8.11.17

La Paganese vista da...Nocera! - Prestazione da valorizzare, al di là del risultato.

Ancora una volta si rimanda la vittoria al Torre. Il Catania, invece, sfata il tabù della trasferta di Pagani, dato che non aveva mai vinto nei cinque precedenti, dove aveva raccolto tre sconfitte e due pareggi. E' stata una vittoria con gli interessi degli etnei, scrolllandosi finalmente un incubo, dato che in ben due trasferte in campania, quella dell' 8 dicembre 1929 e dell' 11 febbraio 1979 subirono altrettante cinquine: 5-0 nel primo storico incontro al Del Pino e 5-1 sul neutro di Caserta. Chiariamo subito una cosa, per chi  non avesse visto la partita sbagliando, in tanti purtroppo, facendo rimpiangere i 4000 circa presenti a Caserta quarant'anni fa con una Paganese, anch'essa relegata in quel campionato di C1 in fondo alla classifica, ma questo è un altro tasto dolente. E' stata una squadra che ha tenuto testa ai siciliani sino al crollo nel finale. 

Una discreta Paganese come si sta ammirando dalla gara con il Monopoli, persa immeritatamente, e se avesse dovuto soccombere sarebbe stato giusto farlo con una sconfitta di misura e non di più, come invece mostra il tabellino. Gli azzurri di Scarpa, anche contro il Catania il migliore in campo peccato per un paio d'occasioni fallite clamorosamente quelle del 2-2 e del 2-3 mitigata dal rigore trasformato poco dopo, hanno avuto il pregio di volersela giocare a viso aperto. Hanno affrontato la corazzata rossoblù, che annovera nella sua rosa calciatori con passato di serie A e B, con spavalderia mettendola alle corde nel primo tempo e portandosi meriatatamente in vantaggio con Regolanti. 

Nella ripresa però il Catania ha abbandonato la leziosità di manovra inserendo le marcie alte, oltre a gente come Mazzarani, Marchese e Ripa che fanno la differenza tra le panchine e poi sul campo. Ad influire su due reti degli uomini di Lucarelli anche due decisioni discutibili del direttore di gara che ha assegnato un gol al Catania quando il segnalinee aveva invece segnalato il fuorigioco oltre ad un rigore molto generoso. Da sottolineare però i soliti limiti difensivi di calciatori, questa volta Della Corte, che mandano alle ortiche possibili rimonte e risultato finale. 

La Paganese esce a testa alta dalla sfida infrasettimanale ma con zero punti in tasca, lasciando ancora agli ospiti il sorriso quando scendono la scaletta degli spogliatoi, come accade dall'inizio del campionato. Ora però è giusto dire e ribadire che la squadra ha un' identità. E' più organizzata, c'è una manovra più corale, figlia anche di una condizione fisica migliore, ripeto dalla gara con il Monopoli, cosa che fa ben sperare per il prosieguo del campionato. Forse il confronto con le altre squadre ci penalizza nei ricambi che non sono all'altezza della situazione e alcune sostituzioni lasciano perplesse non tanto per l'idea che il tecnico ha nell'attuarle ma in chi entra che non è in grado di soddisfare le sue richieste.

Questa sconfitta, seppur pesante nel risultato ma non nella sostanza, non deve abbattere la squadra anzi la deve rendere ancora più consapevole delle capacità che stanno emergendo, però bisogna migliorare inevitabilmente la fase difensiva, la peggiore del campionato da ieri sera, con 20 gol al passivo. E' cresciuto l'attacco invece con Scarpa, tre centri nelle ultime due gare, e con Regolanti e Cesaretti che son tornati al gol. Ora con spirito ugualmente garibaldino e con la rabbia in corpo, per lo scippo subito, bisogna affrontare il derby con la Casertana dove bisogna ritornare a far punti e quest' ultima Paganese ha la capacità di sbancare il Pinto a patto che l'ì dietro ci si dia una svegliata o meglio non si dorma.  

Peppe Nocera per paganesemania.it

Paganese-Catania: il Pagellone di PaganeseMania.

Passivo pesante, sono più le sufficienze. Scarpa ancora al top, Baccolo entra male

GALLI 5,5 - Non fornisce grossa sicurezza nelle uscite, anche basse, e sbaglia ad inizio gara alcuni disimpegni. Sull'1-2 salva sui piedi di Ripa, subisce comunque cinque gol sui quali avrebbe potuto fare qualcosa in più solo sulla punizione di Lodi. E' vero che la barriera si apre, ma la parabola del numero 10 etneo era abbastanza lenta. 

PAVAN 6 - Secondo match da titolare per il ragazzo scuola Verona, che contro avversari di grande qualità non soffre più di tanto. Nel primo tempo ha pochi problemi con Di Grazia e Russotto, è bravo nelle chiusure. Nella ripresa è da una sua palla persa che nasce il pareggio del Catania, ma la prestazione è comunque sufficiente.

PIANA 6 - Fa valere i suoi centimetri anche sui piazzati a favore, in particolare sull'azione che porta al vantaggio e con la sponda per il possibile 2-2 di Scarpa. In difesa ha qualche sbavatura, come nel primo tempo con Curiale e nella ripresa rischiando il penalty sul cross di Marchese.

MERONI 5,5 - Non è l'unico colpevole dell'imbarcata immeritata della Paganese, anzi. Sul 2-1 non va a chiudere su Ripa, poco dopo è in ritardo sempre sull'attaccante ex Juve Stabia. Nel complesso non una prova da dimenticare, sta crescendo. 

DELLA CORTE 6 - Prova convincente del terzino sinistro che, soprattutto nella prima ora di gioco, è un motorino incessante sulla propria corsia. Stavolta i cross sono quasi sempre perfetti, il contributo in fase offensiva importante anche se poi nel finale paga la stanchezza. Mezzo voto in meno per la mancata resistenza su Aya in occasione del poker. 

TASCONE 6 - Alza bandiera bianca uscendo dal campo stremato dopo oltre settanta minuti di grande intensità. Ingaggia un bel duello con l'esperto Caccetta, si fa vedere talvolta al tiro, come ad inizio ripresa quando la sua conclusione viene deviata da un difensore. Suo, però, l'intervento disperato che rimette in gioco, nella valutazione arbitrale, Ripa sul raddoppio. 

CARCIONE 6 - Il capitano è in crescita e lo dimostra anche in questa partita col Catania in cui detta bene i tempi della manovra della Paganese, specie nella prima frazione. In questa gara riduce anche il margine d'errore negli appoggi, anche se nel finale si perde Aya libero di siglare il 4-2. 

SCARPA 6,5 - Ancora una volta si carica la squadra sulle spalle e, in una gara con tanti giocatori esperti, di certo non demerita. Nel primo tempo mette in affanno Biagianti, anche se sulla sua prova pesa l'errore da due passi che sarebbe valso il pareggio. Pisseri gli nega il gol che poi realizza su rigore poco più tardi. Quarto centro in campionato, terzo consecutivo: a 38 anni è tanta roba. 

TALAMO 6 - Fin quando resta in campo è fra i più positivi e fra i più propositivi. E' uno dei protagonisti del gran primo tempo, con continue percussioni e qualche conclusione che avrebbe meritato maggior fortuna. 

REGOLANTI 6 - Trasforma in gol l'unico pallone realmente giocabile in area di rigore, avventandosi sulla respinta di Pisseri. Nel primo tempo fa arrabbiare Favo che avrebbe voluto che giocasse più per la squadra, finendo spesso nella morsa di Aya e Bogdan.

CESARETTI 5,5 - Per qualità, è il giocatore che può tirare sempre fuori la giocata dal cilindro ma col Catania non gli è successo. Spesso raddoppiato, la sua classica giocata a rientrare ha portato pochi effetti. Ma l'impegno non è mancato. 

MAIORANO 6 - Ritrova il campo dopo sei mesi, entra bene in partita e s'inventa l'imbucata che porta al rigore guadagnato da Scarpa. 

BACCOLO 5 - A differenza di Maiorano, ha un approccio distaccato al match. Non dà intensità alla squadra, facendo poco filtro e anzi procurando il rigore (però inesistente) che chiude il match. 

NEGRO e CARINI sv

FAVO 6 - Mette in campo la stessa squadra di Siracusa, più Della Corte, per provare a dare continuità. Il risultato è positivo. Nel primo tempo la Paganese è sontuosa, rischia solo sul colpo di testa di Curiale, ma chiude meritatamente avanti. Nella ripresa, non disponendo della stessa panchina di Lucarelli, deve fare necessità virtù. Però rinuncia troppo presto a Talamo e l'ingresso di Baccolo per Tascone spegne la squadra. 

Danilo Sorrentino
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Paganese-Catania 2-5: la classica partita dai due volti.


Nella foto, tratta da Sportube, la punizione calciata da Lodi del momentaneo 1 a 3

di Nino Ruggiero

In gergo calcistico, una partita come quella di oggi tra Paganese e Catania viene solitamente definita dai due volti. Ed è proprio così; non ci crederete voi che la partita non l’avete vista e che guardate solo al risultato finale. Una Paganese sontuosa, impeccabile dal punto di vista tattico, addirittura irriverente per lunghi tratti del primo tempo, chiude la prima parte della gara in vantaggio per una rete a zero grazie a un gol realizzato da Regolanti bravo a capitalizzare alla mezzora un’azione corale della squadra.

È un vantaggio forse insperato alla vigilia, considerata la forza del Catania, di certo la migliore squadra vista quest’anno al “Marcello Torre”; ma gli azzurro-stellati lo meritano ampiamente per il modo con cui affrontano i quotati avversari, per la sagacia tattica di atleti come Carcione e Scarpa che se la devono vedere a centrocampo con mostri sacri del calcio come Lodi e Biagianti, due calciatori che – per chi non lo sapesse – hanno calcato a lungo campi di serie A. Il sistema difensivo approntato da Massimiliano Favo, imperniato su una cerniera di centrocampo che comprende oltre a Carcione e Scarpa anche Tascone e Talamo, però regge alla grande e alla fine Galli, che sostituisce in porta Gomis, non deve nemmeno fare miracoli per salvare la sua porta. Non è facile per una squadra come la Paganese, che ha sempre avuto qualche problema difensivo, frenare la velocità e l’inventiva di Russotto e Di Grazia che imperversano sulle fasce di competenza in avanti; ma i due vengono controllati e neutralizzati con alterna fortuna rispettivamente da Della Corte e Pavan. Un’organizzazione tattica di primordine, bisogna riconoscerlo, che vede ancora una volta protagonista Francesco Sacarpa nel ruolo di centrocampista tuttofare.

Davanti ad una Paganese super organizzata, il Catania soffre oltre il dovuto ed il gol realizzato da Regolanti è il giusto premio per la squadra di casa che va al riposo in vantaggio di una rete a zero.
Nella ripresa gli etnei hanno un sussulto da grande squadra che li porta subito in parità. È Di Grazia a siglare dopo pochi minuti il gol dell’uno a uno con una prodezza personale alla Del Piero con un pallone calciato dalla sinistra di interno destro al limite dell’area; niente da fare per il portiere Galli, sono palloni che non si prendono.

La Paganese accusa il colpo e viene castigata da Ripa, subentrato nel frattempo al posto di Curiale, anche se sul gol del due a uno c’è l’ombra per un fuorigioco segnalato da un collaboratore dell’arbitro da definirsi “pentito”. La bandierina prima si alza e poi si abbassa al momento del gol.

C’è da dire che oramai la partita tatticamente è nelle mani del Catania. La Paganese ha speso molto nella prima parte della gara e i sostituti chiamati in causa da Favo al posto di Tascone e Talamo non riescono a dare il contributo sperato. Il Catania ha classe e mestiere e lo mette in mostra in questa fase della partita. La Paganese potrebbe anche accorciare le distanze in parecchie occasioni, fra cui – la più clamorosa – capitata fra i piedi Scarpa a un metro dalla porta, ma si vede che non è giornata e gli etnei chiudono la partita realizzando complessivamente cinque gol; un’esagerazione davvero. Ma il calcio è questo: prendere o lasciare.

Alla Paganese resta la soddisfazione di aver disputato un ottimo primo tempo e l’impressione, data ai pochi temerari presenti in un giorno feriale condito da acqua a volontà, di aver trovato una sua dimensione di squadra. Da qui dovrà partire Massimiliano Favo in vista dell’incontro di sabato a Caserta.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

7.11.17

Paganese-Catania 2-5: la grinta di Scarpa in Sala Stampa: "Non siamo la squadra materasso, non dobbiamo abbatterci".


In sala stampa, per la Paganese, c’è anche capitan Massimo Scarpa: “Abbiamo fatto un ottimo primo tempo contro una delle squadre che dovrebbe vincere il campionato. Nel secondo tempo non è stato facile recuperare contro di loro. Sono contento delle mie ultime prestazione, un po’ rammaricato per oggi dopo una grande partita. Mi piace molto questa nuova posizione in campo perché gioco molti più palloni. Dobbiamo ripartire dal primo tempo, questa squadra scenderà in campo sabato arrabbiata. Siamo in crescita e non siamo la squadra materasso che qualcuno ha descritto. Sono sceso in eccellenza senza giusti stimoli, e non era la categoria per me. Mi sono permesso di chiamare io la Paganese perché ero convinto di poter fare ancora bene. Quando indosso questa maglia sputeró sangue fino alla fine. Non ho ancora parlato con il presidente, so che è dispiaciuto ma non dobbiamo abbatterci “.

da www.resportweb.it

Paganese-Catania 2-5: il rammarico di Mister Favo.

Ecco le dichiarazioni di Massimiliano Favo in Sala Stampa:

"Mi serviva intensità in mezzo al campo e per questo ho preferito inserire Baccolo. Non meritavamo perché abbiamo avuto occasioni per fare gol, ma comunque restano alcuni errori importanti su calcio da fermo. Giocavamo contro una grandissima squadra, e non possiamo permetterci di commettere errori come quello sul quarto gol. La squadra dal punto di vista del gruppo è cresciuta e mi dispiace per il risultato così eclatante, non meritato sicuramente. Cinque gol sono tanti, al di là di errori arbitrali o meno, ma da calcio concediamo troppo. Mi dispiace anche per i tifosi, ma dobbiamo continuare a lavorare, perché dopo queste ultime partite siamo cresciuti tanto. Adesso abbiamo bisogno di tutti, e non dobbiamo puntare il dito su qualche elemento della rosa. La squalifica di Gomis se ne occuperà la società, ma è stato offeso a dei cori razzisti, forse poteva essere più lucido nella situazione ma è sempre difficile. Dobbiamo andare avanti con i ragazzi che abbiamo, e dobbiamo ripartire dal primo tempo, cercando di limitare tutti gli errori che stiamo commettendo. Quando una squadra comincia ad avere una certa fisionomia, bisogna continuare su questa strada. Per questo motivo ho continuato a schierare la stessa formazione da un po’ di tempo a questa parte. Oggi ciò che è mancato è stato solo il risultato, sono amareggiato solo per questo, per quanto riguarda il gioco sono soddisfatto”.

da www.resportweb.it

Pokerissimo del Catania contro la Paganese: continua la maledizione del Torre.


Dopo le incertezza mattutine, alla fine si è deciso di giocare la sfida fra Paganese e Catania. Una partita vinta dagli etnei a seguito di una gara perfetta conclusasi col punteggio di 2-5. Andiamo a vedere nel dettaglio cosa accaduto nell’arco dei novanta minuti.

Primo tempo

Subito Talamo sfiora la rete, poi un momento di stallo con i calciatori che non regalano al pubblico grandi occasioni. Una Paganese però propositiva contro un Catania più propenso al contenimento e alle ripartenze. Al ventinovesimo è Tascone ad impensierire il portiere avversario con una conclusione velenosa. Partito dalla sinistra, si è accentrato ed ha fatto partire un tiro che si è spento di poco alto sopra la traversa. Gli sforzi dei padroni di casa vengono premiati alla mezz’ora, stacco di testa di Piana parato da Pisseri e ribattuta vincente di Regolanti. Ecco così il vantaggio azzurrostellato. La reazione etnea c’è al quarantesimo, con un sinistro di Di Grazia all’interno dell’area, smorzato dalla difesa e finito sul fondo. Altra nitida occasione arriva sulla testa di Curiale che pero clamorosamente manda fuori il pallone. Il tris del Catania arriva al 78esimo, firmato da Lodi su punizione. Gol che chiude il match e regala una vittoria importante agli ospiti.

Secondo tempo

Partono fortissimo i ragazzi di mister Lucarelli che pareggiano dopo appena due minuti con una bellissima conclusione di Di Grazia che infila l’incolpevole Galli. Dopo la rete c’è subito un’altra occasione per trovare il secondo gol. È Lodi che su punizione spaventa la Paganese con un tiro che esce di un nulla. Su un capovolgimento di fronte doppia palla gol per i padroni di casa. Prima Tascone con un insidioso destro e poi Meroni di testa su calcio d’angolo sfiorano la rete. Al 61esimo sorpasso del Catania. Batti e ribatti in area dei padroni di casa e gol di Ripa, subentrato dalla panchina. Al ridosso settantesimo la Paganese con Scarpa potrebbe trovare il nuovo pareggio, ma l’ex Cavese spreca un pallone da scaricare solo in porta. Passano pochi minuti e Ripa davanti a Galli non riesce a trovare la doppietta personale. Il gol che chiude la gara? Ancora no. Rigore per gli azzurrostellati conquistato e trasformato da capitan Scarpa. Illusione di una rimonta che viene spenta sul nascere da Aya, bravo ad approfittare delle solite amnesie difensive per timbrare il 2 a 4. C’è tempo anche per il quinto gol ospite, segnato sempre da Lodi, stavolta su rigore.

Tabellino:

Paganese (4-3-3): Galli, Pavan (74′ Carini), Meroni, Piana, Della Corte, Carcione, Tascone (71′ Baccolo), Talamo (60′ Maiorano), Scarpa, Cesaretti, Regolanti (71′ Negro). All: Favo

Catania (3-5-2): Pisseri, Aya, Djordjevic (60′ Marchese) , Bogdan, Semenzato, Di Grazia (73′ Buccolo), Caccetta (78′ Tedeschi), Biagianti (60′ Mazzarani), Lodi, Russotto, Curiale (60′ Ripa). All: Lucarelli

Ammonizioni: Meroni, Carcione – Biagianti

Espulsioni:

Marcatori: 31′ Regolanti, 81′ Scarpa- 48′ Di grazia, 61′ Ripa, 78′ Lodi, 85′ Aya, 89′ Lodi

da zonacalcio.net

Top & Flop di Paganese-Catania.

TOP

Russotto (Catania): è strano vedere lui, che oggi non è andato in rete, fra i top, ma la sua prestazione è da incorniciare. Nel primo tempo semina il panico sulla corsia di destra, costringendo gli avversari a commettere fallo in più occasioni. Regala diverse palle gol ai compagni che, però, non ne approfittano. Nel secondo tempo prosegue la sua opera di disfacimento della retroguardia campana e mette in mostra anche le sue qualità in fase di ripiego. IMPRENDIBILE
Scarpa (Paganese): il migliore per distacco dei suoi. Non solo per aver realizzato la rete del momentaneo 3-2, ma per aver tenuto viva la propria squadra per tutti e 90', nonostante lo scarto finale. Non ci fosse stato Pisseri, probabilmente, avrebbe rimpinguato il proprio bottino. Per sua sfortuna, oggi, il portiere etneo era in stato di grazia. Ma la salvezza dei campani passa dalle sue giocate. LEADER

FLOP


Djordjevic (Catania): soffre il tarantolato Scarpa e non accompagna l'azione offensiva come dovrebbe. Certo, il risultato sorride ai suoi, ma non è un caso che il Catania dilaghi con l'ingresso in campo di Marchese al suo posto. Un passo indietro rispetto alle ultime settimane. Urge riprendersi. SPAESATO

Carcione (Paganese)
: le ripartenze del Catania sono letali e lui non riesce ad interromperle se non in qualche sporadica occasione. Deraglia insieme ai compagni quanto gli etnei accelerano. Serve il suo contributo per il cambio di passo definitivo. ACCERCHIATO

da: www.tuttoc.com

Paganese-Catania 2-5: gran colpo in trasferta degli uomini di Cristiano Lucarelli.

Il Catania di mister Cristiano Lucarelli espugna il "Marcello Torre" di Pagani per 5-2 ed avanza ancora più fragorosamente la propria candidatura alla promozione. 

Primo tempo in cui, però, gli etnei vedono le streghe e vanno in svantaggio, con Regolanti che, al 32', ribadisce in rete una respinta corta di Pisseri su colpo di testa di Pavan. 

Nella ripresa è tutto un altro Catania. Al 49' Di Grazia sigla l'1-1 con uno splendido destro a giro dal vertice sinistro dell'area che si infila sotto l'incrocio dei pali della porta difesa da Galli. 

Al 62' gli etnei completano la rimonta. Traversone molto potente di Marchese dalla sinistra, sulla traiettoria si inserisce Ripa che insacca. 

Ma i rossoazzurri non si fermano più: al 78' c'è un calcio di punizione affidato a Lodi che, con un magico mancino, telecomanda la palla in rete. Gli azzurrostellati provano a scuotersi all'83': fallo di Aya ai danni di Scarpa ed è calcio di rigore. 

Dal dischetto va lo stesso numero 10 campano che trasforma. Nel finale il Catania dilaga: prima Aya realizza il 4-2 inserendosi sul secondo palo e deviando in rete un cross di Marchese, poi Lodi realizza un rigore che si procura Mazzarani per fallo di Baccolo.

da tuttoc.com

Paganese-Catania 2-5: dalle stelle alle stalle in tre giorni...


6.11.17

La Paganese vista da...Nocera! - A SIracusa una vittoria epica!

Ogni vittoria ha la sua storia e quella di ieri a Siracusa, città natale di Archimede e che ospitò Platone, è epica per molti versi. Epica per la traversata di quegli encomiabili tifosi che hanno raggiunto la costa siciliana, come nell'VIII secolo a.C. vi giunsero i primi greci provenienti da Corinto fondando Syrakousai. 

Epica come è maturata, sotto le gesta tecniche, dell'eroe di giornata, Francesco Scarpa che indossando i panni del vero condottiero ha illuminato il teatro greco del De Simone come il generale bizantino di Cartagine Belisario che nel 535 conquistò Siracusa. E, come il grande pittore Caravaggio che a Siracusa giunse fuggiasco nel 1609, da Malta, dipingendo durante la sua dimora in città, il "Seppellimento di Santa Lucia", così Francesco Scarpa ha dipinto sulla tela del De Simone"due capolavori: il primo di coraggio dagli undici metri, il secondo di estro e tecnica, incastonandosi come una pietra preziosa all'incrocio dei pali. Epica per come gli azzurri tutti, ieri in tunica bianca, hanno saputo resistere al ritorno dei siracusani, come gli stessi fecero reistendo e rialzandosi dopo il terribile terremoto del 1693, che distrusse l'intera Sicilia sud-orientale denominato "il terremoto del Val di Noto", da cui poi nacque lo stile barocco. Da quel momento e nei secoli avvenire Siracusa ritrovò un nuovo splendore, come mi auguro possa fare la Paganese risorgendo e confermandosi, come la tradizione vuole, con un simbolo ancor più identificativo della Sicilia calcistica come il Catania, mai vittorioso a Pagani, che martedì renderà visita al Marcello Torre.

Una Paganese che deve confermare i miglioramenti sotto l'aspetto di tenuta fisica ed organizzativa che sono emersi, per gran parte delle ultime due gare con Monopoli e Siracusa, per dare continuità alle prestazioni. Già con il Monopoli, seppur sconfitta immeritatamente, s'era intravisto una Paganese tonica ed aggressiva che s'è confermata a Siracusa. Ovviamente ora non significa che tutti i problemi sono volati via dopo la gara di sabato e la dimostrazione sono ancora le leggerezze, nei due gol subiti, tra indecisioni di singoli e di reparto come nel secondo. Una cosa è certa da cui ripartire: l'inossidabilità di Francesco Scarpa da esempio per i più giovani e la sua posizione in campo che gli permette di esprimere ancora tutta la sua qualità che giova a Carcione, in ripresa ieri, e al reparto offensivo. Ora però contro il blasonato Catania che giunge a Pagani dopo quattro squilli di tromba al Bisceglie, facendo capire di non essere affatto in crisi, c'è da mettere in campo un martedì da leoni per vincere anche in casa.

Peppe Nocera
© Paganesemania - Riproduzione riservata

La partita del tifoso: se Scarpa ha 38 anni io sono Alessandro Manzoni.

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Che strano, avrò inavvertitamente inserito il ‘Parental Control’ del mio word e quindi tutto ciò che ho detto, immediatamente dopo il triplice fischio finale della partita di sabato è stato automaticamente criptato. Ancora più strana è stata l’irruzione della Buon Costume a casa mia, evidentemente allertata da qualche mio vicino di casa. Mah... Per non parlare poi delle secchiate d’acqua santa che mia moglie mi ha gettato addosso, diceva lei per “Purificarmi da tutti i pensieri e parole oscene e irripetibili, adatti a un pubblico di età superiore ai 60 anni!!”. Che avrò mai detto di tanto grave? Quelle erano solo personali riflessioni dettate dalla voglia pazza di vincere una partita e di mandare a quel paese sconfitte, ansie, tirapiedi e paura di fare una brutta fine. 

Io non so bene come funziona la storia dei diritti d’autore, mi limito a riportare quanto scritto su fb da un nostro amico/tifoso che secondo me fotografa alla perfezione quanto successo sabato a Siracusa: “E comunque non dimentichiamo che per 60 minuti il Siracusa non ha nemmeno capito se era iniziata la partita. A casa loro!”. È tutto vero, i ragazzi hanno giocato una partita bellissima, dominando in lungo e in largo un avversario in grande condizione e con una classifica da fare invidia. Giocate di qualità, corsa, cattiveria agonistica, organizzazione e precisione sotto porta gli ingredienti che ci hanno condotto a una vittoria meritata quanto fondamentale. Ci sta poco da fare, per noi è fondamentale che Carcione giochi bene e torni ai suoi livelli: ieri è stato così e la manovra ne ha avuto giovamento. Dico un bravo a Regolanti che ha tenuto sempre impegnati i difensori avversari, ha fatto salire la squadra, oltre a prendere (e qualche volta restituire) un sacco di mazzate. Ottimi Tascone e la coppia difensiva.

Durante la partita dicevo agli amici: “Voglio vedere questa squadra dopo una vittoria, come giocherà senza l’affanno e la preoccupazione di una classifica deficitaria”. Per fortuna sono stato un buon profeta, me la sono chiamata, come si suol dire. Adesso, ragazzi, dimostrate il vostro valore e la vostra voglia di non essere additati come dei predestinati ai play-out, combattete su ogni palla e vendete cara la pelle, come a Siracusa. Sono felice per Favo che col tempo e il lavoro, sembra essere riuscito a mettere in campo una ‘squadra’. Il lavoro e la dedizione alla causa pagano sempre. Forza mister! Finito…

Finito?! E come potrei chiuderla qui senza citare un certo Ciccio Scarpa?! Il suo secondo gol è di una tale bellezza che la Giunta comunale di Siracusa sta pensando di trasmetterlo, senza soluzione di continuità, da un maxi schermo da allestire all’interno del loro Teatro Greco! Poi dicono che in Italia non ci sono ragazzi di valore! Questo giovanotto di belle speranze ha davvero colpi di categoria superiore e sono certo che sentiremo molto parlare di lui. Anche la Paganese dovrà tenerne conto, in futuro: under come lui non se ne trovano in giro!

Come dite? Scarpa ha 38 anni?

Si, vabbuò. Ma voi credete proprio a tutto quello che scrivono i giornali?!

Ascoltatemi bene, se Scarpa ha 38 anni, io sono Alessandro Manzoni!

“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte…”

Alberto Maria Cesarano
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Siracusa-Paganese 2-3: il Pagellone di PaganeseMania.

Scarpa monumentale, Tascone qualità e quantità, Galli da rivedere

GALLI 5.5 - Chiamato a sostituire Gomis, vittima di un infortunio nel riscaldamento, l'ex Cremonese si rende protagonista di un'uscita alquanto rivedibile che rimette in partita gli aretusei. Per il resto ordinaria amministrazione  

PAVAN 6 - Lanciato a sorpresa in virtù del forfait di Della Corte, disputa una buona gara badando soprattutto a difendere nonostante abbia nelle sue corde maggiore propensione offensiva. Tiene a bada le incursioni di Mazzocchi fin quando resta in campo, per poi sbandare, soltanto nel finale, con l'ingresso di Sandomenico. 

MERONI 6 - Anche per lui la prestazione è più che sufficiente. Scardina non viene mai azionato e lo anticipa (forse con fallo) solo in occasione del gol, in quella che è stata l'unica sbavatura della partita. Nel primo tempo aveva concesso troppo spazio a Catania al limite dell'area.

PIANA 6.5 - Dopo la buona prova col Monopoli, si guadagna la riconferma ed ora sembra che stia scalando le gerarchie di Favo. Non va mai in difficoltà con Scardina e Catania, ben coadiuvato dal compagno di reparto. Nel finale è bravo a non perdere la calma

PICONE 6 - Viene dirottato a sinistra per l'inserimento di Pavan a destra, rendendo pressochè nulle le avanzate offensive di Grillo. Nessuna sbavatura fin quando i crampi non lo mettono ko nel finale di gara 

TASCONE 7 - In Sicilia ripete la buona prestazione fornita con il Monopoli dando l'impressione di essere sempre più vicino al calciatore ammirato la scorsa stagione. Oltre alla solita quantità in mediana, il centrocampista napoletano fornisce anche tanta qualità come in occasione dell'assist a Scarpa per il due a zero e della clamorosa traversa colpita poco dopo.

CARCIONE 6.5 - Il capitano azzurrostellato riscatta a Siracusa l'opaca prestazione offerta sette giorni fa con il Monopoli. Risulta molto più preciso e veloce nel servire i compagni di squadra ed a beneficarne è l'intera manovra.

SCARPA 8 - Monumentale! Non c'è aggettivo migliore per descrivere la prestazione del numero dieci azzurrostellato. Schierato di nuovo nella posizione di mezzala fornisce qualità e quantità nella zona nevralgica del campo per l'intera durata della gara. Freddo dal dischetto per l'uno a zero, da applausi in occasione del raddoppio quando spedisce la palla all'incrocio. A 38 anni suonati, è lui il vero trascinatore di questa Paganese! 

TALAMO 6 - Evanescente negli ultimi 16 metri ma allo stesso tempo prezioso in fase di non possesso con costanti ripiegamenti difensivi. 

REGOLANTI 6 - Prova generosa per l'attaccante ex Latina che, seppur non si rende pericoloso dalle parti di Tomei, conquista in avvio di gara il calcio di rigore, che poi Scarpa realizzerà. Mette al servizio della squadra la sua esperienza soprattutto nei minuti finale di gara facendo rifiatare gli azzurrostellati conquistando qualche calcio piazzato e secondi preziosi

CESARETTI 7 - Conferma di essere il calciatore più in forma insieme a Scarpa creando costanti pericoli sul fronte d'attacco. Nella ripresa con un destro dal limite sigla il terzo gol stagionale, che poi si rivelerà decisivo ai fini del risultato, costringendo qualche minuto dopo Daffara al doppio giallo. 
Carini, Ngamba, Negro, Garofalo sv

FAVO 6.5 - Alla vigilia aveva chiesto alla squadra di ripartire dalla prestazione con il Monopoli e per 75 minuti ci riesce. Imbriglia fin dall'inizio gli aretusei concedendo poco o nulla nonostante prima della gara debba rinunciare a Della Corte e Gomis. L'approccio alla gara è di quelli positivi, ancora più importante quello nella ripresa quando in poco più di dieci minuti la Paganese si porta con pieno merito prima sul 2-0 e poi sul 3-0 colpendo anche una traversa con Tascone. Le solite ingenuità individuali in difesa complicano l'ultima parte di gara ma la squadra è brava a non disunirsi. Ritarda, forse, soltanto i cambi nel finale 

Alfonso Esposito
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5.11.17

Favo: "Il gruppo crede in ciò che fa".

Al termine del successo appena conseguito al Nicola De Simone ai danni del Siracusa, il mister della Paganese Massimiliano Favo, si presenta ai microfoni del dopo-partita, riportata attraverso i canali ufficiali della società: "Giocavamo con tantissimi giovani ancora una volta. Devo dire che nonostante i pochi punti che abbiamo raccolto in campionato, anche oggi abbiamo sviluppiamo tanto. È normale che la gioventù ti porti a fare delle ingenuità che altre squadre invece non fanno". 

Nella ripresa la Paganese, già in vantaggio col risultato di 0-1, ha continuato a tentare di attaccare l'avversario: "Anche a Rende abbiamo fatto così, ed abbiamo costruito 3-4 occasioni importanti. In quella partita abbiamo perso, ci è mancato il gol. Ma poi abbiamo proseguito il percorso. Noi a dispetto dei nostri limiti dobbiamo andare avanti. Oggi tra parentesi avevamo perso per for fait  Gomis e Della Corte ma non ci siamo fatti fermare. C'è la consapevolezza di avere un gruppo che sta credendo in quello che facciamo". 

Da tuttoc.com

Top&Flop di Siracusa-Paganese 2-3.

TOP:
Nessuno nel Siracusa:
 nonostante sia apprezzabile la reazione sul 3-0, si tratta di una partita in cui, collettivamente, gli uomini di Bianco fanno esattamente ciò che il mister non si auspicava che facessero: sottovalutano l'avversario, si fanno sopraffare a centrocampo e regalano di fatto il primo tempo alla Paganese. Nella seconda metà subiscono un doppio schiaffo che avrebbe demoralizzato chiunque ma che, invece, in qualche modo ha dato la giusta scossa per la risalita, complice anche la naturale stanchezza della mediana avversaria. Una prestazione odierna su cui riflettere, in ogni caso.RITARDATARI

Tutti nella Paganese: dopo la recente sconfitta contro il Monopoli la squadra di Favo è tornata in campo con la determinazione di chi è disposto a tutto pur di vincere. E si è visto: il centrocampo è sembrato impossibile da attraversare palla al piede e vedere una squadra di blasone come il Siracusa cercare lanci lunghi è stato significativo. Cesaretti è sembrato un grillo capace di saltare qualsiasi avversario (chiedete a Daffara, espulso nel secondo tempo). Scarpa mette a disposizione la sua elegante regia mentre Tascone non sbaglia mai negli scambi tra difesa e centrocampo, aiutando la gestione del pallone. Tutti hanno fatto la loro parte in quella che oggi più che una squadra sembrava un'ORCHESTRA

FLOP:
Tutti nel Siracusa: 
inutile cercare un capro espiatorio particolare. La formazione siciliana arrivava con tutti i favori del pronostico, da terza del girone, reduce da due vittorie consecutive di cui l'ultima anche in casa. Inoltre affrontava l'ultima classificata. Nel primo tempo imperdonabile la perdita di self control, con quattro ammonizioni tutte evitabili e dovute ad un nervosismo sintomo di un'errata lettura della partita. Nel secondo subisce altre due reti e solo allora arriva la degna reazione. BOCCIATI

Galli (Paganese): non una vera bocciatura quanto la constatazione di un'errata uscita in occasione del gol di Scardina, che per il Siracusa ha rappresentato la speranza di riaprire il match. RIMANDATO

Da tuttoc.com

Siracusa-Paganese 2-3: una vittoria ampiamente meritata.


Gol e spettacolo quest'oggi al Nicola De Simone, dove Siracusa e Paganese hanno da poco terminato il match col risultato di 2-3 in favore degli ospiti. Una partita che evidenzia dunque il sovvertimento dei pronostici ma il risultato pienamente meritato per quanto visto in campo da parte della Paganese. Gli azzurrostellati sono fortunati ad ottenere un penalty ad inizio partita (mani di Magnani, trasformato da Scarpa) poi giustificano il vantaggio con una prova stoica a centrocampo dove con un grande pressing neutralizzano il Siracusa. Costretta a cercare gli attaccanti con i lanci lunghi, la squadra siciliana perde una serie interminabile di palloni e favorisce anche i contropiede della Paganese, che non si dimostra refrattaria alla possibilità di aumentare il vantaggio. Nel secondo tempo la squadra di Favo con una bella azione corale ottiene il secondo gol di Scarpa (assist di Tascone, regia di Cesaretti) e quello del 3-0 ad opera di Cesaretti, che infila Tomei dai 22 metri di distanza. La reazione degli aretusei arriva soltanto a questo punto, anzitutto con la rete di Scardina che segna con un bel colpo di testa da poco dentro l'area di rigore. Poi, con Magnani, che si fa perdonare il fallo di mani di inizio partita deviando a rete da calcio d'angolo col piatto destro. Il punteggio è sul 2-3 ma monostante ciò, la reazione degli aretusei si dimostra tardiva. 

Da tuttoc.com

Siracusa-Paganese 2-3: risurrezione in Sicilia.

2.11.17

Arriva il trittico della svolta necessaria.

Alle porte c’è l’insidiosa trasferta di sabato pomeriggio a Siracusa contro un avversario che veleggia nei quartieri alti della graduatoria e subito dopo il turno infrasettimanale al Torre contro il blasonato ed ambizioso Catania prima del derby del Pinto contro la Casertana. Tre sfide ad alto coefficiente di difficoltà per invertire un trend negativo e blindare così la panchina di Massimiliano Favo. Sul sintetico del Superga di Mercato San Severino, ora più che mai buen ritiro della squadra per evitare le contestazioni della tifoseria, Favo cerca di raddrizzare la navicella ma soprattutto studia le contromisure adatte a fermare l’emorragia di risultati negativi che hanno fatto sprofondare la Paganese. In questi giorni c’è stata poi una piacevole novità per l’allenatore liguorino. Si è infatti aggregato al gruppo anche il brasiliano Fabinho, da tempo alle prese con un programma personalizzato di recupero dopo un intervento chirurgico alla tibia subito lo scorso mese di febbraio quando indossava la casacca del Vicenza in cadetteria.

da resportweb.it

La Paganese vista da...Nocera! - Malinconicamente ultimi...

Missione compiuta. Un passo alla volta, la discesa in classifica ha raggiunto il gradino più basso. Da ieri sera, dopo il pareggio dell'Andria a Catanzaro, la Paganese, seppur in coabitazione con la formazione pugliese, ha raccolto ciò che è stato seminato nei mesi estivi e in questo disastroso autunno. Un velo di malinconia, in questa domenica mattina, mi accompagna scrivendo questo "de profundis" a ciò che è a me più cara tra le mie passioni. Quel brivido agghiacciante che mi ha percorso la schiena quando Paolucci ci ha infilato, ha certificato che anche la fortuna ci ha abbandonato, dopo la traversa piena colpita da Cesaretti a portiere battuto. Eppure la Paganese era piaciuta: attenta, tonica, aggressiva, capace di imbrigliare e mettere alle corde il Monopoli, seppur senza impensierire particolarmente il portiere pugliese, per gran parte della gara. Sono partite queste che mettono in evidenza il limite di una squadra che, seppur sciorinando una gran prestazione, soccombe contro chi non fa nulla di particolare ma ti punisce al tuo minimo errore, come il Monopoli. La determinazione con cui la squadra era scesa in campo e le caratteristiche del Monopoli, brutta ma cinica, avevano infuso speranza nel poter sfatare fianlmente il tabù del Torre ma così non è stato.

Tutto ciò fa aumentare il rammarico per la costruzione di una squadra che, con qualche competenza maggiore e scelte più azzeccate in sede di mercato, avrebbe potuto, visto lo scadente livello del campionato, far recitare un ruolo più dignitoso alla Paganese. Dopo due mesi di lavoro, il tecnico dice che è preoccupato per gli alti e bassi della squadra, che non conosce più il verbo vincere e desolatamente prosegue nella sua discesa negli inferi della classifica senza che si possa intravedere chi e cosa la possa risollevare. La malinconica del sabato aumenta la domenica nel vedere quella classifica che evidenzia il nome della beneamata guardare tutti dal basso verso l'alto, cosa che non accadeva da tempo. Il dinteresse totale della città è lo specchio della realtà che si vive, una squadra che nel tempo ha perso per strada spettatori e la passione degli stessi, cosa più grave di tutte. La malinconia che mi prende nello scrivere oggi è mitigata solo dalla speranza che chi ha la facoltà di decidere ed operare in società, come ha sempre fatto per il bene della Paganese essendone il primo tifoso, riesca anche stavolta a dare un segnale per iniziare la risalita, quella che si attua quando in tutte le cose si tocca il fondo.

Se si riscontrasse la necessità, dopo attenta valutazione interna ma non penso che ciò avvenga, anche il cambio del tecnico non sorprenderebbe. I numeri alla mano, al di là dell'impegno e la dedizione al lavoro di Favo, parlano di una vittoria, quattro pareggi e cinque sconfitte di cui due casalinghe e nessuna vittoria interna: in altri tempi non avrebbero dato scampo al tecnico napoletano dopo due mesi di lavoro. Almeno ora l'allenatore dovrebbe avere il coraggio di fare scelte drastiche, facendo accomodare in panchina anche gente come Carcione e Baccolo, brutta copia dei calciatori che conoscevamo, per dare più spazio ai vari Ngamba, Bensaja e - perchè no - Buxton, sabato nenache in panchina: gente meno esperta ma che almeno corre in campo. Tanto a questo punto ogni soluzione è lecita visto quello che passa il convento. Se poi Tangorra, tecnico del Monopoli, fa uscire Genchi e inserisce Paolucci evidenzia la differenza di elementi in panchina tra Paganese e Monopoli e qui l'allenatore non può farci nulla. E' una domenica di malinconia e sconforto calcistico per i paganesi, quelli che ancora s'interessano alla casacca azzurra. Mi auspico sia una domenica di riflessione anche per il presidente che, da gran tifoso di questa sua creatura, possa raddrizzare la situazione senza pensare già a gennaio, panacea di tutti i mali della squadra o almeno così sembra. A patto che non si arrivi con grande distacco. Si guardi al momento per cercare di migliorare quello che si ha, considerando che nelle prossime tre sfide, in una settimana, la Paganese affronterà Siracusa e Casertana in trasferta e Catania in casa.

Peppe Nocera
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Il calcio è un gioco strano e crudele.


Un calcio di punizione battuto da Carcione si infrange sulla barriera difensiva del Monopoli

Il calcio è un gioco strano e crudele, addirittura spietato, ma si sapeva.

Al “Marcello Torre”, in un pomeriggio assolato e ventilato, il Monopoli castiga la Paganese senza pietà: un solo tiro in porta, vittoria per gli ospiti e beffa atroce per la squadra di casa. Si dice che la fortuna aiuta sempre gli audaci (e i più forti, aggiungo). Proprio così, confermato dal risultato odierno che fa a pugni con quello che le due squadre hanno fatto vedere in campo.

Lungi da me cercare di mettere i classici pannicelli caldi in difesa della Paganese, ma va detto a onor del vero che oggi – a differenza di altre esibizioni scadenti – la squadra di casa non meritava affatto di perdere. Scarpa e compagni, anzi, con tutte le riserve tecniche sempre enunciate, hanno disputato una partita di tutto rispetto. Un pareggio finale, per dirla tutta, tenendo presente tutto l’andamento della partita, avrebbe premiato più il Monopoli che la Paganese. Invece come spesso accade nel calcio, è bastato un solo spunto offensivo dei pugliesi in contropiede per mettere kappaò gli azzurro-stellati. Un solo tiro, che è tale, taccuino a portata di mano, e beffa atroce per la Paganese che si ritrova sola soletta adesso in fondo alla classifica.

Partita piacevole. Un primo tempo di netta marca territoriale da parte della Paganese che sfiora il gol dopo appena un minuto con una staffilata di Cesaretti che dà l’illusione ottica del gol. Poi è un crescendo della squadra di casa che presenta un’inquadratura inedita, con Scarpa nelle vesti di centrocampista avanzato a sostegno del gran lavoro svolto da Carcione e Tascone. Proprio l’ex torrese alla fine risulterà fra i migliori per intensità di gioco e per partecipazione corale alle manovre della squadra; ottimi alcuni suoi spunti personali, soprattutto quando ha potuto riconquistare quella porzione sinistra d’attacco che ha rappresentato sempre la sua zona di maggiore influenza. Se era un esperimento tattico quello adottato oggi da Massimiliano Favo, c’è da dire che è riuscito perché la squadra è parsa più armonica e Scarpa ha dato lustro alla squadra con l’entusiasmo di un ventenne. Dell’ottima prova del calciatore si è giovato anche Della Corte, oggi finalmente sui livelli dello scorso anno, che si è sentito più protetto sulla fascia di competenza.

Il Monopoli? Non pervenuto per tutto il primo tempo; sornione, poco propenso a sbilanciarsi in avanti, ma forte di un reparto difensivo che ha stretto i calciatori paganesi in una morsa ferrea. Tanto dominio territoriale da parte della squadra azzurro-stellata e tante buone occasioni per segnare, quasi sempre neutralizzate da una difesa apparsa quasi imperforabile. E – ironia della sorte – quando, come capitato nel secondo tempo, la Paganese ha avuto la possibilità di segnare con un azzeccato colpo di testa di Cesaretti su cross dalla destra di Scarpa, ci ha pensato la parte bassa della traversa a dire di no.

Una volta, un detto popolare diceva; “il cane mozzica sempre lo stracciato”. Proprio così. Dal gol mancato da parte della Paganese, dopo poco si è arrivati al gol del Monopoli in una delle rare occasioni d’attacco della squadra ospite. Cross dalla sinistra di Mercadante e tiro a volo di Paolucci ben piazzato in area. Niente da fare per l’inoperoso Gomis.

Questo è il calcio.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Mancano gol e punti, l'immagine di una Paganese senz'anima.

La sconfitta del Marcello Torre non lascia nessuna impressione positiva
Una stagione maledetta sta caratterizzando la Paganese, uscita sconfitta dal match con il Monopoli. Un solo gol, messo a segno da Paolucci, è bastato agli ospiti per portare a casa l’intera posta in palio. Un unica incertezza difensiva, in una di quelle poche gare in cui gli azzurrostellati hanno tenuto testa agli avversari dal primo all’ultimo minuto. Come spiegare quindi l’ultimo posto in classifica?

Ci si deve affidare per forza di cose ai numeri, e questi condannano senza mezze misure i campani. In zona avanzata sono state segnate solo 7 reti. Distribuite fra Talamo, Cesaretti, Regolanti e Scarpa. Il primo è il “bomber” della squadra con tre gol siglati, l’ex Lucca invece ha buttato il pallone in rete in due occasioni. Infine gli ultimi due hanno timbrato il cartellino una volta a testa, nonostante fossero loro le punte di diamante al centro dell’area di rigore.

Pochi sorrisi e pochi gol quindi per il reparto avanzato che stenta a decollare. Insieme ai perni offensivi anche il centrocampo ha fino ad ora stentato a farsi notare lì davanti. Sette sono i gol segnati, ma rappresentano anche i punti raccolti dalla stessa Paganese in campionato. Bottino magrissimo che consegna l’ultima posizione in classifica in compagnia della Fidelis Andria.

da zonacalcio.net