato tante cose belle, ora avremo due partite difficili (Rende e Rieti, ndr), perché tutte lo sono. Pensiamo partita dopo partita e se dopo queste due riusciamo ad ottenere il massimo, potremo farci un pensierino. Ma dobbiamo rimanere umili, che è la nostra forza".

da tuttoc.com

Un altro pari, ma stavolta con tanti rimpianti.

Un altro 0-0 in casa per la Paganese (il terzo consecutivo), ma è un pareggio senza reti da un sapore diverso rispetto ai due precedenti con Sicula Leonzio e Viterbese. Gli azzurrostellati interpretano bene il derby, nel primo tempo costruiscono almeno quattro occasioni pericolose, colpendo una traversa, e nella ripresa, nonostante la spinta della Cavese, da registrare il salvataggio sulla linea di Spaltro. Squadra che palesa difficoltà a concretizzare e che rischia pochissimo.

Erra recupera Mattia che sostituisce lo squalificato Panariello, Caccetta recupera ma va in panchina, coppia d’attacco formata da Diop e Alberti. Campilongo dispone i suoi con un un 4-4-1-1 con l’ex Cesaretti alle spalle dell’unica punta Germinale. La Paganese inizia con un buon piglio e dopo cinque minuti Diop, servito da Bramati, impensierisce la porta di D’Andrea con un destro al volo. La Cavese mantiene basso il proprio baricentro lasciando la manovra agli azzurrostellati che ci provano dalla media distanza con Capece prima e con Carotenuto poi. Quest’ultimo tenta l’eurogol dopo una sponda di Alberti e risulta essere uno dei più attivi del primo tempo. La prima vera occasione nasce dal destro di Bramati che scaglia un destro dai 25 metri che colpisce una clamorosa traversa a D’Andrea battuto, poi sulla seguente azione Alberti colpisce debolmente. Campilongo modifica un po' l’assetto dei suoi allargando Cesaretti sulla sinistra e accentrando Russotto che al 25’ serve proprio Cesaretti che anticipa il tiro colpendo di punta e trovando pronta la risposta di Baiocco. Dopo tre minuti è ancora Russotto ad impensierire l’estremo difensore azzurrostellato con una punizione dai 35 metri. Alla mezz’ora Diop riceve in area, fa perno su Matino e calcia sul palo difeso da D’Andrea che devia in corner. L’ultimo quarto d’ora scorre veloce senza azioni pericolose ma ci pensa Marzorati a risvegliare i ventidue in campo dal torpore con un retropassaggio scellerato che però Diop non sfrutta nel migliore dei modi.

Nella ripresa sono i blufoncè ad uscire meglio dall’intervallo con Campilongo che ridisegna i suoi con un 4-2-3-1 con Di Roberto più alto e Spaltro che agisce a destra a differenza del primo tempo. Al 12’ Spaltro elude la marcatura di Mattia e crossa teso in area di rigore con Stendardo puntuale nell’anticipare Russotto in corner. Al 18’ sugli sviluppi di un calcio piazzato nei pressi della bandierina Matino svetta più in alto di tutti ma trova pronti i riflessi di Baiocco che di pugno respinge a lato. Erra decide allora di inserire Scarpa al posto di un già ammonito Bramati ma la manovra degli uomini di Erra non ne beneficia in pericolosità. L’unica occasione prodotta dagli azzurrostellati nella ripresa è un tiro di Diop che Spaltro respinge sulla linea di porta. Partita che termina ancora con un pareggio ad occhiali. Azzurrostellati che per la quarta partita consecutiva non trovano la via della rete.

PAGANESE (3-5-2): Baiocco; Sbampato, Stendardo, Mattia; Carotenuto, Bramati (17'st Scarpa), Capece, Gaeta, Dramè (38'pt Perri); Diop, Alberti (33'st Calil). A disp.: Bovenzi, Scevola, Caccetta, Bonavolontà, Acampora, Musso. All.: Erra

CAVESE (4-4-1-1): D'Andrea; Polito, Matino, Marzorati, Spaltro (41'st Nunziante); Di Roberto (31'st Sainz-Maza), Matera, Castagna (31'st Lulli), Russotto (17'st Bulevardi); Cesaretti (41'st Marzupio); Germinale. A disp.: Abibi, De Luca, Badan, Favasuli, Cernaz, De Rosa, Ricchi. All.: Campilongo

ARBITRO: Centi di Viterbo

NOTE: spettatori 1000 circa. Ammoniti: Bramati, Perri, Castagna . Angoli 6-7. Recupero pt 2', st 5'

Alfonso Esposito
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Paganese-Cavese 0-0: terzo pari consecutivo senza gol al Marcello Torre.

L'anticipo della ventiquattresima giornata di campionato Paganese-Cavese termina con il risultato di 0-0: per gli azzurrostellati si tratta del terzo pareggio a reti inviolate tra le mura amiche. Un punto che muove le classifiche delle due squadre, con i padroni di casa ora a quota 30 punti e gli ospiti a 32 che agganciano la Viterbese.

Derby ricco di emozioni al Torre: la Paganese si rende pericolosa in almeno due occasioni con Bramati al 21' che al culmine di un'azione personale colpisce in pieno la traversa con D'Andrea battuto e Diop al 29' che prova a sorprendere l'estremo difensore ospite con un insidioso rasoterra respinto in corner. La Cavese ha risposto in altrettante circostanze con Cesaretti al 25', ben servito da Russotto, il quale trova una deviazione di Baiocco in tuffo e poi con una velenosa punizione di Russotto al 28', deviata in corner dal portiere di casa.

In avvio di ripresa, la Curva Nord espone uno striscione in ricordo di Paolo Saturno, storico tifoso azzurrostellato scomparso nella notte tra domenica e lunedì. "Paolo il tuo posto è sempre accanto a noi" riporta lo striscione, applausi al Torre. Al 63' punizione di Bulevardi in area Matino che schiaccia di testa ma Baiocco in tuffo gli nega la gioia del gol respingendo la sfera. Al 79' cross basso di Carotenuto dalla destra a servire Diop che prima viene murato poi raccoglie la sfera e a botta sicura calcia in porta, sulla linea Matino respinge la sfera salvando D'Andrea.Su un doppio corner ci provano prima Sainz-Maza, bravo Baiocco sul primo palo, poi Matino che di testa manda alto.

Nel prossimo turno la Paganese sarà ospite del Rende domenica 9 alle ore 15.00, mentre la Cavese riceve la visita del Catania al Romeo Menti lo stesso giorno ma alle ore 17:30.

da tuttoc.com